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Banda larga Abruzzo, 25 milioni in arrivo per 24 Comuni

Febbo: «tolti fondi alle imprese agricole»

Redazione Pdn

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Banda larga Abruzzo, 25 milioni in arrivo per 24 Comuni




ABRUZZO. Con la firma dell'accordo tra il Ministero dello Sviluppo economico e la Regione Abruzzo entra nella fase operativa il progetto per la realizzazione di infrastrutture costituite da impianti in fibra ottica per una rete a banda ultra larga nel territorio regionale.
L'importo totale del finanziamento è di 25 milioni di euro. Nell'ambito del progetto saranno abilitate alla velocità di 30 Mega per secondo 180 mila tra abitazioni e uffici situate in 24 comuni; saranno predisposti inoltre collegamenti in fibra ottica con tutte le sedi della Pubblica amministrazione presenti nei Comuni interessati, le scuole e gli ospedali, che saranno abilitati fino a 100 Mega per secondo.
Il progetto fa parte del Piano strategico banda ultra larga nazionale.
«La banda ultra-larga», ha spiegato D’Alfonso, «contribuirà a far uscire l'Abruzzo dalla sua condizione di lentezza e di isolamento: dopo un programma riguardante le infrastrutture materiale del ferro che stanno per partire, della gomma attraverso un accordo importante con ANAS, dell'acqua con le realtà che si occupano di investimenti portuali, adesso è la volta di un importante investimento per quanto riguarda il digitale: investiremo 25 milioni di euro per portare la bandaultra-larga anche nello spazio rurale abruzzese, per fare sì che la regione sia pronta per la sfida della competitività e della coesione».

Ma non mancano polemiche, come quella dell’ex assessore all’Agricoltura Mauro Febbo che protesta: «la decisione di destinare 25 milioni di euro alla banda larga è una vera e propria sottrazione di fondi alle imprese agricole», spiega Febbo.
Per l’ex assessore ci sono dei forti dubbi relativi a due aspetti: il primo riguarda la legittimità del provvedimento in quanto non si è ancora ottenuta l’autorizzazione della Commissione europea e il secondo è legato all’Iva che sarebbe a totale carico delle casse regionali per un importo di 5,5 milioni di euro.
«A questo riguardo, ed è la cosa più preoccupante, “stranamente” l’impegno di spesa è relativo al Bilancio del 2016 e mi chiedo se esista un parere proprio della competente Direzione. Oltre a questi fondi, il Bilancio 2016 dovrà prevedere anche la quota di cofinanziamento regionale per il PSR 2014/2020 pari a oltre 10 milioni di euro. Come faranno a reggere un ulteriore aggravio? Siamo sicuri che ci siano disponibilità sufficienti a coprirlo?»
Il provvedimento, ha fatto notare Febbo, avrebbe di fatto sottratto risorse preziose che potevano essere destinate alle imprese agricole per il finanziamento di pratiche ferme negli uffici della Direzione agricoltura, per la Misura dell'Agriturismo le Misure Forestali e soprattutto per quelle Agroambientali.
«La “scusa” alla base di questa discutibile decisione è mettersi al riparo dal rischio disimpegno dei fondi comunitari, obiettivo che precedentemente era sempre stato centrato dalla Giunta Chiodi».
Per questo l’ex assessore chiede all’attuale assessore Dino Pepe di effettuare un censimento dei fascicoli che sono ancora bloccati sulle scrivanie degli uffici Sipa di Chieti e L’Aquila in modo da farsi un’idea di quanto ancora è possibile spendere, da subito, in favore del sistema rurale regionale.