GIUSTIZIA E LIBERTA'

Sequestrato blog in inglese di Bonev la donna che ha denunciato Berlusconi

Sul sito una serie di documenti e la dura contestazione al «sistema corruttivo»

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Sequestrato blog in inglese di Bonev la donna che ha denunciato Berlusconi



INTERNET. Si chiama Michelle Bonev ed è la donna che mesi fa finì sulle cronache per aver denunciato pesantemente Silvio Berlusconi ed il sistema di corruzione che avvolgerebbe l’ex premier e i suoi uomini.
SI tratta di denunce “ufficiali” e circostanziate, finite agli atti di inchieste penali e pubblicate sul sito della donna. Oggi però la versione inglese del sito stesso è stato sequestrato dalla polizia postale.
Si tratta di un sequestro preventivo cioè che anticipa un giudizio nel merito ed una sentenza di diffamazione per questo molto discusso come provvedimento che equivale per certi versi alla carcerazione preventiva e che è cosa diversa dalla sentenza che arriva dopo un processo.
E’ la stressa Bonev che ne dà notizia sulla sua pagina Facebook.
«Io non sono stata nè processata, nè condannata», scrive, «eppure vengono limitate le mie libertà fondamentali, la mia libertà di pensiero, di opinione, di espressione. E questo, solo per aver detto la verità. Vogliono chiudermi la bocca, perché ho raccontato come funziona questo sistema corrotto, di cui Silvio Berlusconi è il più grande esponente, pubblicando la trascrizione integrale dell'interrogatorio a cui sono stata sottoposta il 16 gennaio 2014 presso la Procura della Repubblica di Roma, davanti al Pubblico Ministero Eugenio #Albamonte, relativo ad un eventuale procedimento penale per presunta diffamazione intentato nei miei confronti da Francesca #Pascale».
«Oggi questo accade a me», dice, «ma potrebbe capitare ad ognuno di noi. Per questo chiedo a tutti di condividere questo link, e scaricare e diffondere la trascrizione integrale del mio interrogatorio, prima che oscurino anche questo ultimo spazio di libertà:
Salvatelo sui vostri computer, pubblicatelo sui vostri siti e blog. Se siamo uniti, nessuno sarà più solo».
In uno dei suoi post ancora raggiungibili e tra i più letti si legge: «Esiste un dossier per ogni suo esponente, dal più piccolo al più grande, serve a ricordare a tutti che una volta entrati, non è più possibile uscirne; la macchina del fango perseguiterà il “traditore” fino alla fine, distruggendolo mediaticamente come persona e come professionista».
«7 mesi fa ho pubblicato un post sul mio Blog intitolato “La verità ci renderà liberi”, dove ho raccontato come funziona il sistema corrotto del potere e a quali compromessi sia costretta una persona che voglia avere una carriera di successo. Ho pagato a caro prezzo questa mia scelta, sono stata intimidita e ho perso tutto: lavoro, soldi, privilegi… sono stata giudicata negativamente dalla società… ma sono sopravvissuta e sono di nuovo una donna libera! Ho di nuovo la mia dignità!. Questo sistema corruttivo», scrive Bonev, «ha una struttura molto forte, costruita nei secoli, che si basa sulla condivisione del compromesso. Esiste un dossier per ogni suo esponente, dal più piccolo al più grande, serve a ricordare a tutti che una volta entrati, non è più possibile uscirne; la macchina del fango perseguiterà il “traditore” fino alla fine, distruggendolo mediaticamente come persona e come professionista. Questa è la realtà. Ma è anche vero che io ne sono uscita e sono ancora qui, viva e vegeta; sono la dimostrazione che questo sistema non è così forte come sembra. “Un milione comincia da uno”, e io voglio ancora credere in noi, voglio ancora credere che siamo Esseri Umani e non scarafaggi in cerca di solo cibo quotidiano».