Computer sì, tassa Windows no: come liberarsi di programmi preinstallati

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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INTERNET. Comprare un computer ormai è all’ordine del giorno . Ma a volte bisogna fare i conti con spiacevoli sorprese. Cosa succede, infatti, se sul pc nuovo di zecca ci sono software (programmi) come Microsoft preinstallati e che non vengono utilizzati perché l’utente ne preferisce altri? Gli spetterebbe un rimborso per aver pagato un servizio non richiesto?

La FSFE ente no profit per il software libero lavora al fianco dell 'Aduc (associazione in tutela dei consumatori) per difendere i diritti degli utenti che si sono visti negare il rimborso per i software preinstallati ed inutilizzati. Recente è l’iniziativa dell’ Aduc che ha depositato in tribunale un'azione collettiva (class action) contro il rifiuto di Microsoft Italia di rimborsare i consumatori che ne avevano fatto richiesta.

 IL CUORE DEL PROBLEMA

E’ la cosiddetta “Tassa windows” il cuore del problema. Un sistema che impone la presenza del software Windows su tutti i pc appena acquistati. Questo perché la maggior parte dei laptop ha al suo interno il software Microsoft Windows già incorporato. Cosa chiedono Fsfe e l’Aduc? Semplicemente che a chi non desideri utilizzare il programma preinstallato venga corrisposto un rimborso. A tal proposito l’Fsfe fornisce linee guida WindowsTaxRefund per informare i compratori su come comportarsi nel caso in cui intendano procedere. Uno dei consigli più importanti contenuti nel vademecum è di acquistare i pc da chi vende software free. Nel caso in cui si decida di non usare il software preinstallato è opportuno non attivarlo e contattare subito il vendor per chiedere il rimborso immediato. Infine, la guida non risparmia neppure indicazioni su quali possono essere le risposte che gli utenti devono attendersi. «Molti vendors cercheranno di farvi desistere dicendo che il pc non funzionerebbe senza quel software preinstallato», dicono i ben informati.

«Vi sentirete anche dire», si spiega nell'archivio di Linux, «spiacenti, lei ha scelto tutto il pacchetto» o ancora «cercheranno di prendere tempo suggerendovi coupon o guide per usare al meglio il software indesiderato».

«Nel caso in cui si realizzi ciò», suggerisce l’esperto, «non bisogna mollare ma portare avanti la propria linea». Parole che fanno l’eco a quelle di Dave Mitchell di Sheffield UK esempio di un rimborso andato a buon fine. «E’ un diritto dell’utente decidere di non utilizzare il software ed

in quel caso è bene non attivarlo», commenta Mitchell che si è visto restituire dalla Dell l’intera somma di £55.23 per il software Microsoft Windows XP Home SP2 preinstallato nel suo laptop New Dell Inspiron 640m e non utilizzato.

 Marirosa Barbieri 08/04/2011 13.17