IL FATTO

Digitalizzazione a scuola, tre scuole abruzzesi nel progetto pilota di Samsung

Tablet per tutti e monitoraggio diretto degli alunni

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CLASSE DIGITALE TABLET PC IN CLASSE


PESCARA. Smart Future, il progetto promosso da Samsung per favorire lo sviluppo della digitalizzazione nell’istruzione delle scuole primarie e secondarie di primo grado, vede coinvolti gli alunni della classe 1 F della scuola media Tinozzi.
«Siamo entusiasti del progetto» – afferma la Dirigente Scolastica Annarita Bini – «che consente di favorire e facilitare il coinvolgimento dei docenti e degli alunni nello sperimentare un ambiente di apprendimento interattivo, nuovi modelli didattici e una significativa relazione educativa».
Ma in Abruzzo lo stesso progetto pilota riguarda anche l’Istituto Comprensivo “Mazzini-Patini” di Campo di Pile e l’Istituto Comprensivo n. 4 “Collodi – Marini”, Avezzano.

La classe è dotata di tablet per tutti gli alunni e di una E-Board grazie alla quale l’insegnante, attraverso una soluzione progettata da Samsung, può caricare i contenuti delle lezioni, condividerli con gli studenti, realizzare attività di gruppo, effettuare quiz e sondaggi per verificare la comprensione degli studenti. Il tutto garantendo all’insegnante monitoraggio e controllo delle attività, con la facoltà di bloccare alcune funzionalità dei tablet e addirittura di spegnere tutti i dispositivi in automatico.

«Attraverso questo progetto», spiega Manuele De Mattia, Public Relations Manager di Samsung Electronics Italia, «Samsung vuole favorire lo sviluppo di competenze che facilitino l’inserimento dei giovani in un contesto lavorativo sempre più competitivo cercando di offrire loro un supporto nell’accrescimento del sapere, strumento fondamentale per accedere a un futuro migliore».

Il debutto di Smart Future avviene con uno studio – pilota realizzato insieme all’Università Cattolica – CREMIT (Centro di Ricerca sull’Educazione ai media, all’Informazione e alla Tecnologia) diretto dal professor Pier Cesare Rivoltella, ordinario di didattica generale e direttore del Cremit, con il supporto del professor Pierpaolo Limone del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Foggia, e coinvolgerà un totale di 25 classi di altrettanti istituti comprensivi di 7 regioni entro la fine del 2013. Attraverso l’Osservatorio sui media e i contenuti digitali nella scuola «sarà messo a punto un modello di monitoraggio che, per un progetto come Smart Future, rappresenta un elemento-chiave», spiega Pier Cesare Rivoltella. «Infatti, introdurre tecnologia nelle classi senza verificare sulla base di evidenze cosa poi realmente succeda, non consentirebbe di capire né come orientare il progetto stesso né cosa suggerire per delle policies che intendano muoversi su più ampia scala».

Nell’insieme, Smart Future prevede non solo la dotazione tecnologica delle classi ma anche la realizzazione di training specifici rivolti agli insegnanti, con l’obiettivo di migliorare le modalità di insegnamento e quindi di apprendimento da parte degli studenti. Parte integrante del progetto è l’Advisory Board costituito da esperti provenienti da diversi ambiti attinenti al mondo dell’educazione e della scuola tra i quali Antonio Affinita, presidente del Moige, Dianora Bardi, fondatore e vice presidente del centro studi Impara Digitale, Maria Latella, giornalista, Pierpaolo Limone, Professore Associato di Pedagogia dei Media presso il, Stefano Ribaldi, vice direttore di Rai Educational, Giorgio Riva di RCS per AIE, Pier Cesare Rivoltella, Professore Ordinario di Didattica e Tecnologia dell’istruzione e dell’apprendimento presso l’Università Cattolica di Milano e Alfonso Rubinacci, esperto di sistemi formativi.