SALUTE

Medici bocciano il 'TripAdvisor' per gli ospedali

Sindacati e specialisti, operazione mediatica, pensiamo a cure

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Medici bocciano il 'TripAdvisor' per gli ospedali


ROMA. Non convince nè gli specialisti nè tanto meno i sindacati medici l'idea lanciata dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, di creare una sorta di 'TripAdvisor' della Sanità.
Ovvero un portale web su cui gli utenti del servizio sanitario possano esprimere e pubblicare le proprie valutazioni sulle prestazioni offerte dalle strutture ospedaliere. Gli ospedali «non sono ristoranti» e «non servono simili operazioni mediatiche», piuttosto - affermano i camici bianchi - serve pensare alle cure ed al grande problema della mancanza di investimenti.
Gli 'addetti ai lavori', dunque, non lesinano critiche al progetto illustrato da Lorenzin e che si basa, ha spiegato il ministro in un'intervista a Repubblica, sul concetto di "trasparenza". Tutti i dati riguardanti gli ospedali - dal numero di ricoveri agli interventi, dal rischio di morte all'efficacia delle terapie - sarebbero resi noti in un linguaggio semplice e fruibile per i cittadini sul sito del ministero. Inizialmente, ha spiegato il ministro, «si potranno esprimere pareri su aspetti come l'accoglienza del personale, la pulizia dell'ospedale, l'umanizzazione delle cure. Far dire ai cittadini la loro su aspetti prettamente sanitari è più delicato». 

Il fine non è però quello di innescare la competizione tra gli ospedali, bensì di migliorare i sistemi sanitari. Tra poco infatti, ha ricordato Lorenzin, «entrerà in vigore la legge Ue che consentirà ai cittadini di viaggiare senza vincoli da un paese all'altro per curarsi. Sarà importante comunicare la qualità delle strutture italiane».
Spiegazioni che non convincono il maggiore sindacato dei medici dirigenti, l'Anaao-Assomed: «Gli ospedali non sono i ristoranti e la salute non è un qualunque bene di consumo. Per la nostra sanità, di tutto abbiamo bisogno tranne che di un'operazione mediatica», ha commentato il segretario Anaao Costantino Troise, sottolineando come nel campo della patologia medica "è difficile valutare gli esiti delle cure. Figuriamoci - ha rilevato - cosa potrebbe voler dire lasciare spazio ad un giudizio asimmetrico di un utente. In sanità abbiamo bisogno di ragione, di passione e di una politica riformatrice, non di luoghi comuni né della fiera delle banalità».
Sulla stessa linea la Fp-Cgil Medici: «Non serve una guida turistica del sistema sanitario nazionale, né titoli sui quotidiani, servono semmai investimenti nelle nuove tecnologie, dotazioni organiche e la fine dell'era buia dei tagli lineari ai diritti delle persone». 

E' «giusto - è il commento dei segretari Cecilia Taranto e Massimo Cozza - garantire trasparenza e ascoltare i cittadini», ma il compito del ministro, «dovrebbe essere quello di occuparsi di garantire la sussistenza dei livelli essenziali di assistenza e l'uniformità di trattamento nel Paese», non di «stilare classifiche». Perplessità arrivano anche dall'Associazione nazionali dei cardiologi ospedalieri (Anmco): «Si tratta - ha sottolineato il presidente Francesco Bovenzi - di una proposta condivisibile, nella misura in cui può rappresentare uno stimolo al miglioramento, ma rischiosa, se non ben 'governata', perchè giudicare in Sanità è molto complesso».
Un utilizzo «indiscriminato» di un simile strumento, importante «perchè consente di cogliere dei segnali, può però essere rischioso - ha avvertito Bovenzi - se non ben filtrato».