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Nuovo sito della Provincia di Teramo a costo zero… allora si può

Secondo gli ideatori garantisce «trasparenza, etica pubblica, partecipazione e accessibilità totale»

Redazione Pdn

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Nuovo sito della Provincia di Teramo a costo zero… allora si può





TERAMO. Basterà un hashtag/s: #segnalazioniteramo e anche via twitter i cittadini potranno interagire con l’ente per indicare in tempo reale i problemi che incontrano sulle strade. E’ solo uno degli strumenti di dialogo e partecipazione previsti dal nuovo sito web 2.0 della Provincia progettato e riempito di contenuti all’insegna di una «amministrazione aperta» e dell’accessibilità totale da parte dei cittadini alle decisioni dell’ente.

Il sito è stato realizzato dall’Ufficio stampa/redazione web sulla base di un programma che ha previsto: la formazione dei dipendenti (circa 100) che hanno aderito volontariamente; una nuova architettura informatica (i contenuti sono proposti non in base alla suddivisione burocratica dei settori ma per argomenti di interesse del cittadino); la revisione di tutti i contenuti e un nuovo approccio all’editing. La formazione è stata curata dall’Ufficio stampa/redazioneweb in collaborazione con i settori Informatica e Affari Generali e con la partecipazione, a titolo gratuito di esperti esterni: Gianluca Pomante e Gianmaria De Paulis.
Il sito nasce “integrato” con le piattaforme social (Fb, Twitter, YouTube) ed è continuamente monitorato con la Bussola della Trasperenza del Ministero PA, il cosidetto “Magellano”.

I punti forti sono le due sezioni Trasparenza, valutazione e merito e Amministrazione aperta, ricca di contenuti, dati e cifre. Naturalmente c’è ancora molto da fare anche perché è appena stato approvato (pubblicato il 5 aprile) il Testo Unico che riordina la disciplina della trasparenza e che prevede, fra le altre cose, la pubblicazione di tutti i dati, costi, compensi, incarichi dei dirigenti e lo stato patrimoniale degli eletti.
Nei prossimi giorni il sito sarà aggiornato anche su questi elementi ma, sin da ora, si presenta, almeno nel panorama abruzzese, come il sito pubblico maggiormente ricco di contenuti e sicuramente ino di quelli dai quali è più facile accedere alle informazioni “sensibili” e utili per il cittadino.
Da quanto raccontato ieri in conferenza stampa sembra questa una buona pratica amministrativa più che isolata che dimostra in maniera netta come sia possibile per ogni amministrazione pubblica riuscire a risparmiare e addirittura creare strumenti validi a costo zero.
Oggi più che mai quelle nebulose esperienze abruzzesi del passato con siti pagati anche 2 milioni di euro assumono toni ancora più grotteschi e inquietanti.