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Meritocrazia nell’informazione, «metodi illogici per le testate sul web»

Anso: «meritocrazia deve essere valorizzata»

Redazione Pdn

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Meritocrazia nell’informazione, «metodi illogici per le testate sul web»
MILANO. Lo scorso 28 settembre si è tenuto a Milano un incontro "singolare", il Forum della meritocrazia nell’informazione.

Solo good news dunque? No, si è discusso di come sia necessario dare una svolta al sistema informazione italiano toccando anche gli aspetti critici, ma con uno spirito costruttivo.
Al tavolo dei relatori erano presenti Angelo Perrino (Affari italiani), Luigi Vimecati (Segretario 8^ Comm. Lavori Pubblici e Comunicazioni del Senato), Guido Scorza (Istituto per le Politiche dell’Innovazione) e il Presidente Anso Betto Liberati.
Nei primi due mesi di operatività del nuovo Consiglio direttivo Anso - che si è rinnovato proprio quest’anno con la nuova presidenza di Liberati - si è data una svolta più concreta agli interventi dell’Associazione, che in Italia opera dal 2003.
Per questo l’intervento di Liberati si è concentrato sul mondo dell’editoria digitale locale e sulle difficoltà che questo settore incontra facendo un riepilogo di quanto fatto e suggerimenti per immediate iniziative.
Il tema della meritocrazia, nel senso di dare spazio a chi ha acquisito competenze ed esperienze tali da essere in grado di migliorare il sistema, calza a pennello con la questione della legge sull’editoria e dei finanziamenti pubblici alle testate.
«Purtroppo da anni si assiste ad un’applicazione di metodi illogici e non meritocratici di assegnazioni di risorse», ha commentato il direttivo Anso, «che impediscono anche una concorrenza leale nel mercato dell’informazione. ANSO sostiene la necessità di supportare il web e l’informazione online, non solo quella locale, attraverso leggi e metodiche logiche, razionali e basate sulla competenza. Meritocratiche, appunto».
E questo non significa andare contro la carta stampata, ma «distribuire meglio le risorse disponibili. Il contributo che lo Stato elargisce non è la forma più corretta ed efficace di aiuto per l’editoria: è una forma di assistenzialismo che spesso tiene in piedi realtà elefantiache che consumano soldi e non hanno un pubblico di lettori tali da giustificare l’entità del contributo stesso». La carta perde lettori e l’informazione online, specie quella locale, li moltiplica.
Per l’Anso si avrebbero maggiori vantaggi con incentivi che sono sinonimi di sviluppo, erogati su base meritocratica (esperienza e competenza) contro gli sprechi e gli sperperi illogici.

I CONTENUTI COPIA INCOLLA
Altro tasto dolente sono i contenuti generati dalle testate locali online, che vengono sistematicamente prelevati da agenzie stampa, tv e carta stampata, a volte senza neanche citare la fonte, altre volte facendo lo spudorato copia e incolla. E per giunta nelle rassegne stampa importanti (vedi i diversi appuntamenti mattutini) o negli eventi dedicati all’informazione locale, non vengono mai presi in considerazione. Si parla del locale senza avere una voce autorevole in merito. «Anche questo è un aspetto illogico del sistema malato», sottolinea Liberati.
Neanche il decreto Peluffo per l’editoria purtroppo premia la competenza ma i ‘soliti noti’, dando soldi per lo sviluppo web a chi nel web ha investito tardi, ha accesso periodicamente a milioni di euro di contributi per la carta e presenta talvolta anche i conti in rosso.
Sono gli stessi che hanno il monopolio della pubblicità tradizionale e che ora vorrebbero anche la fetta di torta più grande, se non la torta intera, sul sistema della pubblicità online. Prevale il potere, non la meritocrazia e la competenza.
«Nel mondo dell’informazione locale digitale non prevale la casta, non esiste nepotismo e gli incarichi vengono ricoperti da persone meritevoli che si sono guadagnate fiducia per la loro esperienza sul campo», continua Liberati. «Ognuno ha i lettori che si merita, ossia è giusto conquistarsi la fiducia del lettore: è il motore economico per la testata stessa, che intercetta finanziatori e investitori pubblicitari».
Anso ha diverse realtà associate che da più di un decennio sono online e hanno migliaia di lettori, senza aver ricevuto contributi dallo Stato. A differenza dei media mainstream.
La meritocrazia può sopravvivere e svilupparsi, come Anso testimonia, ma deve essere valorizzata anche dalle istituzioni: un quotidiano online di un paese con 5mila abitanti che ha conquistato la fiducia di 3mila persone «ha la stessa dignità e importanza di una grande testata nazionale».