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Truffa web, società condannata cambia nome ed intima pagamenti

Italia programmi cambia sede ed indirizzo

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Truffa web, società condannata cambia nome ed intima pagamenti
INTERNET. Nessuno li ferma.

Non è servito lo stop  dell’autorità Antitrust. Non è bastata la condanna ad 1,5 mln di euro per truffa. La società  internet Italia Programmi.net continua  ad operare indisturbata. Ha aperto una nuova sede a Cipro, ha cambiato dominio, continua a contattare clienti nuovi e a chiedere il pagamento a quelli vecchi minacciando processi.
Fioccano sempre più su forum e Facebook le richieste d’aiuto degli utenti-vittima che per sbaglio si sono iscritti al sito. Sono all’ottavo, decimo ventesimo sollecito di pagamento. Come uscirne? Dalla Rete arrivano consigli. L’imperativo categorico resta uno: non pagare.

I TRASCORSI
La società Italia programmi con sede legale alle Seychelles ha fornito un servizio per scaricare programmi via internet. L’utente che si è registrato sulla piattaforma si è trovato inconsapevolmente a sottoscrivere un modulo di pagamento annuale di 96 euro.
Il 25 agosto 2011 l’autorità garante della concorrenza ha deliberato la sospensione cautelare della attività svolta da Estesa Limited. Il 14 dicembre 2011 l’Antitrust ha concluso l’analisi del caso, deliberando una maxi multa di 1,5 milioni di euro, accompagnata dall’obbligo di pubblicare un estratto della delibera per 30 giorni sul sito della società, contestando alla Estesa Limited tre distinte pratiche scorrette. E’ stata disposto anche l’oscuramento del sito.

NUOVA CARTA D’INTENTITA’, NUOVE COORDINATE
Spregiudicatezza: non lasciarsi intimidire dalla legge, dalla polizia, dalla disperazione degli utenti. E’ la regola non scritta della società. Lo dimostra il loro agire. Ci riprovano. A denunciarlo sono gli utenti truffati. Rispetto al passato è cambiato il dominio del sito .org e la sede legale del gruppo  che è passata dalle Seychelles a Cipro al seguente indirizzo Italia programmi org Ltd, Spyrou Kuyprianou 32, 2nd Floor, Flat/office 3, P.C.1075 Nicosia, Cyprus. Così come è cambiato  il conto corrente dove effettuare il pagamento presso una banca cipriota. Sul sito si offrono una carrellata di servizi: programmi nuovi, programmi top  e tutte le indicazioni per iscriversi.

LETTERA INTIMIDATORIE
Gli utenti vecchi continuano a ricevere dalla società condannata mail di sollecito di pagamento del seguente tenore: «gentile signor XX! ci dispiace comunicarle che, ad oggi, non abbiamo percepito il pagamento della nostra fattura  nr. XXXXX, e non avendo preso in considerazione le nostre comunicazione di solleciti tramite e-mails, lettere ed anche da parte del nostro ufficio recupero crediti, siamo costretti a fissare una udienza presso giudice tributario tramite nostro avvocato».
E poi al gentile cliente viene comunicato che le spese legali saranno a carico suo che, se entro il giorno tot non provvederà  ad effettuare il pagamento di tot euro per l’iscrizione al sito gli verrà fissata dall’avvocato la data di udienza presso il tribunale regionale giudiziario.
Per dimostrare che fanno sul serio i truffatori avvisano che in caso di indagini penali potranno identificare il computer dell’utente per dimostrare che l’applicazione è stata utilizzata.

COSA FARE
 Oltre a denunciare tutto alle autorità competenti (polizia, Gdf) si può provare con una contro intimidazione. Il blog Alitech suggerisce una strategia che per alcuni si è rivelata una salvezza.
Dopo aver ricevuto il sollecito bisogna spedire alla società una mail con allegata la comunicazione di condanna dell’Antitrust.
A Stefania, riporta il blog, è andata bene. Ha inviato il documento Antitrust  e dopo qualche giorno ha ricevuto dalla società la seguente risposta: «gentile cliente, con la presente confermiamo il ricevimento della revoca. Il ritiro e stato accettato ed eseguito correttamente, il tuo account e stato cancellato. Ci dispiace che non ha gradito il nostro servizio. Speriamo che in futuro potrà far parte dei nostri clienti soddisfatti».

IL POPOLO DEI TRUFFATI: «SPAVENTATI MA UNITI »
Il gruppo dei malcapitati si ingrossa. Si fanno forza a vicenda su Facebook  e  sui blog.
«Siamo uniti che glielo facciamo quadrato», dice Angelo.
«Sono dei pezzi di m—a», rincara la dose Silvia, «sono andata a leggere sul sito di Federconsumatori, questi elementi non degni di stare al mondo hanno cambiato già parecchie volte il layout della home page… ho anche letto che a seconda dell’orario i contenuti cambiano….».
Ivano minaccioso scrive: «io gli ho scritto vi aspetto a casa a braccia aperte per il pagamento in contanti! ho già contattato finanzieri e carabinieri…mi han detto di non pagare, e che se quelli di italia programmi fanno ancora qualcosa o si presentano, di chiamarli immediatamente…e ci pensano loro».
Ed Andrea ha bloccato tutte le e mail che, caso strano, arrivano con nomi diversi, dicendo che «sono dei truffatori! la prima volta ho pagato...la seconda si attaccano !anche se la prima volta mi hanno mandato una lettera a casa con tanto di indirizzo, al quale ho mandato una lettera di disdetta con ricevuta di ritorno, ma mi è tornata indietro perchè a Roma quell’ indirizzo non esiste !!!!!!!!!!».
C’è chi, invece è molto preoccupato come Marco: «ho scritto loro praticamente la stessa mail, con lo stesso allegato. Ho ricevuto la stessa risposta. Non so più che fare».
Marirosa Barbieri