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Wikileaks: «Finmeccanica ha venduto tecnologia ad Assad»

L'organizzazione di Assange svela la trama tra la Siria e la Selex

Redazione Pdn

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Wikileaks: «Finmeccanica ha venduto tecnologia ad Assad»
WIKIWORLD. Una Wikirivelazione: la Finmeccanica (precisamente la sua partecipata Selex) ha fornito tecnologia ed apparati di comunicazione al regime siriano di Assad, prima e durante il massacro civile.

E’«l’imbarazzante rivelazione» di Wikileaks che oggi, in una conferenza stampa trasmessa in streaming ha fornito i retroscena di una trama nascosta di relazioni tra la Siria e le multinazionali “alleate”.
E’ probabile -ma ancora tutto da verificare- che alcune armi usate per fare fuoco su civili e bambini siriani utilizzassero tecnologia targata Finmeccanica.


«FILES IMBARAZZANTI»
L’addetto stampa di Wikileaks ha aperto la conferenza annunciando a tutti «files davvero imbarazzanti per la Siria». Si chiamano Syria files, sono un database di 2.434.899 e-mails tra grandi aziende mondiali e Assad, intercettate.
Tra queste spuntano lettere tra Finmeccanica e la Syrian Wireless Organisation (azienda di comunicazioni siriana).
La trattativa è guidata da Selex Elsag, azienda che lavora e opera anche in Abruzzo che controlla la Selex managment gestita un tempo dall’abruzzese Sabatino Stornelli e socio privato della società mista Abruzzo Engineering. Insieme alla Elsag a trattare c'è anche la società greca Intracom. Queste due, insieme, hanno venduto alla Syrian Wireless Organisation il sistema Tetra, una rete di comunicazioni che permette conversazioni e trasmissione di dati affidabili, sicure, criptate e collega qualunque veicolo, elicotteri inclusi. Alcune componenti di Tetra, devono essere autorizzate dal governo italiano prima di essere esportate. 


SOSTEGNO PRIMA, DOPO E DURANTE
2008. La Primavera Araba che ha dato vita a rivolte sanguinaria nel Medio Oriente, Siria inclusa, è ancora lontana. E’ allora che viene firmato il contratto Italia-Damasco. L'accordo da 40 milioni di euro a nome Selex e Syrian Wireless Organisation. Subito partono gli ordini dalla Siria per 500 radio mobili VS3000 della Selex.
Febbraio 2011. Selx ha annunciato l'arrivo a Damasco degli ingegneri per istruire i tecnici della Intracom Syria sull'uso di varie componenti, tra i cui i terminali degli elicotteri.
Maggio 2011. Sembra che i siriani chiedano un’espansione del progetto e la Selex sembra interessata. Intanto la rivolta è scoppiata. I cittadini hanno protestato contro il regime di Assad, invocato libertà, diritti civili. La risposta del governo è stata il massacro. I cani sciolti, miliziani del presidente, hanno assediato città dopo città. Una delle prime a cadere sotto il fuoco è Houla il 25 e 26 maggio scorsi. Hanno perso la vita numerosi innocenti, soprattutto bambini. Poi è toccato ad Hama il 6 giugno. 100 corpi massacrati e abbandonati per terra. E’ questo il bilancio del Syrian National Council.
Secondo gli attivisti, dalla Primavera Araba in Siria (marzo 2011) hanno perso la vita 13.000 persone, la maggior parte durante manifestazioni pacifiche trasformatesi poi in carneficina.
La conferenza è terminata con i ringraziamenti di Wikileaks «che continua a lavorare nonostante il blocco bancario deciso dai circuiti economici internazionali che impediscono donazioni alla creatura di Assange».
Assange non si è costituito, è rimasto barricato dentro l’ambasciata dell’Ecuador a Londra dopo che è si visto respingere l'ennesimo ricorso in appello contro l'estradizione in Svezia dove verrebbe condannato per molestie sessuali. La sua paura è che l’estradizione in Svezia possa spianare la strada ad una seconda estradizione per gli States. E questo significherebbe morte sicura per lui, dal momento che verrebbe accusato di cospirazione contro il governo americano per le rivelazioni sui dispacci privati del dipartimento di Stato Usa. La polizia inglese ha emesso una richiesta di resa nei suoi confronti. Lui aspetta speranzoso che l’Ecuador gli conceda asilo politico.

«Thank you Mr Assange», è il saluto dai suoi. «That’s it (è tutto)». Conferenza chiusa. Nuovo scandalo appena iniziato.
Marirosa Barbieri