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La sentenza: posso vendere il software che ho in licenza

Lo scarico, lo compro, lo rivendo. Per la Corte Europea si può fare

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La sentenza: posso vendere il software che ho in licenza
BRUXELLES. Comprare e rivendere. Rivendere per poi ricomprare.

Funziona così nel commercio, funziona così nel mondo 2.0. E se qualcuno come la Oracle, colosso nella vendita di software, si era illuso del contrario, dovrà ricredersi.
La Corte di Giustizia europea ha stabilito che quando il titolare del diritto d’autore mette a disposizione del proprio cliente una copia, la vende riconoscendogli il diritto di utilizzarla per una durata illimitata, esaurisce il suo diritto esclusivo di distribuzione: cede cioè il diritto di proprietà della copia. Di conseguenza, anche se il contratto di licenza vieta una successiva cessione, il titolare del diritto non può opporsi alla rivendita del software.
In pratica nel momento in cui ti vendo una copia perdo ogni diritto su essa e tu puoi venderla liberamente a chiunque senza che io possa oppormi.

La sentenza interviene sul caso Oracle-Usedsoft. La Oracle sviluppa e distribuisce, attraverso download via Internet, programmi per computer. Il cliente scarica e compra direttamente una copia del programma sul proprio computer, a partire dal sito Internet della Oracle e lo memorizza. Il contratto tra Oracle e cliente è di durata indeterminata, non trasferibile e riservato ad un uso professionale interno. La UsedSoft, invece, è un’impresa tedesca che commercializza licenze riprese da clienti della Oracle. Proprio per questa pratica la Oracle l’ha citata in giudizio davanti alla Corte suprema federale tedesca.
Del caso è stata investita la Corte di Giustizia europea che ha emanato una sentenza pro UsedSoft.
I togati supremi hanno precisato che la Oracle non può vantare più diritti d’autore né sui software venduti e commercializzati su un supporto informatico tangibile (Cd o Dvd), né su quelli scaricati via Internet.
Questo perché se Oracle mantenesse il diritto d’autore sulle copie scaricate potrebbe controllare la rivendita ed esigere una nuova remunerazione, in occasione di ogni rivendita, nonostante la prima vendita gli abbia già consentito di ottenere una remunerazione adeguata.