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Google “fa paura”: anche l’Italia chiede rimozione contenuti

Dalla cancellazione del video contro Berlusconi alle 934 richieste negli ultimi tempi

Redazione Pdn

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Google “fa paura”: anche l’Italia chiede rimozione contenuti
Google fa paura. Il motore di ricerca più popolare al mondo intimorisce governi, aziende e leaders di mezzo mondo.

Ogni settimana Mountain View incassa migliaia di richieste di cancellazione di contenuti “scomodi” o “lesivi”.
E’ proprio la creatura di Larry Page a rivelarlo in un report  sulla trasparenza con tanto di mappa allegata. Le domande arrivano da organi di polizia, governi, privati e semplici cittadini.
Fioccano le richieste in particolare nei Paesi occidentalizzati: Usa in testa, seguono Italia, Gran Bretagna, Spagna. Sono ridotte al minimo le domande dagli Stati dove la democrazia, di per sé, non costituisce un problema.
Google non accoglie ogni segnalazione ma cerca di contemperare i diritti dei richiedenti, degli utenti e dei consumatori del Web in generale.

«TOGLIETE IL VIDEO CONTRO BERLUSCONI»
Dall’Italia, ancora sotto il Governo Berlusconi, parte un’insolita richiesta. La Polizia di Stato, scrive Google nel suo report, chiede di rimuovere da Youtube un video che critica il primo ministro e simula un suo assassinio con un fucile. Detto, fatto. Google risponde alla richiesta e fa piazza pulita del filmato.
Pian piano si fanno avanti sempre più richieste di questo tipo. Google ha registrato 36 domande di rimozione di contenuti fino a qualche tempo fa perché diffamatorie, lesive della privacy, dai contenuti volgari ed offensivi, critici nei confronti del Governo.
Il Bel Paese però non si è limitato a questo. Ha chiesto anche di ottenere informazioni (molte delle quali per necessità investigative) sui profili di 1236 utenti.
Stesse richieste arrivano dagli Stati Uniti che hanno inoltrato ben 92 domande di rimozione di contenuti “scomodi” e ben 5950 richieste di dati. Anche il Regno Unito si è dato da fare con 65 richieste di rimozione e 1279 richieste di dati.
In altri Paesi come la Cina, invece i numeri sono in calo: solo 3 le richieste di rimozione di contenuti così come in Russia sono meno di 10.

OCCHIO AL COPYRIGHT
Non sono di certo mancate le richieste di rimozione di contenuti lesivi dei diritti d’autore. Per questa fattispecie, Mountain View, ha applicato una disciplina di controllo più serrata: eliminando sì i contenuti ma dopo aver verificato che essi realmente infrangano il Digital Millennium Copyright Act (la legge sul copyright).
In particolare nell’ultimo mese sono arrivate 1255,402 richieste di rimozione di urls (indirizzi web), 24.372 domande di rimozione di domini da parte di aziende o siti web giapponesi, cinesi, polacchi, americani. Tra i richiedenti ci sono gli arcinoti Youtube e Facebook.