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L’offerta di Anonymous: «vuoi musica gratis online? Devi dirci chi sei»

Il gruppo di hackers fa concorrenza a costo “quasi” zero

Redazione Pdn

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L’offerta di Anonymous: «vuoi musica gratis online? Devi dirci chi sei»
INTERNET. Se vuoi ascoltare musica gratis sul Web devi uscire allo scoperto.

Suona più o meno così l’offerta di Anonymous agli appassionati di musica online. Il gruppo di hackers ha lanciato lo scorso 23 febbraio una piattaforma musicale, Anontune, in grado di raccogliere musica dal Web e distribuirla gratuitamente.
Ma il servizio, in apparenza gratis, ha un altro tipo di costo: l’utente dovrà registrarsi con una e-mail personale e fornire i suoi dati, uscendo così allo scoperto.
L’idea si inserisce nell’operazione Mozart il progetto portato avanti dal collettivo di Anonymous contro le grandi industrie discografiche. «Lo Stato della musica online è stato monopolizzato dalle grasse mani delle industrie», dichiara il gruppo in un video rilasciato su Youtube, «e questo ha portato al fatto che l’ascolto della musica è scandito dal tempo. Un piacere può essere distrutto dal business?».
La piattaforma dovrà combinare le possibilità d'ascolto gratuito offerte da canali come YouTube, MySpace e Yahoo Anontune e fungere da grande contenitore di musica, con un motore di ricerca interno e un player capace di organizzare le playlist dei vari artisti. I brani verrebbero presi ovunque, dalle pagine blog di Tumblr ai siti di streaming e probabilmente anche da canali non legali.
Ma il gruppo assicura di non voler violare la legalità o infrangere i diritti d’autore. Difficile crederlo alla luce degli attacchi più o meno recenti condotti contro i giganti del Web.
Uno dei creatori della piattaforma ha parlato delle sue potenzialità. L’idea del progetto si è fatta avanti sei anni fa, ha dichiarato, «eravamo un gruppo di hackers che stavano progettando un attacco. Cominciammo a parlare di musica e dell’idea di creare una piattaforma.Poi con il tempo il progetto ha preso corpo sino a diventare realtà».
E così, oggi, Anonymous è passato dagli attacchi ai siti governativi ad una nuova strategia: la discesa in campo per concorrere con la distribuzione monopolistica delle aziende discografiche.
Marirosa Barbieri