PRIVACY

Google e l’operazione privacy unificata: Francia ed Irlanda contro

Il protocollo unico non convince alcuni Paesi

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

5916

Google e l’operazione privacy unificata: Francia ed Irlanda contro
INTERNET. A fine gennaio Google annunciava di sostituire le oltre 60 diverse norme sulla privacy per tutti i servizi offerti con una normativa unica, più breve e di più facile comprensione.

 Oggi, quell’idea in vigore dal 1 marzo sta per diventare oggetto di un’ inchiesta di Francia ed Irlanda. Che cosa c’è dietro il piano del colosso di Mountian View?
Big G cambia la normativa sulla privacy e si legge sul suo comunicato «gli utenti ed i fruitori dei suoi servizi Gmail, Calendar, Ricerca Google, YouTube, dovranno accettare e firmare un unico modello privacy».
Mentre prima Google chiedeva all’utente, per ogni servizio offerto, di accettare le condizioni privacy adesso indipendentemente dal numero di programmi utilizzati il fruitore dovrà accettare il modello privacy che vale per tutti i prodotti Google. In questo modo Google raccoglierà informazioni su tutti i suoi utenti (gusti, interessi) e potrà vendere pubblicità mirata.
«Che si tratti di leggere un'email per organizzare una rimpatriata tra amici», dice Google, «o di trovare un video preferito da condividere, vogliamo darti la possibilità di muoverti con facilità tra Gmail, Calendar, Ricerca Google, YouTube o qualsiasi altro prodotto che risponda alle tue esigenze. Se accedi al tuo account Google, possiamo migliorare la tua esperienza di ricerca, ad esempio suggerendoti i termini di ricerca o personalizzando i risultati in base agli interessi che hai manifestato su Google Plus, Gmail e YouTube e comprenderemo meglio che cosa stai cercando e ti restituiremo i risultati giusti più rapidamente».
Si tratta solo di business o c’è dell’altro? Gli attivisti di EPIC hanno sottolineato come le nuove regole possano portare ad ulteriori erosioni nella già labile tutela degli utenti visto che Big G si troverà a gestire una mole esorbitante di dati privati degli utenti. Anche il senatore democratico Edward Markey esprime dubbi:«gli utenti di BigG», ha detto, «devono assolutamente avere il diritto di controllare il livello di condivisione delle proprie informazioni personali. Stabilire con chiarezza quali tipologie di dati vadano rastrellate dal colosso californiano attraverso l'integrazione dei suoi numerosi servizi web».


Sull’attenti anche le autorità di Francia e Irlanda, che hanno mostrato l'intenzione di avviare un'inchiesta sui nuovi documenti annunciati da Google. La Commission nationale de l'informatique et des libertés (CNIL) vorrebbe infatti capire come verranno trattati i dati degli utenti, in particolare quali tipologie di informazioni verranno trasferite verso quali soggetti terzi.
Il colosso di Mountain View ha risposto all’allarmismo di Francia ed Irlanda attraverso il director of public policy Pablo Chavez. «Le nuove regole non serviranno a rastrellare un numero maggiore di informazioni sugli utenti», dice, «piuttosto a combinarle per una migliore esperienza di consumo dei vari servizi».
Marirosa Barbieri