IL GIRO DEL MONDO

Il giro del mondo di due abruzzesi: da Penne alla Cambogia con la chitarrina

L’avventura di Lisa e Simone tra autostop, tende, sorrisi ed ospitalità

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

6767

Il giro del mondo di due abruzzesi: da Penne alla Cambogia con la chitarrina
Mollare tutto e partire, con un obiettivo fisso in testa: girare il mondo per terra e per mare.

ABRUZZO. Mollare tutto e partire, con un obiettivo fisso in testa: girare il mondo per terra e per mare.
Simone e Lisa, due giovani abruzzesi lo hanno fatto. Il 5 settembre scorso hanno dato inizio alla loro avventura. Partenza: Penne, destinazione: il mondo intero, con loro: uno zaino pieno dell’essenziale. Tenda, sacco a pelo, pentole e piatti, medicine, Kway, passaporto, carta di credito, qualche cambio e sapone per lavarli ma soprattutto la chitarrina (attrezzo tipico Abruzzese per fare la pasta alla chitarra). Hanno attraversato Turchia Georgia Azerbaijan, Kazakistan, Cina, Laos, Vietnam, ora si trovano in Cambogia. Si adattano, si lasciano ospitare, scambiano la loro compagnia con quella degli indigeni contano sulla disponibilità e gentilezza delle persone che incontrano. Barattano il loro entusiasmo con l’ ospitalità di  una notte o con un piatto caldo e pensano «che sia più facile entrare in contatto con una cultura, condividendo qualcosa con chi la vive quotidianamente». Scattano foto di paesaggi bucolici e suggestivi, di una bellezza essenziale, e parlano inglese e spagnolo ma spesso, soprattutto nelle zone non turistiche preferiscono i gesti alle parole. Mangiano semi di zucca, pane marmellata e pasta e fagioli «cucinata alla meglio maniera». Sono «campioni di autostop».
«Non abbiamo limitazioni di tempo», raccontano a PrimaDaNoi.it dalla lontana Cambogia, «l’unico limite che abbiamo è un budget (accumulato durante anni di lavoro) giornaliero che, a detta di viaggiatori esperti, è veramente basso. Ma riusciamo a gestire il tutto scegliendo sempre le soluzioni più economiche in ogni posto che visitiamo, e dove si può dormendo in tenda, non abbiamo un’ itinerario preciso, ed il nostro obiettivo è quello di compiere il giro completo del globo senza prendere aerei».
Cosa spinge due ragazzi a lasciare l’ordinario per inseguire lo straordinario?
 «Circa un anno fa», spiegano i due, «abbiamo deciso di partire per questo viaggio e ad agosto abbiamo lasciato i nostri rispettivi lavori (Simone direttore vendite presso la Letsbonus srl, Lisa biologa presso la Coop Il Bosso) e così il 5 settembre 2011 siamo partiti per quest’ avventura. Eravamo avviliti dal lavorare 12 ore al giorno senza cogliere l’essenza della vita, e potendo dedicare alla nostra grande passione per il viaggio soltanto quindici giorni l’anno! Abbiamo deciso di inseguire insieme un sogno in comune».
Ora sono in Cambogia; la prossima meta: chissà; stanchezza: tanta; voglia di continuare: a mille.

DA PENNE A…
5 settembre 2011. È ora, Si parte, l’entusiasmo di Lisa e Simone è alle stelle, da come scrivono sul loro blog  Partenza da Penne alle ore 12.30 sosta a Montesilvano e arrivo a Brindisi alle 17.30. Imbarco nave passeggeri Endevor per Patrasso, è la prima notte di questa avventura, e già un materassino è bucato. La Grecia è vicina. Dal porto di Patrasso si parte per Atene, poi Kos.

TURCHIA «E LA SPIAGGETTA DI CITTA’ SANT’ANGELO MARINA»
Ritrovare un po’ d’Abruzzo in viaggio fa un certo effetto. Lisa e Simone arrivano a  Bodrum, in Turchia, e subito in moto per trovare un camping e passare qualche giorno al mare. La città è molto turistica e piena di villaggi e hotel lussuosi. Qui il mare è bello e limpido «ma l’atmosfera è abbastanza strana. Ogni tanto passano degli uomini e si perdono nel nulla. Quella lì infondo sarà la spiaggia di Città Sant’Angelo marina?»
In Cappadocia i primi incontri. Dopo l’arrivo a Goreme alle 9.00, l’incontro con una fotografa sud coreana “Kim” che dopo aver preso insieme un tè in un’ oasi, si aggrega a loro. La sera, dopo cena, durante una passeggiata a Goreme, Lisa e Simone si uniscono ad un anziano del posto “Telefik” che li invita a bere una birra con lui e mangiare semi di girasole e di zucca che lui stesso coltiva.

GEORGIA: LA PATRIA DELL’OSPITALITA’
Il 14 settembre i due arrivano in Georgia. La gente è cordiale, disponibile. Con l’autostop ed in 20 minuti sono a Batumi, città turistica del Mar Nero. Decidono subito di assaggiare il rinomato Kachapuri. Se lo gustano in un giardinetto fuori una casa ed in men che non si dica si ritrovano sul divano di un’ insegnante d’inglese a prendere il caffè con successivo invito a cena e la chitarrina pronta per essere usata.
«Parte della giornata la dedichiamo alla scoperta della foresta», raccontano, «e ad un’ escursione di 3 ore per raggiungere una piccola ma carina cascata ma prima il pieno di caffè con nocciole, miele, frutta e succo d’uva. Tutta roba fatta in casa: dal pane al lombon alla vodka estratta dal miele (che qui si beve durante i pasti) e con questa abbiamo assistito per la prima volta al rito del brindisi. Praticamente durante le cene georgiane c’è il più saggio (taman) che ha il compito di chiamare i brindisi e gli altri possono bere soltanto durante questa occasione e assolutamente non possono proporne uno proprio. I brindisi di solito sono lunghi e si dedicano alla salute, agli ospiti o ai parenti morti. Ma la cosa più bella è che dopo la magica parola “Caomargios” il bicchiere si fa alla calata».

CINA: UN MONDO A PARTE
L’impatto con la Cina è diverso. Cambiano i colori, cambia l’atmosfera, la musica, cambia la gente.
L’aria è fresca, dicono i due e la gente molto curiosa. «A volte», raccontano, «si ha la sensazione che facciano a gara: quando ci fermiamo a chiedere informazioni ad una persona, nel giro di pochi minuti ne abbiamo attorno altre sei che cercano di capirci. C’è musica cinese in quasi tutte le vie e spesso le persone canticchiano, ma una delle cose più particolari, che non avremmo mai pensato, e che tutto, cartelli ed insegne, sono in doppia lingua, la seconda è l’arabo. Persone così aperte, gentili e solari come possono poi arrendersi e subire un governo che ammette la pena di morte e non rende libere le nascite ed isola politicamente il Tibet?»
 
VIETNAM  ED IL MOTORINO IN REGALO
L’impatto con il Vietnam è positivo. E’ la stagione delle piogge, c’è acqua e fango ovunque e la strada non è asfaltata.
«Tutta la gente ci saluta con il sorriso e ci vuole parlare». Raccontano ancora Lisa e Simone a PrimaDaNoi.it «eravamo su una barca per un tour nella baia di Halong e, dopo aver chiacchierato per due ore con un simpaticissimo viaggiatore spagnolo, ci dice che lui ha comprato un motorino in Cambogia per attraversare i due Paesi e che non può venderlo in Vietnam, avendo targa cambogiana. Senza farla lunga attualmente stiamo viaggiando con un motorino regalatoci a patto che una volta venduto, bonifichiamo il ricavato al legittimo proprietario...Queste cose capitano solo in viaggio».

CAMBOGIA: SPUNTINI A BASE DI TOPI
In Cambogia, poi, una scoperta bizzarra. Lisa e Simone si trovano davanti ad una grigliata di topi. «Abbiamo capito», raccontano, «come i cambogiani hanno risolto il problema dei ratti senza usare la tossica derattizzazione: se li mangiano…alla brace». Poi, la descrizione del posto: una nazione che si sta piano piano riprendendo da una guerra civile e da un genocidio durato parecchi anni. Fuori la capitale il vuoto, solo piccoli villaggi e infinite risaie.
«Ci rendiamo conto che qualcosa non va», commentano i due viaggiatori, «ci documentiamo un po’ di più e viene fuori che la maggior parte degli aiuti umanitari vengono trattenuti dallo stato e molte delle persone che vivevano in campagna e coltivavano la terra sono state sfollate con la forza per vendere i terreni alle multinazionali».
Marirosa Barbieri