Libia. Mohammad Nabous: il web piange e ricorda in diretta tv il blogger ucciso

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2975

.

<p>INTERNET.  “Insieme per Mo”, questo potrebbe essere lo slogan per la diretta web,  fissata venerdì 25 marzo, in ricordo di&nbsp; Mohammad Nabous.</p>

Un appuntamento sulla rete Altratv in diretta unificata con altre web tv,  per celebrare  Mohammad Nabous, blogger libico, freddato da un cecchino, sabato scorso, mentre riprendeva uno scontro tra le forze del governo ed i ribelli.  Così la Rete si stringe attorno ad un uomo-simbolo della rivolta che impazza in Libia. Su Twitter e Facebook migliaia di messaggi di solidarietà. Frasi come: “una candela per una luce che non si spegnerà mai” oppure “La tua battaglia non si fermerà” si leggono sui social network. «Sono quasi 95.00 i post twittati in Libia ad oggi. In Egitto più di 43.300», è quanto riporta uno studio di Al jazeera e ciò dimostra la natura virtuale delle rivolte in Nord Africa.

Mohammad, 30 anni, sposato, era un attivista blogger. All’indomani dell’ insurrezione del 17 febbraio, in Libia, aveva fondato la Libya Alhurra TV  con lo scopo di riprendere in diretta streaming gli scontri, le sparatorie e le  vittime del regime Gheddafi. A parlare del suo coraggio sono  proprio i reportage  e le immagini agghiaccianti che la sua telecamera  riesce a catturare. Come dimostrano le scene di pareti perforate da proiettili, aree devastate dagli scontri ed il terrore negli occhi dei civili. 

«Non temo di morire ma ho paura di perdere la mia battaglia per la libertà della Libia», affermava  Mohammad giorni prima di essere ucciso. E  di sicuro non aveva paura neppure il 19 marzo scorso quando, riprendendo uno scontro  seguito al cessate il fuoco di Gheddafi , è stato colpito da un cecchino delle forze lealiste.

 «Voglio che tutti sappiate che Mohammad è morto per la sua causa», dichiara  alla stampa la moglie di  Nabous poche ore dopo la sua morte . E con una voce rotta dal pianto fa appello al mondo del web perché non smetta di diffondere le notizie sulla guerra in Libia.

«Diffondete video, immagini, post. Dovete lottare, continuare la sua missione altrimenti ancora tante persone moriranno».

 La risposta non tarda a venire, proprio da quel mondo web che,  venerdì,  si farà sentire forte ed unito nel nome di un uomo simbolo.

Marirosa Barbieri   24/03/2011 14.43