Procura generale, le sentenze arrivano con la posta elettronica certificata

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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ABRUZZO. Entra nella fase attuativa il progetto “Nuova giustizia” della Regione Abruzzo.

Il raggruppamento temporaneo d’imprese Luiss-Intersistemi-Quality Solutions, incaricato di riorganizzare i processi produttivi negli uffici giudiziari coinvolti, dopo aver superato i momenti dell’analisi ha presentato una serie di proposte finalizzate a lasciare un segno concreto dei risultati prodotti.

Tra queste spicca la digitalizzazione della trasmissione e dell’archiviazione delle sentenze da sottoporre al visto della Procura generale dell’Aquila.

Nella fase di analisi è emerso che il processo delle sentenze penali “al visto” è  il più pesante per carico di lavoro e di risorse coinvolte. Ogni anno arrivano circa 15.000 sentenze dai tribunali ordinari e dai giudici di pace: su queste, inoltre, insistono circa 5.000 ricorsi di iniziativa delle parti.

Il progetto  prevede l’adozione di una diversa modalità lavorativa improntata all’efficienza e al risparmio di tempo e risorse.

A segnare la svolta sarà l’invio telematico degli atti dai tribunali alla Procura generale dell’Aquila basato sull’utilizzo della Pec (posta elettronica certificata), modalità questa già contemplata dai progetti sperimentali della Direzione generale per i Sistemi Informativi Automatizzati la quale, a seguito della valutazione del progetto del Rti, ha provveduto ad inserire nella rosa delle sedi sperimentali i tribunali  dell’Aquila e di Chieti.

A valle della trasmissione delle sentenze in forma digitalizzata, si sviluppa tutta la fase gestionale che, sempre con l’utilizzo di tecnologie informatiche, toccherà tutti i processi di servizio che vengono svolti all’interno  della Procura generale.

Il progetto che sta per prendere l’avvio a giorni, prevede una fase sperimentale di poco più di un mese sulla quale è focalizzato un duplice osservatorio dell’Amministrazione della Giustizia e dello stesso Rti.

Se le risultanze saranno positive come lo studio preliminare ha indicato, si procederà all’estensione del progetto a tutti gli uffici delle Regione Abruzzo. 

A MONTEFINO E MONTORIO IL TIMBRO DIGITALE

Con il protocollo sottoscritto ieri in Prefettura, invece, i Comuni di Montefino e Montorio al Vomano si avvarranno, in via sperimentale, del “timbro digitale” per autenticare le certificazioni anagrafiche e di stato civile, che potranno quindi essere richieste e rilasciate in rete.

Nel prossimo futuro niente più fila agli sportelli  dei Comuni di Montefino e di Montorio al Vomano che, per primi in provincia e tra i capofila in Abruzzo, hanno voluto offrire un servizio innovativo ai propri cittadini, consentendo loro di richiedere e ricevere attraverso la rete web, la certificazione anagrafica e di stato civile.

La soluzione tecnologica “timbro digitale” consentirà l’autenticazione delle certificazioni anagrafiche e di Stato Civile rilasciati da “remoto”, tramite posta elettronica certificata, sito internet pubblico o totem automatizzato.

Tra gli impegni assunti dai Comuni sottoscrittori: diffondere le caratteristiche del servizio, coinvolgendo le pubbliche amministrazioni ed i gestori di pubblici servizi; pubblicare il software di decodifica del “timbro digitale” in modalità gratuita; supportare i richiedenti con idonei strumenti di comunicazione per eventuali quesiti e chiarimenti; garantire l’inalterabilità del documento originale; relazionare trimestralmente, per il tramite della Prefettura, la citata Direzione ministeriale sullo stato della sperimentazione. 

Ampia soddisfazione è stata espressa dal Prefetto Soldà, tenuto conto che l’utilizzo di nuove tecnologie per rendere più efficiente e rapida l’azione amministrativa nonché per semplificare i servizi resi alle Amministrazioni ed ai cittadini rientra tra gli obiettivi del Ministero dell’Interno.

24/03/2011 9.04