Terremoto in Giappone: la tragedia vista dal web

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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INTERNET. Ore d’angoscia per il Giappone con bilanci di morti e dispersi ancora provvisori.

Google ha raccolto le  immagini delle zone colpite dal terremoto prima e dopo lo tsunami e ciò che emerge è un quadro drammatico. Il mondo del web si stringe attorno alla tragedia con appelli di solidarietà: numerose le dimostrazioni di affetto e vicinanza verso i terremotati  attraverso Facebook e Twitter. Molte le iniziative  messe a punto da grandi aziende come Google che ha creato un servizio ad hoc, “Google Finder”, volto alla ricerca dei dispersi.

 Numerose iniziative le iniziative che impazzano in rete: gruppi Facebook diffondo le ultime notizie ed i commenti sul terremoto, in un crescendo di attesa e preoccupazione. Attraverso la pagina Global Disaster Relief on Facebook è possibile seguire  gli aggiornamenti  sulle diverse campagne messe in atto a livello mondiale. Non mancano neppure  le critiche da parte del “gruppo facebook di solidarietà per il terremoto in Giappone 11/03/2011”  che mette sotto accusa l’ambasciata italiana in Giappone di aver gestito in modo «vergognoso» la situazione. In un video, infatti, un gruppo di 16 ragazzi italiani, bloccati in Giappone dopo il terremoto si rivolge all’ ambasciata ed al consolato italiano per chiedere aiuto.

«L’ambasciatore fa apparizioni in tv e dice agli italiani in Giappone di mettersi in contatto con l’ambasciata per rientrare in Italia: ambasciatore lo abbiamo fatto ma ci avete detto di arrangiarci» si legge su questa pagina Facebook.

Da Google arriva un aiuto concreto. L’azienda, infatti, ha lanciato una pagina di Crisis Response da cui è possibile effettuare donazioni oltre a fornire numeri di emergenza ed  informazioni su possibili tsunami. Il servizio prevede anche un person finder cioè uno strumento per cercare familiari, amici, conoscenti dispersi in Giappone.

Inoltre, tra le iniziative messe a punto per aiutare i sopravvissuti si distinguono quelle della  American Red Cross, Canpan Fields, International Medical Corps e GroupOn Italia, attraverso cui è possibile fare donazioni. Aiuti economici provengono anche dai giochi Facebook e da ITunes. Giochi come cityville e farmville, infatti, stanno raccogliendo fondi. I giocatori possono pagare con carte di credito ed il ricavato  sarà devoluto al Japan earthquake Tsunami children’s emergency fund. L’iniziativa che è frutto della collaborazione tra Save the children e Zynga, azienda  di giochi di rete sociale, ha già registrato i primi risultati.

 Si è molto parlato della dignità e del coraggio con cui le vittime della tragedia giapponese guardano al futuro. Uno dei video più diffusi sul web  attualmente è quello che riprende tre anziani giapponesi: un signore e due signore ed un cane, salvati a tre giorni dallo tsunami. 

 I tre aspettavano i soccorsi al terzo piano della loro casa. «Sto bene. Non ho avuto paura. Ho alle spalle l'esperienza dello tsunami del Cile (1960)», dice l’uomo ai giornalisti ed aggiunge con un sorriso, «quindi nessun problema. Ricostruiamo!»

Marirosa Barbieri   18/03/2011 9.04