Siti istituzionali provincia di Pescara: solo uno su 46 rispetta perfettamente la legge

Alessandro Biancardi

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L’INCHIESTA. PESCARA. Dopo l’inchiesta sui siti internet istituzionali dei Comuni della provincia di Chieti,  ora   tocca a quelli della provincia di Pescara.* TUTTI I RISULTATI SITO PER SITO

La direttiva 8/2009 del Ministero della pubblica amministrazione parla chiaro: i siti web istituzionali devono rispettare un contenuto obbligatorio per essere a norma di legge.  Il dato che emerge dall’inchiesta, però, mostra una realtà preoccupante:  1 Comune su 46  della provincia di Pescara rispetta perfettamente la normativa. Il comune esemplare è proprio Pescara che ha un sito istituzionale impeccabile. La  nota più dolente resta l’obbligo di  trasparenza: sempre meno i comuni della provincia di Pescara che  pubblicano sul proprio sito gli stipendi ed i curricula dei propri dipendenti.

  Ancora una volta gli antichi latini non si sbagliavano nel dire che “la legge non ammette ignoranza”. Quando infatti esiste una normativa ad hoc è un dovere a carico dei soggetti interessati, in questo caso i Comuni,  conoscerla e rispettarla. La direttiva 8/2009  elenca chiaramente i contenuti obbligatori che un sito istituzionale deve contenere : l’organigramma  cioè la struttura dell’amministrazione: giunta, consiglio, uffici  con i nomi dei responsabili ed i rispettivi  recapiti telefonici, indirizzo di posta elettronica e posta elettronica certificata (quest’ultima è un sistema che consente al cittadino di ottenere la prova dell'invio e della consegna di documenti informatici, equiparata ad una raccomandata con ricevuta di ritorno).

Inoltre, per legge, ogni sito web istituzionale nella home page deve presentare l’indirizzo di posta elettronica certificata e la voce URP(Ufficio relazioni con il pubblico). Un altro contenuto obbligatorio è  l’albo pretorio on line su cui vanno pubblicati delibere e determine.

Segue la voce “trasparenza, valutazione e merito” che deve contenere:  il piano di programmazione triennale (i lavori pubblici effettuati nell’arco di tre anni e le spese); i curricula in formato europeo e gli stipendi di dirigenti, segretari comunali e provinciali e di coloro che rivestono incarichi politico-amministrativi. Infine non possono mancare i tassi di assenza e di maggiore presenza del personale, gli incarichi e le retribuzioni per eventuali consulenze esterne, l’organismo di valutazione delle performances ( un ispettore che controlli il rispetto dei parametri di trasparenza). Altro obbligo dei siti istituzionali è la pubblicazione di “bandi di gara e concorsi”. I due servizi debbono essere raggiungibili dalla home page del sito e contenere: un breve testo che spieghi il bando o il concorso, data di pubblicazione e di scadenza, il link del testo del bando e l’esito. Infine, sono fondamentali i servizi messi a disposizione dei cittadini (ambiente e territorio, beni culturali  e turismo, giustizia, salute, sicurezza, tasse, lavoro, servizi anagrafici).

I DATI EMERSI. Dall’inchiesta di PrimaDaNoi.it emerge un quadro variegato:  ci sono 3 comuni i cui siti istituzionali non sono disponibili: Roccamorice che ha un sito web in fase di sviluppo, Villa Celiera il cui sito risulta fuori servizio per manutenzione e Corvara che è  irraggiungibile www.comunedicorvara.it

Dei restanti comuni:

1.      35 Comuni presentano la parte del sito dedicata all’organigramma perfetto, mentre i rimanenti Comuni non hanno una struttura amministrativa ben delineata.

2.      Soltanto 5 Comuni su 43  hanno la voce URP nella homepage.

3.      41 Comuni sono in regola con l’indirizzo di posta elettronica mentre le cifre si riducono per l’indirizzo di posta elettronica certificata in quanto solo 34 Comuni rispettano questo parametro.

4.      35 Comuni su 43 rispettano l’obbligo di pubblicare sulla homepage del proprio sito la voce “bandi e gare”.

5.      Quasi tutti i comuni pescaresi,43, presentano l’albo pretorio online .

Le cifre si riducono notevolmente per la voce trasparenza valutazione e merito che sembra confermarsi “il tallone d’Achille” dei siti web istituzionali.

Soltanto 9 Comuni  hanno reso pubblico il programma triennale per la trasparenza, soltanto 2 si sono dotati di un ispettore che controlli il rispetto dei parametri della trasparenza  ed infine solo  13 siti web comunali hanno reso noto gli stipendi dei dirigenti e del  personale politico-amministrativo.

IL PRINCIPIO DIMENTICATO.«Rivolgendosi ad una platea eterogenea e differenziata (giovani, anziani, cittadini con diverso grado di scolarizzazione, disabili, utenti con poca dimestichezza informatica)», recita la direttiva 8/2009, «i siti web della pubblica amministrazione devono rispettare i principi di usabilità e reperibilità, chiarezza di linguaggio e semplicità nella consultazione».

 Secondo la legge quindi «non è ammissibile» che i siti amministrativi non siano facilmente rintracciabili perché non indicizzati o non aggiornati sui motori di ricerca. Così come è obbligatorio che i contenuti necessari dei siti istituzionali  siano visibili in homepage e non  nascosti sotto altre voci o, cosa peggiore, che risultino  del tutto assenti.

Marirosa Barbieri  16/03/2011 8.34