Siti web istituzionali: un solo Comune su 104 della provincia di Chieti è a norma di legge

Alessandro Biancardi

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L'INCHIESTA. ABRUZZOUn solo Comune su 104 della provincia di Chieti ha un sito web perfettamente a norma di legge: Francavilla al Mare.

E’ quanto emerge da una analisi che ha fatto PrimaDaNoi.it sui siti istituzionali dei Comuni della provincia di Chieti.

La legge parla chiaro: la direttiva n.8 del 2009 del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione  dice che per risultare a norma di legge i siti istituzionali devono rispettare un contenuto obbligatorio. Non sembra però che tutti i Comuni abruzzesi abbiano recepito la normativa, anzi molti di essi non hanno neppure un sito web.

I PARAMETRI DA RISPETTARE

 Tra i contenuti obbligatori che un sito istituzionale deve avere c’è: l’organigramma, con i nomi dei responsabili dei singoli uffici ed i rispettivi  recapiti telefonici, indirizzo di posta elettronica e posta elettronica certificata (quest’ultima è un sistema che consente al cittadino di ottenere la prova dell'invio e della consegna di documenti informatici, equiparata ad una raccomandata con ricevuta di ritorno).

Un altro parametro è  l’albo pretorio on line su cui vanno pubblicati delibere e determine. Segue la voce “trasparenza, valutazione e merito” cioè:  le spese  fatte dal Comune (entrate ed uscite), le consulenze,  il programma triennale per la trasparenza, ma soprattutto i curricula in formato europeo e gli stipendi di dirigenti, segretari comunali e provinciali e di coloro che rivestono incarichi politico-amministrativi; infine  i tassi di assenza e di maggiore presenza del personale.

Altro obbligo dei siti istituzionali è la pubblicazione di “bandi di gara e concorsi”. I due servizi debbono essere raggiungibili dalla home page del sito e contenere: un breve testo che spieghi il bando o il concorso, data di pubblicazione e di scadenza, il link del testo del bando e l’esito.

Non devono mancare, infine, i servizi messi a disposizione dei cittadini (ambiente e territorio, beni culturali  e turismo, giustizia, salute, sicurezza, tasse, lavoro, servizi anagrafici) e quelli che verranno attivati in futuro.

«LA LEGGE È DURA MA È LEGGE»

Dura lex sed lex dicevano i latini, proprio ciò che sembrano ignorare i siti dei comuni teatini. Secondo quanto emerge dall’inchiesta, quasi l’1% dei siti web della provincia sembra essere in regola.

Francavilla al Mare è la cittadina con il sito “modello” che rispetta i parametri richiesti dalla legge.

Il restante 99% dei siti  ha pecche più o meno gravi.

Il 5% (del 99%) è costituito da siti che rispettano la maggior parte dei parametri, sono quasi perfetti ma si perdono nei dettagli (Chieti, Fossacesia, Guardiagrele, San Vito Chietino, Vasto). Per Chieti, per esempio,  non si trovano le mail di tutti i responsabili dei settori e gli orari sportelli. A Vasto manca il programma triennale per la trasparenza, l'organismo di controllo delle performance, la posta elettronica certificata. A Guardiagrele non tutti hanno le mail così come per Fosssacesia e S.Vito

L’8% circa rientra in quelli che osservano i parametri ma sono incompleti nella voce “trasparenza” (Altino, Atessa, Bucchianico, Lanciano, Ortona, Ripa Teatina, Torino di Sangro, Villamagna).

Nel 79% dei siti sono fortemente carenti nella parte che riguarda i diversi adempimenti che riguardano la trasparenza e speso questa parte è completamente assente. Tra questi siti circa la metà non rispetta anche altri contenuti obbligatori.

Infine, il 7% circa dei comuni della provincia di Chieti è completamente sprovvisto di sito web (Carpineto  Sinello, Casacanditella, Castelguidone, Pietraferrazzana, Quadri, Roccaspinalveti).

Caso a parte per Lettopalena dove il sindaco Cinzia Di Iorio ci fa notare che il sito istituzionale esiste ed è www.comunelettopalena.it (mentre in un primo momento lo avevamo dato per disperso) nonostante i sacrifici economici per adeguarlo. Alla verifica però il sito in alcune sezioni risulta in allestimento, nella sezione documenti non ce ne sono. Anche la sezione trasparenza è carente. Inoltre, nè sindaco, nè vice sindaco hanno pubblicato il proprio curriculum in formato europeo. La voce capitolati d'appalto c'è ma il documento è vuoto così come  sono vuoti i documenti di modulistica. Ma la carenza maggiore sembra l’assoluta inesistenza di indicizzazione del sito nei motori di ricerca.

IL TALLONE DI ACHILLE

La parte in cui i siti della provincia di Chieti sono più carenti è quello che riguarda la “Trasparenza, valutazione e merito”.

La legge 69 del 2009 all’art 21 dice espressamente che  le pubbliche amministrazioni hanno l'obbligo di pubblicare sul proprio sito internet gli stipendi annuali, i curricula vitae, gli indirizzi di posta elettronica certificata e i numeri telefonici dei dirigenti, responsabili e dei segretari comunali e provinciali nonché di rendere pubblici, i tassi di assenza e di maggiore presenza del personale.

In base ai dati, invece, risulta che i comuni  fanno fatica a pubblicare gli stipendi dei dirigenti e aggirerebbero l’ostacolo in vari  modi. Molti di essi, infatti, interpretano la suddetta legge in maniera “estensiva” ignorando qualche parte meno piacevole (pubblicazione degli stipendi) e rendendo noto il resto (tassi di assenze e presenze, curriculum vitae).

E’ il caso, ad esempio, del comune di Lama dei Peligni il cui piano trasparenza contiene il curriculum del responsabile valutazione performance e di altri,  ma  omette i rispettivi stipendi.

A Crecchio la situazione non è molto diversa: è pubblicato lo stipendio del segretario comunale ma  non dei responsabili dei settori, di cui c’è solo curriculum.

Ci sono siti in cui sembrerebbe che i responsabili degli uffici lavorino gratuitamente: è il caso di  Ortona dove solo  segretario e dirigenti hanno la retribuzione  mentre risulta, dalle tabelle riportate, che i responsabili abbiano un guadagno di 0,00 euro. Anche ad Atessa è reso noto solo lo stipendio del segretario comunale mentre degli altri dirigenti appaiono guadagni pari a 0,00 euro.

Altri comuni mettono in atto  diversi escamotage: alla voce “trasparenza, valutazione e merito” inseriscono la scritta “sito web in costruzione”. E’ il caso di Gissi che presenta una  sezione trasparenza  in allestimento o il Comune di  Pennadomo che oltre a non avere un piano trasparenza, presenta l’area “consiglio comunale” inaccessibile.

Anche nel sito  di  Colledimacine, la voce risulta in costruzione e l’ultimo aggiornamento risalirebbe  al 30 novembre del 1999. Ci sono, inoltre, alcuni siti con link non funzionanti come Fara San Martino o Canosa Sannita. Il  motore di ricerca di quest’ultima non restituisce alcun risultato. Non hanno proprio  la voce trasparenza Castiglione Messer Marino, Tornareccio, Fara Filiorum Petri, Frisa, Roccamontepiano, Vacri, Ari, Pizzoferrato, Palombaro, Montazzoli, Liscia, Lentella e Borrello. Il risultato finale è che la legge non viene applicata né alla lettera nè completamente.

C’è dunque ancora molto da fare in fatto di trasparenza e controllo diffuso delle amministrazioni.

Marirosa Barbieri  01/03/2011 10.31