Wikileaks. Berlusconi e l’Abruzzo: campo libero per successi mediatici e politica energetica

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. L’Aquila e il G8 sono serviti alla riabilitazione dell’immagine di un premier compromessa dagli scandali sessuali e finanziari.

L’Abruzzo come hub per l’energia dalla Russia e dai Balcani. Così i cablogrammi, svelati da Wikileaks e rilanciati da L'Espresso, descrivono il rapporto tra il premier e la nostra regione.

Wikileaks è tornato a pubblicare i cablogrammi del dipartimento di Stato americano che tratteggiano un paese governato da un leader «incline alle gaffe e che fa pagliacciate» (come avrebbe svelato agli americani uno dei più antichi amici di Berlusconi) e poco ostacolato nel «suo frequente utilizzo delle istituzioni e delle risorse pubbliche per ottenere benefici elettorali» da un’ «opposizione disorganizzata». Un mix di ingredienti che avrebbe compromesso radicalmente la reputazione dell’Italia all’estero «creando un tono disgraziatamente comico».

In questo scenario, descritto nei cablogrammi, Berlusconi ha intuito che L’Aquila e il G8, in quel momento, avrebbero potuto rappresentare l’unica possibilità per riaffermare il proprio peso politico in Europa e nel mondo ridottosi a causa di un «lento ma sostanziale declino economico del Paese».

Luglio 2009: tutti i media del mondo hanno i riflettori puntati sul G8. Nei report americani riservati si capisce come l’intuizione di Berlusconi abbia avuto successo: «dopo mesi di accuse fondate sugli scandali finanziari e sessuali (ad aprile a pochi giorni del sisma scoppia il caso Noemi e a giugno il caso D'Addario, ndr), la figura del primo ministro Berlusconi emerge rafforzata dal summit G8 de L’Aquila». A dispetto delle previsioni e dei rumors che davano per scontata l’uscita di scottanti notizie proprio durante il G8 nel capoluogo abruzzese, «non ci sono state ulteriori incriminazioni o accuse». «L’evento si è svolto senza intoppi significativi», si legge in un cablogramma di luglio 2009, «e agli occhi degli italiani Berlusconi si è dimostrato un leader con un peso internazionale».

Dopo il G8 a L’Aquila, il referente dell’ambasciata americana in Italia crede e scrive che «il peggio è passato, per Berlusconi» anche se la stampa internazionale « tratteggia una figura caricaturale del presidente Berlusconi, che tuttavia solo pochi commentatori politici riconoscono in Italia».

Ma a quel tempo si era solo alla vigilia degli scandali e delle inchieste che hanno coinvolto il premier, infatti erano venuti a galla solo i rapporti tra il premier e la escort Patrizia D’Addario e con l’allora minorenne campana Noemi Letizia.

Sull’onda del successo del G8, Berlusconi «ora deve concentrarsi a rimettere in sesto la sua immagine alquanto bistrattata, e infondere nuova fiducia nel centrodestra».

«Il suo governo è indebolito rispetto agli ultimi sei mesi, ma al momento non ci sono minacce consistenti né dall’interno del centrodestra, né da un centrosinistra sempre più frammentato», si legge in un cablogramma di luglio 2009, «Bene o male, Berlusconi in un immediato futuro continuerà a essere la guida del Paese».

Il G8 nella città martoriata dal sisma dell’aprile 2009 appare anche agli occhi dell’opposizione, «sebbene a malincuore», «un successo di Berlusconi».

Un «insider» nel Pdl (così viene definito nei cablogrammi) «ha riferito che il presidente era «davvero felice» per l’esito del G8, mentre ritiene «noiosi i continui attacchi alla sua vita privata, che secondo lui non rappresentano una seria minaccia dal punto di vista politico».

L’ABRUZZO? UNA PROVA DI FORZA PER BERLUSCONI

All’inizio, il summit doveva tenersi nell’isola della Maddalena, in Sardegna, e i lavori per la costruzione delle strutture erano in una fase piuttosto avanzata, ma, nell’aprile 2009, Berlusconi ha annunciato che il summit si sarebbe tenuto a L’Aquila (dove sono morte 298 persone e 65mila sono rimaste senza casa, in seguito a un terremoto il 6 aprile 2009).

«Secondo il premier, il summit porterà ricadute economiche nell’area colpita, e inoltre la location caratterizzerà in modo più sobrio l’incontro, adattandosi maggiormente a questi tempi di crisi – a differenza del litorale sardo, costellato di ville lussuose».

«L’Aquila è una splendida città medievale incastonata nel cuore degli Appennini», si legge in un cablogramma confidenziale, «che si sta ancora riprendendo dal terremoto del 6 aprile. Parte della popolazione continua a vivere nelle tende e i palazzi storici del centro sono tenuti insieme da impalcature d’acciaio, mentre gruppi di operai, in una lotta contro il tempo, lavorano alacremente alla ricostruzione».

In poche righe, poi, è condensata una stringente analisi della figura di Berlusconi statista: «la forza politica di Berlusconi risiede nella sua capacità di saper riconoscere i desideri dell’elettorato, e nell’affrontare velocemente e in modo concreto i problemi specifici, come la spazzatura di Napoli e il terremoto in Abruzzo. La sua debolezza, invece, è la mancanza di una strategia politica di lungo corso o l’incapacità di affrontare i problemi strutturali del Paese».

Un premier, che secondo quanto riferito nei cablogrammi, sarebbe vittima degli attacchi degli oppositori avvenuti in passato proprio durante incontri internazionali di alto profilo che si tenevano in Italia: «ad esempio, nel 1994, a Napoli durante l’incontro dell’ONU sulla criminalità internazionale, Berlusconi è stato incriminato per corruzione della Guardia di Finanza; nel 2001, è stato indagato dai giudici di Milano per evasione fiscale, poco prima che iniziasse il G8 di Genova (non è stato condannato per nessuna delle due)».

Una prova di forza, quella del G8, che è stata un successo indiscusso a livello mediatico, ma non altrettanto apprezzata dagli altri leader nella sostanza. Infatti «molti dei partecipanti al G8 ne hanno criticato la «dimensione» e gli scopi, la spiccata preferenza per la forma a discapito della sostanza, manifestata dall’Italia, e il tono fiacco dei comunicati. Un’agenda così ambiziosa, invece, probabilmente deriva dalla paura italiana che il G8 potesse perdere importanza sotto il proprio mandato».

L’ABRUZZO, LA RUSSIA, I BALCANI E L’ENERGIA

I rapporti tra Berlusconi e Putin sono protagonisti privilegiati dei report americani e di tante richieste di informazioni da parte degli Stati Uniti. Sotto la lente d’ingrandimento del dipartimento di Stato ci sono gli interessi di Putin e Berlusconi per l’energia. Ma soprattutto il rapporto tra i dirigenti dell’Eni e i rappresentanti del governo italiano e la partnership tra i due colossi energetici nazionali: Gazprom e Eni.

Gli americani riservano un’ attenzione particolare al progetto del gasdotto chiamato “South Stream” che dovrebbe portare energia dalla Russia attraverso i Balcani per il quale starebbero collaborando le due grandi società energetiche nazionali.

L’Italia sarebbe in prima linea, secondo gli americani, nella politica energetica dell’Europa (anche con la nascente industria nucleare) e «continua ad impegnarsi con Gazprom, il gigante russo dell’energia». E non è detto che questo progetto non riguardi da vicino l’Abruzzo come pure avevamo anticipato qualche mese fa.

La politica energetica di Berlusconi prevede di puntare sul gas russo e sulla elettricità del Montenegro, come dimostra l’accordo firmato con il primo ministro montenegrino sul progetto di Terna e A2A per la realizzazione del cavodotto Tivat-Pescara (finito in una inchiesta della Procura di Pescara), un investimento da 720 mln di euro, che attraverserà di netto l’Abruzzo approdando sulle coste pescaresi.

Manuela Rosa  19/02/2011 13.58