Pubblicità online: un business da 55miliardi di dollari negli Usa

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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WEB. I dati parlano chiaro: «la pubblicità online sarà un business da 55miliardi di dollari nel 2014».

E’ quanto riportano i risultati della Forrester research che annuncia cifre record per il settore così si prevede che le imprese Usa spenderanno 25,6 miliardi di dollari entro il 2014 per il marketing basato sul web.  

Alla base del successo della pubblicità online ci sono: l'espansione verso nuovi mercati come l'Africa o l'America Latina, le nuove frontiere offerte dal settore "mobile marketing”, i social networks.

In Italia, cosa ci aspetta?  Nel 2013 si spenderanno solo 1,5 miliardi di euro.

 

Negli Usa nel 2014 il 21% della spesa per il marketing sarà destinata alla pubblicità on line

 

«L’investimento degli Usa nel mercato della pubblicità online previsto nel 2014 è di 55 miliardi di dollari quasi il 21% sul totale degli investimenti marketing». È quanto dichiara Shar VanBoskirk  analista di Forrester nel suo rapporto del mercato pubblicitario interattivo in Usa. Ciò che la VanBoskirk sottolinea è l’abbandono dei metodi tradizionali di pubblicità: agenzie pubblicitarie, cartaceo, a favore  della più innovativa  pubblicità online.

 «Il declino dei media tradizionali porterà ad una diminuzione generalizzata degli investimenti in advertising, alla morte di agenzie obsolete e al risveglio degli editori», afferma la ricercatrice. A determinare  questo cambiamento sono i vantaggi che la pubblicità online offre rispetto a quella tradizionale: meno costi, misurabilità ( infatti si può contare il numero preciso delle visualizzazioni della pubblicità), immediatezza e flessibilità (si può scegliere il dove, il come, il quanto, il quando fare pubblicità).  Anche altri elementi, però, hanno contribuito  ad ampliare  e sviluppare la crescita futura del web advertising.

 


«Gli utenti internet in Europa impiegano  14,3 ore a settimana online, 11,3 ore davanti alla Tv e  4.4 ore nel leggere giornali o riviste», è il risultato della  Forrester research.  La maggiore presenza delle persone sul Web spinge le aziende pubblicitarie a promuovere il proprio prodotto online. «Dopo tanto tempo impiegato ad immergere le loro code nell’acqua del marketing tradizionale, le aziende pubblicitarie hanno compreso che internet è lo strumento giusto per lo sviluppo e l’espansione dei mercati», si legge nella ricerca.

 

 

In Italia il 60% della pubblicità è assorbita dalla tv (Caso unico in Europa)


 Pubblicizzare un prodotto su Facebook, Twitter  o Youtube aumenta non solo la probabilità che l’annuncio sia cliccato ma spinge anche le persone  a ricercare il prodotto pubblicizzato su internet. Da una recente ricerca di GroupM Search, comScore e M80 emerge proprio questo.  Dall’analisi viene fuori che chi usa continuamente  i social networks è  2,8 volte più propenso a fare  ricerche sul prodotto che trova pubblicizzato. Ne deriva che sempre più aziende decidono di investire in annunci su blog e social network, spostando i loro budget su questo tipo di media. Infatti  gli investimenti  Usa in pubblicità  sul web nel 2010 sono cresciuti del 119% rispetto ad agosto 2008. Nielsen research prevede, inoltre, un incremento annuo del 34% tra il 2010 ed il 2014. Leader della raccolta pubblicitaria rimane Facebook, la rete sociale che registra ormai oltre 500 milioni di utenti, con un volume di pubblicità online di 1,3miliardi.

Più si muovono più comprano.

 I-pads, I-phones. Questi i nuovi mezzi attraverso cui la pubblicità online raggiunge più facilmente i consumatori. E’quanto emerge da un’altra ricerca di  Europe on the Move, realizzata dall’istituto Harris Interactive e commissionata da CBS Outdoor. L’indagine sviluppata tra il settembre e l’ottobre del 2010 è stata effettuata su un campione di 9.665 utenti.

I dati sono chiari: le persone che durante i loro spostamenti quotidiani usano cellulari i pad, si dimostrano sempre più ricettive nei confronti dei messaggi pubblicitari che ricevono sul proprio cellulare  e sono più portate ad acquistare i prodotti pubblicizzati. «I clienti più attenti sanno che i tempi morti durante gli spostamenti vengono colmati dall’utilizzo dei dispositivi mobili», dichiara Antonio Alonso, manager  di CBS Outdoor. «In questo modo», aggiunge, «la gente è in grado di avere una reazione immediata ai messaggi pubblicitari, persino mentre si sposta da un luogo all’altro. La pubblicità esterna, grazie al proliferare di questi nuovi dispositivi, ha la possibilità di raggiungere le persone mentre vanno a fare acquisti e nei momenti della giornata in cui risultano essere più ricettive».


In Italia nel 2010 c'è stata una crescita del 15% della pubblicità online rispetto al 2009


Secondo l’indagine, infatti, i viaggiatori europei accedono alle piattaforme di social network praticamente nella stessa misura, sia che si trovino a casa o in ufficio, sia che si stiano spostando, dimostrando come il consumo di  attività online si stia spostando sempre di più dalle scrivanie ai dispositivi mobili.

 Il bel Paese ha registrato nel 2010 una crescita del 15 % nel mercato della pubblicità online rispetto al 2009. A tenere ancora  banco nel settore pubblicitario italiano è la Tv. Nonostante lo sviluppo di Internet  di fatto ancora oggi le aziende italiane preferiscono investire  nella Tv e si tratta di una percentuale piuttosto elevata che si aggira intorno al 60%, caso unico in Europa.

Dato confermato dal rapporto di  Nielsen Media e Media Outlook  pubblicato da IlSole24Ore. Nel 2011 si prevede che gli spot online varranno poco meno di 800 milioni di euro. Nel 2013  la spesa in pubblicità online Internet raggiungerà gli 1,5 miliardi di euro. Solo entro il 2014 si prevede che in Italia gli investimenti in questo settore cresceranno 17 punti in più rispetto alla media dei Paesi dell’Europa occidentale. Mancanza di infrastrutture e scarsa diffusione della banda larga sono alcune  delle  cause  della mancata crescita della pubblicità online in Italia. Se le connessioni ad alta velocità non aumenteranno in futuro, il settore dell’advertising e del mercato ad esso collegato non potranno sostenere un  tasso di crescita significativo. Anche i motivi culturali giocano la loro parte: il tasso di alfabetizzazione Internet tra gli over 55 in Italia è tra i più bassi in Europa. 

 

Il futuro: ordinare una pizza con un videogame


  Nuove frontiere si aprono per la pubblicità online che tenterà, in futuro di investire nel mondo dei videogiochi. Il mercato della pubblicità  in-game attualmente rappresenta 153 milioni di euro l’anno e dovrebbe moltiplicarsi per otto nel giro di tre anni per raggiungere 1,2 miliardi di euro, stando alle statistiche  della società Game Initiative

Dati incoraggianti arrivano dalla Francia dove  un Rapporto del Senato dello scorso settembre  annuncia che i videogiochi sono diventati «il piacere numero uno per 15 milioni di francesi». L'Agenzia francese per il videogiochi (AFJV)  ha sottolineato: «Il futuro del mercato pubblicitario in-game è promettente, visto che i supporti tradizionali sono superati. Sempre più persone passano più tempo davanti a un gioco che davanti al televisore o al cinema». Si tratterà di un nuovo modo di fare pubblicità.

«Sarà una  pubblicità interattiva grazie alla quale il giocatore potrà ordinare la pizza nel gioco Everquest, con un semplice clic collegato al server di Pizza Hut» spiega Emmanuel Forsans, dell'Agenzia francese per il videogiochi (AFJV) ed aggiunge «sarà anche una pubblicità dinamica, dove l’inserzionista sceglie il Paese, l’ora e la forma del messaggio pubblicitario che vuole inserire».

 Marirosa Barbieri  11/02/2011 18.52