Diritto d’autore, l’Agcom potrà chiudere siti senza indagini o procedimenti giudiziari

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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ROMA. «L’autorità di garanzia per le comunicazioni non può giudicare sui nostri diritti».

Così, il comitato promotore della petizione contro l’Agcom giustifica la sua iniziativa. Adiconsum, Agorà Digitale, Altroconsumo, Assonet-Confesercenti, Assoprovider e lo studio legale Sarzana sostengono una petizione contro la delibera dell’Autorità (668/2010). Secondo la delibera l’autorità di garanzia per le comunicazioni ha il potere di «cancellare o bloccare  l’accesso ai siti sospettati di aver violato i diritti d’autore  pubblicando files o documenti , senza il consenso del titolare».

 «Un potere incondizionato dell’Agcom che non prevede una fase di inchiesta in cui si accerti la colpevolezza del gestore del sito incriminato, né l’intervento di giudici o magistrati» è quanto contestano i promotori della petizione. La raccolta firme ha l’obiettivo di ottenere una moratoria alle nuove regole per la rete, finché il Parlamento non deciderà in maniera esplicita sull’equilibrio tra diritto d’autore, accesso alla conoscenza e pericolo di nuove censure.

È possibile firmare la petizione online.

 

«POTERI DI VIGILANZA COME QUELLI GIUDIZIARI»


In origine era chiamato Garante per la radiodiffusione e l’editoria e svolgeva funzioni di controllo sul rispetto anche dei copyrights. Oggi, grazie ai poteri di vigilanza, al pari di quelli giudiziari, l’Autorità ha la facoltà di impedire e porre fine alle violazioni commesse dai gestori di siti Internet che abbiano violato i diritti d’autore pubblicando programmi  di proprietà intellettuale di terzi senza il consenso dei titolari. E’ quanto prevede  l’ art. 6 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 44 cd. decreto Romani.

 La delibera 668/2010. “Lineamenti di provvedimento concernenti l’esercizio delle competenze dell’autorità sulle reti di comunicazione elettronica” così è titolato il testo della delibera 668/2010  del 17 dicembre 2010.

«La disciplina del diritto d’autore», si legge nel documento, «dovrebbe, infatti, da un lato tutelare la libertà di espressione e l’equa remunerazione dell’autore e, dall’altro, garantire il diritto alla privacy e l’accesso dei cittadini alla cultura e ad Internet».

 Proprio in tale ottica si inseriscono i provvedimenti a tutela del diritto d’autore previsti dal documento. Affinché la funzione di garanzia dell’Autorità sia realmente efficace è necessario che l’Agcom metta in atto una procedura di tutela del diritto di autore e del copyright semplice  e celere.

  

TUTELA DEL COPYRIGHT IN 4 FASI


 Il meccanismo previsto nel caso di violazioni si articola nelle seguenti fasi:

1. segnalazione del titolare di copyright  al gestore del sito o al fornitore del servizio di media audiovisivo dell’avvenuta violazione del suo diritto.  Se la richiesta appare fondata, il gestore del sito deve rimuovere il contenuto entro il termine di 48 ore dalla ricezione della richiesta.

2. in caso di mancata rimozione del materiale, segnalazione all’AGCOM. Decorse le 48 ore dalla richiesta inoltrata senza che il contenuto sia stato rimosso, il titolare del diritto può rivolgersi all’Autorità, sottoponendole la richiesta di rimozione.

3. verifica dell’Autorità in contraddittorio con le parti. L’Autorità, ricevuta la richiesta , effettua una breve verifica in contraddittorio con le parti (titolare del diritto, gestore del sito) da concludere entro cinque giorni, comunicando l’avvio del procedimento al gestore del sito, colpevole di aver violato il diritto d’autore. Durante la fase del contraddittorio,  il gestore del sito  potrebbe in teoria anche porre subito fine alla condotta  segnalata. In tale ipotesi, l’Autorità, verificata l’avvenuta  potrebbe disporre l’archiviazione del procedimento. Nel caso di  inottemperanza  l’autorità ribadisce  l’ordine al gestore del sito avvertendo che il suo mancato rispetto comporterà l’applicazione delle sanzioni previste dalla legge.

 

«PROVVEDIMENTI PRESI SULLA BASE DI SOSPETTI»


I promotori della petizione contro la delibera 668/2010 contestano diversi punti del documento.

«La delibera, prevede un sistema di cancellazione e di inibizione di siti internet  sospettati di violare il diritto d’autore», scrivono i promotori della petizione, «i poteri di vigilanza dell’autorità pur essendo stabiliti dall’art. 182 bis della legge 22 aprile 1941 n. 633, non possono rendere l’Agcom giudice supremo in grado di fare a meno del potere giudiziario».

Infatti, secondo quanto emerge dalla delibera,  «L’utente non  potrà dimostrare in qualche modo di avere la legittimazione a poter inserire quel file o si potrà difendere in qualche modo sostenendo di non avere colpe».

 L’Autorità non prevede un’indagine su una possibile colpa di colui che ha inserito il file.

«Il sistema di cancellazione o di inibizione del sito  funzionerà in maniera del tutto autonoma senza alcuna verifica della posizione di colui che ha inserito il file. E’ sufficiente la verifica della presenza  non autorizzata su un sito di contenuti protetti da copyright a legittimare l’attivazione delle iniziative di garanzia da parte dell’Autorità, senza che il titolare del sito incriminato possa agire in sua discolpa».

Nel punto 3.5.4 della delibera si legge infatti che «L’Autorità ritiene  dopo un iniziale periodo di rodaggio che la procedura qui tracciata possa operare in maniera pressoché automatica (sulla base dello schema: segnalazione-verifica-eventuale provvedimento inibitorio), essendo fondata su un accertamento della violazione della normativa a protezione del diritto d’autore di tipo puramente oggettivo».

Questa procedura non prevede l’intervento di giudici o magistrati « L’utente non  potrà rivolgersi a un giudice per evitare la cancellazione dei contenuti dal suo sito in quanto l’intera procedura di cancellazione e di inibizione prevista dal punto 3.5 della delibera  è gestita dall’Agcom  e si conclude in 5 giorni, senza alcuna forma di consultazione o di interazione con l’Autorità giudiziaria.»

Aspetti questi che potrebbero violare il principio di difesa sancito dalla Costituzione e che viene esposto da chi contesta l’Autorità per evitare che questo possa accadere è stata lanciata la moratoria che congeli questo tipo di azione fino a quando il Parlamento non avrà varato una nuova e più moderna legislazione in materia di diritto d’autore.

m.b.  07/02/2011 16.50