Cuba: ora internet viaggia veloce

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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CUBA. «E’ stato per oltre due anni la carota messa davanti agli occhi degli abitanti di questa «Isola di non connessi».

Così, Yoani Sanchez, giornalista e attivista cubana parla della realizzazione di un cavo di fibra ottica tra Cuba e Venezuela, prevista entro il 2011. Il progetto offrirà a Cuba la possibilità di accedere alla banda larga in luogo del più lento sistema satellitare. Ciò sarà reso possibile grazie ad un cavo di fibra ottica che attraverserà le profondità marine tra i due paesi Cuba e Venezuela. Il cavo percorrerà 1630 chilometri tra le zone di Camuri vicina al Porto de la Guaira nello stato di Vargase e la spiaggia Siboney nella periferia di Santiago de Cuba. Due biforcazioni permetteranno la connessione veloce con la Repubblica Domenicana, le isole del Caribe orientale, Jamaica e Centroamerica.

IL PROGETTO

Dal 1996 Cuba accede ad internet tramite un collegamento satellitare a banda larga con un’ampiezza totale di soli 65 Megabyte al secondo (MB/s) in uscita e 124 MB/s in entrata destinati a tutta l’isola. Tale uscita è paragonabile a quella di una sola azienda con connessione a fibre ottiche ad alta velocità. L’installazione del cavo che coprirá la distanza di 1552 chilometri tra La Guaira e Santiago de Cuba e viaggerá ad una profonditá di 5.400 metri con una capacità di 640 gigabyte, permetterà di moltiplicare per 3000 l’attuale velocità di connessione dati nell’ isola cubana. Ciò si tradurrà in un miglioramento qualitativo della connessione oltre che in un abbattimento di costi del 25%. Sono stati stanziati 70 milioni di dollari per l’operazione e la “vita” del cavo sarà garantita per 25 anni.

LE FASI DEL PROGETTO

Risale al 2006 la nascita della Telecommunicaciones Gran Caraibe, una impresa cubano-venezuelana creata per la realizzazione del cavo di fibra ottica. Dopo un anno di progettazione, agli inizi del 2007, l’installazione è stata approvata come parte degli accordi stabiliti dall’Alternativa Bolivariana per le Americhe ALBA che unisce i governi di Venezuela, Cuba, Bolivia e Nicaragua. Il 12 giugno 2008, durante una conferenza stampa a La Havana, la Telecommunicaciones Gran Caraibe ufficializza la notizia della realizzazione di una connessione sottomarina tra Cuba e Venezuela entro il 2010.

«A partire dal primo semestre del 2010», annuncia il responsabile relazioni esterne della società «Cuba sará in grado di utilizzare una connessione sottomarina attraverso un cavo a fibra ottica che la unirá al Venezuela, permettendole di moltiplicare per 3000 la sua attuale capacitá di collegamento con il resto del mondo». Un traguardo auspicato anche dall’ ambasciatore cubano in Venezuela Rogelio Polanco che , nell’ ottobre 2009, si riteneva molto soddisfatto delle negoziazioni in corso tra i due stati. «Speriamo di poter annunciare entro breve l’inizio dell’opera, molto importante per i due paesi» sosteneva l’ambasciatore. In seguito il termine di realizzazione fu esteso a fine 2011. Le voci sulle possibili implicazioni politico-sociali del progetto si fanno sentire: «I delicati fili del cavo sono serviti come argomento contro chi sostiene che le limitazioni per accedere al web sono dovute più a mancanza di volontà politica che di banda larga. Abbiamo prestato attenzione al lento viaggio del cordone ombelicale che collegherà La Guaira con Santiago de Cuba, alla nave che l’ha portato dalla Francia e alle notizie dove si annuncia che moltiplicherà per tremila la nostra velocità di trasmissione dati, immagini e voce. Ma qualcosa ci dice che le fibre di un simile cavo possiedono già un nome, un padrone, un’ideologia» è quanto sostiene Yoani Sanchez ed incalza «Non potranno impedirci di usare quel cavo in maniera diversa rispetto ai progetti di chi crede che un’Isola possa rimanere legata in maniera molto forte con un semplice cordone di fibra ottica. Quando la stampa ufficiale cita i suoi vantaggi sottolinea che “rinforzerà la sovranità e la sicurezza nazionale”, ma non viene spesa neppure una parola sul miglioramento dello spettro informativo dei cittadini. Per un costo di 70 milioni di dollari, questa connessione sottomarina sembra più destinata a controllarci che a metterci in contatto con il mondo, ma confido che riusciremo a sconvolgere i suoi propositi iniziali». Alla voce della Sanchez si somma l’opinione di Julian Assange. Secondo il fondatore di Wikileaks, i contenuti di alcuni files circa la realizzazione del cavo «aggiungono peso alle dichiarazioni cubane secondo le quali l’embargo economico dagli Stati Uniti nei confronti dell’isola abbiano costretto Cuba ad affidarsi ad una connessione satellitare lenta ed onerosa per l’accesso ad internet».

CUBA, L’EMBARGO ED INTERNET

«La connessione cubana al cavo di fibra ottica non può prescindere dai rapporti politico-istituzionali tra Usa e Cuba. Il cavo sottomarino a Cuba significa indipendenza tecnologica» è quanto afferma il presidente venezuelano Chavez. A causa dell’embargo economico imposto dagli Stati Uniti le relazioni commerciali del paese non sono le uniche ad essere fortemente compromesse ma lo è anche il suo accesso al web. Lo stesso embargo proibisce all’isola di connettersi al cavo in fibra ottica già esistente che unisce la Florida con il Messico, ma che s’interrompe a 90 miglia dalle coste cubane. Per tali restrizioni il governo cubano ha dovuto limitare il servizio internet ai soli uffici statali, alle università ed ai cyber cafè. Le autorità cubane accusano il governo statunitense di impedire l’accesso dell’isola ad internet negandole il permesso di utilizzare uno dei numerosi cavi sottomarini che corrono a breve distanza dalle sue coste. Tale situazione ha favorito la pirateria informatica ed un aumento delle tariffe per la connessione ad internet negli alberghi e negli altri luoghi pubblici. Tra la fine del 2003 e l’inizio del 2004 il governo cubano ha registrato più di 40 mila connessioni clandestine ad internet. «Perciò» ritiene l’attivista Yoani Sanchez «se il cavo maledetto non ha intenzione di portare un accesso veloce alla rete nelle scuole primarie, scuole secondarie ed università e la possibilità di utilizzare social network come Facebook, Twitter, Hi5 e servizi come Skype, quali sono le ragioni di aspettarlo fino al 2011?»

m.b.  31/01/2011 9.59