Web e tecnologia: finalmente le imprese utilizzano il computer

Alessandro Biancardi

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ROMA. La diffusione delle tecnologie informatiche di base nelle imprese con almeno 10 addetti del settore industriale e dei servizi è ormai ampiamente consolidata.

A gennaio 2010 il 95,1 per cento delle imprese ha dichiarato di utilizzare il computer e il 93,7 per cento dispone di una connessione ad Internet. L’impiego del computer coinvolge quattro addetti alle imprese su dieci.

Sono i dati contenuti nel rapporto diffuso oggi dall’Istat.

L’utilizzo di Internet avviene tramite connessioni fisse in banda larga per l’83,1 per cento delle imprese. L’84,0 per cento delle imprese si collega a Internet tramite connessioni veloci fisse o mobili: queste ultime sono utilizzate dal 18,6 per cento delle imprese. Sempre a gennaio 2010 il 24,4 per cento delle imprese utilizza la rete Intranet ed il 17,3 per cento reti Extranet; i sistemi operativi open source sono stati utilizzati dal 15,9 per cento delle imprese, la firma digitale dal 23,6 per cento.

Nel 2009 otto imprese su dieci hanno fatto ricorso a servizi offerti on-line dalla Pubblica Amministrazione.

Poco più di una impresa su tre effettua acquisti on-line ed il 5,0 per cento è impegnato nelle vendite on-line.

In generale, emergono ampi divari tra le piccole imprese (meno di 50 addetti) e quelle di maggiori dimensioni (con più di 250 addetti). L’utilizzo delle reti Intranet ha coinvolto il 21,3 per cento delle piccole imprese, con quote crescenti all’aumentare della dimensione aziendale, fino a raggiungere il 74,4 per cento nelle grandi unità. Analogamente, l’utilizzo di reti Extranet ha interessato il 15,1 per cento delle piccole imprese e il 54,6 per cento di quelle più grandi. I sistemi operativi open source sono stati utilizzati dal 13,9 per cento delle piccole e dal 49,3 per cento delle grandi imprese, mentre la firma digitale, rispettivamente, dal 21,7 e dal 50,0 per cento.

Una politica di sicurezza ICT formalmente definita è stata disposta da meno di tre imprese su dieci, con forti differenziazioni settoriali.

IL SITO WEB DELLE IMPRESE

A gennaio 2010 la presenza di un sito web coinvolge sei imprese su dieci, raggiungendo livelli del 69,8 per cento nelle imprese dell’industria (senza le costruzioni) e l’80,7 per cento in quelle del settore ICT. Nel settore dei servizi non finanziari di particolare rilievo appare la presenza del sito web nelle imprese operanti nel settore dei servizi di alloggio e in quello delle agenzie di viaggio (rispettivamente 96,8 per cento e 92,4 per cento). Relativamente alla dimensione d’impresa, si passa dal 58,7 per cento delle imprese minori a circa il 90,0 per cento di quelle con almeno 250 addetti. Nel Nord circa il 65,0 per cento delle imprese è presente nel web con un proprio sito; l’incidenza scende al 60,2 per cento nel Centro ed al 51,1 per cento nel Sud e Isole.

La possibilità di consultare cataloghi e visionare i prezzi dei prodotti offerti è il servizio che è disponibile in misura prevalente sulle home page delle imprese (37,6 per cento), mentre si evidenzia una relativa scarsità nei servizi più complessi, quali la personalizzazione dei contenuti del sito web, la possibilità di progettare prodotti, di effettuare ordini e prenotazioni on-line da parte dei clienti (rispettivamente 2,5 per cento, 4,2 per cento e 13,6 per cento). La diffusione sul sito delle informazioni sulla politica in materia di privacy coinvolge mediamente il 29,5 per cento delle imprese, con un massimo del 75,0 per cento nel settore dell’editoria.

COMMERCIO ELETTRONICO: GLI ACQUISTI ON-LINE

Nel 2009 il 35,9 per cento delle imprese con almeno 10 addetti ha effettuato acquisti on-line (Tavola 8a). Di queste, il 53,7 per cento ha scambiato attraverso il canale elettronico meno dell’uno per cento del valore totale degli acquisti, il 22,5 per cento tra l’uno e il cinque per cento. Il ricorso agli acquisti on-line risulta più frequente tra le imprese di maggiore dimensione (59,1 per cento) e tra quelle del Nord-ovest (circa il 39,2 per cento). Da segnalare, inoltre, l’importanza del commercio elettronico per alcune attività economiche, in particolare per le imprese di telecomunicazioni, dell’editoria, dei servizi legati alle agenzie di viaggio e prenotazioni, della produzione software e consulenza informatica e del settore audiovisivo della produzione cinematografica, video, televisiva, registrazioni musicali, programmazione e trasmissione.

LE VENDITE ON-LINE

Nel 2009 le vendite on-line coinvolgono il cinque per cento delle imprese con almeno 10 addetti, per un valore complessivo pari al 5,4 per cento del fatturato totale. Il 76,4 per cento delle imprese vende on-line per una cifra superiore all’uno per cento del proprio fatturato, mentre il 15,0 per cento fattura più della metà del valore complessivo delle vendite. A vendere on-line sono soprattutto le imprese con almeno 250 addetti (16,6 per cento) e quelle dei servizi non finanziari (8,4 per cento). Da un punto di vista settoriale, i comparti della metallurgia e fabbricazione di metallo (28,7 per cento), dell’energia e fornitura acqua (22,9 per cento), del trasporto (27,2 per cento), degli autoveicoli (23,9 per cento), della produzione di software e di servizi di informazione (25,9 per cento) sono quelli con la maggiore intensità di imprese che realizzano on-line almeno la metà del loro fatturato totale. In generale, le agenzie di viaggio e le attività dei servizi di alloggio sono tra le attività che ricorrono con maggiore frequenza alle vendite on-line, registrando percentuali di fatturato on-line tra le prime quattro posizioni. Il comparto della fabbricazione di autoveicoli è quello che registra la più alta percentuale di fatturato on-line (34,1 per cento).

La quota maggiore di vendite on-line (pari al 61,8 per cento) avviene attraverso reti informatiche diverse da Internet, che rappresentano un canale peculiare negli scambi tra imprese (Tavola 11a). La scelta del canale di vendita appare legata alla tipologia di prodotto o servizio offerto e alla tipologia di acquirente (impresa o altro): il settore manifatturiero predilige lo scambio automatizzato (81,4 per cento del totale delle vendite on-line), mentre alcuni comparti dei servizi realizzano fatturato on-line principalmente attraverso il sito web, come nel caso delle attività editoriali (99,3 per cento), dei servizi di alloggio (82,5 per cento) e delle agenzie di viaggio (84,7 per cento).

13/12/2010 11.00