Comunità europea acquista software proprietario per 189mln

Alessandro Biancardi

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BRUXELLES. «Il contratto sull’acquisto di  software, SACHA II, concluso la scorsa settimana dalla CE, è in contraddizione diretta con gli orientamenti dell’Unione Europea», è quanto sostiene la fondazione del Software libero FSF.

In base alle rivelazioni di Computerweekly.com, l’ istituzione comunitaria avrebbe firmato un contratto  di sei anni,  di 189 milioni di euro, riguardante l’acquisto di software da fornitori quali Adobe, Alfresco Ca, Emc, Hp, Ibm, Oracle, Red hat, Sap, Sun e Symantec.

La compravendita dei software e dei relativi servizi si sarebbe svolta a  prezzi già fissati,  attraverso un unico intermediario  la PC Ware, con sede nei Paesi Bassi.

Cosa emerge da questo quadro? Secondo la FSF, almeno quattro sarebbero le considerazioni da fare.

 Norme sulla concorrenza.  La Comunità Europea arebbe violato, «con manovre poco trasparenti», le norme comunitarie e le linee guida in materia di concorrenza dal momento  che, preferendo come venditori o fornitori di software proprietari, ha infranto il principio di non discriminazione. «La commissione si sta impelagando sempre più in trattative con venditori privati  anziché mirare ad essere indipendente dai suoi fornitori e a fare uso di software e  standards trasparenti», è quanto sostenuto da Karsten Gerloff, presidente dell’ FSF.

 Agenda digitale europea. Il contratto infrangerebbe, inoltre, sempre secondo l’organizzazione per il software libero, le disposizioni contenute nell’agenda digitale della Comunità europea, che stabilisce che i sistemi di Information and technology devono essere «aperti ed interoperabili».

La stipula del contratto oneroso ignorerebbe anche le linee guida che stabiliscono che gli appalti pubblici devono basarsi su requisiti tecnici e non su prodotti o venditori specifici.

 Dichiarazioni di Granada e Malmo. L’iniziativa inoltre andrebbe contro le Dichiarazioni di Granada del  2009 e di  Malmo del  2010 che rivendicano , entrambe,  «standard  di trasparenza aperti ed interoperabilità nella politica europea di e-government».

Tempestiva la replica del portavoce della direzione generale europea per l’informatica DIGIT che, rivolgendosi all’ SFS, sostiene:«Questo è il più grande accoro software mai realizzato»,  e continua, «le dichiarazioni dell’SFS  danno l'impressione che la Commissione abbia assegnato l'intero importo del contratto a se stesso. In realtà la Commissione ha aggiudicato € 67,5 milioni di euro per sé, il resto è di circa 36 milioni ad istituzioni e agenzie dell'UE».

m.b.  09/12/2010 11.45