Wikileaks, il sito "pirata" che fa tremare le "democrazie" a colpi di documenti

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

6906

wikileaks

INTERNET. Wikileaks è nella bufera. Passata quella telematica (ieri il sito è 'crollato' causa numero di accessi e «attacco hacker», sostengono gli ideatori) quella diplomatica è ancora in corso. In queste ore sul sito verranno riversati migliaia di documenti riservati, ''cablogrammi diplomatici" (il caso è stato subito ribattezzato “cablogate”), così si chiamano, inviati al dipartimento di Stato a Washington dalle ambasciate, dai consolati e dalle rappresentanze diplomatiche americane in tutto il mondo che potrebbero creare imbarazzi e non solo. Se inizialmente si parlava di 2 milioni di file che sarebbero divenuti pubblici in poche ora, il numero è poi sceso a 251.287 più altre 8.000 "direttive" del ministero degli Esteri Usa alle sedi diplomatiche. Anche sui tempi della pubblicazione qualcosa è cambiato: non basterà un solo giorno, infatti, a mettere in rete tutto il materiale ma si parla di «alcune settimane», forse mesi.

E se il ministro degli Esteri Franco Frattini ha definito quanto sta accadendo come «l'11 settembre della diplomazia» c'è già chi è pronto a scommettere che questa sarà la nuova frontiera del giornalismo e dell'informazione.

L'ALLEANZA CON I QUOTIDIANI PIU' IMPORTANTI DEL MONDO

E' stato necessario per Wikileaks 'allearsi' con i principali quotidiani del mondo (New York Times, The Guardian, El Pais, Le Monde e Spiegel) ai quali ha fornito in anteprima i dossier scottanti.

Proprio i siti internet dei giornali hanno rilanciato le varie notizie (mentre l'Italia è rimasta a guardare e a tradurre i dispacci di agenzia) agevolando così la diffusione del materiale che, come tradizione di Wikileaks, viene messo in rete in quantità enorme e questo complica non poco le difficoltà per districarsi. Il compito dei giornali è infatti fondamentali anche perché documenti in inglese non sono di facile lettura e l’approccio per un cittadino normale è piuttosto ostico.

Ma qualche ore fa, tramite la pagina di Twitter, il sito ha annunciato che nelle prossime ore verranno fornite indicazioni ai media che ne faranno richiesta per poter ricevere il materiale da pubblicare.

IL BUNKER, LE FUGHE DI NOTIZIE E LE ACCUSE DI STRUPRO

WikiLeaks è ospitato in un bunker di proprietà di Pionen White Mountains, un Internet service provider svedese. Il sito riceve, in genere, documenti di carattere governativo o aziendale da fonti coperte dall'anonimato. L'organizzazione si occupa di verificare l'autenticità del materiale e poi lo pubblica tramite i propri server dislocati in Belgio e Svezia (due Paesi con leggi che proteggono tale attività), preservando l'anonimato degli informatori e di tutti coloro che sono implicati nella "fuga di notizie".

La Svezia e' poi la terra del partito dei pirati, un porto 'sicuro' per un hacker che pubblica documenti segreti e scottanti. Il 18 novembre pero', un magistrato svedese ha chiesto e ottenuto per Julian Assange, l'ideatore, un mandato di arresto recepito dall'Interpol. Qualche giorno prima, Assange aveva affermato di voler chiedere asilo politico alla Svizzera. Per ora non risulta lo abbia fatto: quel che e' certo e' che si e' volatilizzato e su di lui pendono accuse di stupro e molestie, dopo l'accusa di due donne.

L'hacker-giornalista più famoso al mondo ritiene di essere vittima di persecuzione, di essere oggetto di diffamazione per aver pestato troppi piedi, a partire da quelli del Pentagono. I suoi critici, in gran parte hacker come lui, lo accusano di avere qualche "gola profonda" nella Cia o in altri servizi di intelligence, che lo "utilizzano per una nuova forma di cyber-war".
Ma il sito, spiegano gli ideatori vuole essere «una versione irrintracciabile di Wikipedia che consenta la pubblicazione e l'analisi di massa di documentazione riservata».

Lo scopo ultimo è quello della trasparenza da parte dei governi quale garanzia di giustizia, di etica, di una più forte democrazia.

Il sito è curato da giornalisti, attivisti, dissidenti del governo cinese, scienziati. Comunque i cittadini di ogni parte del mondo possono e sono invitati ad inviare materiale "che porti alla luce comportamenti non etici di governi e aziende".

WikiLeaks aveva pubblicato il suo primo documento nel dicembre 2006. Trattava di un complotto per assassinare i membri del governo somalo, ed era firmato dallo sceicco Hassan Dahir Aweys. Il New Yorker scrisse: «Julian Assange ed i suoi collaboratori erano incerti sull’autenticità del documento, ma pensarono che i lettori, utilizzando le funzioni del sito simili a Wikipedia, avrebbero aiutato ad analizzarlo. Lo pubblicarono affiancandogli un lungo commento in cui chiedevano: "È un manifesto audace scritto da un militante islamico con collegamenti a Bin Laden? O è una velina proveniente dai servizi segreti americani, volta a screditare l'Unione, rompere l’alleanza somala e manipolare la Cina?"». Il giornale concludeva: «l'autenticità del documento non è mai stata accertata».

Lo staff afferma di avere in preparazione per la pubblicazione oltre 1.200.000 documenti riservati. Nella seconda metà del 2007 è stata pubblicata una cospicua documentazione, anche di grosso impatto per i media; si va da materiale sull'equipaggiamento militare nella guerra in Afghanistan (400 mila files) fino a rivelazioni sulla corruzione in Kenya.

La gestione del campo di Guantánamo è uno dei casi più celebri venuti alla conoscenza del grande pubblico grazie a WikiLeaks.

Alle ore 22:30 del 28 novembre 2010 la svolta con la pubblicazione della più ingente rassegna di documenti riservati sulle diplomazie occidentali mai resi noti al grande pubblico, con focus sull'operato del Governo USA. Nei dossier, sono incluse valutazioni sul comportamento pubblico e privato di capi di Stato Europei, sui rapporti tra USA ed estremo Oriente, sulle posizioni dei principali alleati, inclusa l'Arabia Saudita, principale alleato degli Stati Uniti e nel contempo segretamente principale finanziatore della rete terroristica di Al Quaeda.

In totale sulle pagine del sito si possono trovare 15.652 documenti 'segreti', 101.748 'confidenziali', 133.887 non classificati, oltre 15 mila file sull'Iraq, 7.918 sulla Turchia e 8.017 documenti degli uffici delle Segreterie di Stato. Poi ancora 145.451 relazioni Americane sulla politica estera, 122.896 riguardanti la politica interna, 55.211 sui diritti umani, quasi 50 mila sulle condizioni economiche, 28.801 su terrorismo e terroristi

a.l. 29/11/2010 8.59

* CABLOGATE: IL SITO PER LEGEGRE E SCARICARE TUTTI I DOCUMENTI 

* WIKILEAKS SU TWITTER