Corruzione in Italia: maglia nera tra gli stati europei

Alessandro Biancardi

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BERLINO. Con la fame nel mondo, l’inquinamento globale, il surriscaldamento della crosta terrestre, tra i problemi urgenti e prioritari per l’intero globo c’è anche la diffusione della corruzione.

Un fenomeno sempre maggiore che ostacola e peggiora la qualità della vita di milioni di persone, inquina i mercati, falsa la concorrenza, mina le democrazie e favorisce l’instaurazione di dittature che siano formali o soltanto sostanziali (sembrando altro). Ieri Transparency International ha pubblicato il rapporto che annualmente produce sullo stato mondiale della corruzione, paese per paese. I risultati per il 2010 mostrano che quasi tre quarti dei 178 Paesi hanno un punteggio al di sotto di cinque, su una scala da 0 (percepita come altamente corrotto) a 10 (percepita di avere bassi livelli di corruzione), che indica un grave problema di corruzione.

L'Italia perde ancora punti nella classifica e scivola al 67° posto a livello mondiale, subito dopo il Ruanda e con il punteggio più basso mai registrato dal 1997.

La ricerca misura la 'percezione della corruzione' nelle Pubbliche amministrazioni che manager, imprenditori, uomini d'affari e analisti politici si fanno soprattutto dalle notizie dei media. Quest'anno, l'Italia ha totalizzato 3,9 punti, solo un punto in piu' rispetto al 1995 - anno in cui sono cominciate le rilevazioni - e il peggior risultato dal 1997, quando era a quota 5,03 punti. Secondo Trasparncy l’Italia è molto più vicina alla corruzione e non si allontana troppo dal livello massimo che è 0.

Meglio di noi (di una sola posizione) c’è il Ruanda, immediatamente dopo di noi c’è la Georgia (3,8 punti)

Un risultato, ha commentato in una nota la sezione italiana di Trasparency, che «non sorprende piu' di tanto, in considerazione di dodici mesi passati caratterizzati dal riemergere di fatti corruttivi, o sospettati tali, a vari livelli di governo (locale, regionale, nazionale) e che ha visto coinvolti sia funzionari sia esponenti politici di ogni schieramento».

CORRUZIONE 2010

Se nella graduatoria mondiale l'Italia e' al 67mo posto su 178 paesi esaminati, in quella europea e' in quart'ultima posizione, solo prima di Romania, Bulgaria e Grecia.

I paradisi che non conoscono corruzione, sempre secondo la ricerca- sono la Danimarca, la Nuova Zelanda, Singapore, la Finlandia e la Svezia. Ad un gradino più basso si trovano il Canada, l’Olanda, l’Australia, la Svizzera e la Norvegia oltre all’Islanda al Lussemburgo, Hong Kong e l’Irlanda.

L’Italia invece è al livello di Cuba, Brasile, Montenegro, Romania, Bulgaria, Colombia, Grecia, Bosnia, Giamaica, Egitto e Messico. (Vedi la cartina interattiva)

Il dato che dovrebbe far riflettere è proprio quello che ci trascina in fondo alla classifica Europea il che sigifica che nel mercato comune gli altri Paesi possono vantare condizioni migliori di vita, di applicazione della giustizia e di sorveglianza dei mercati. Viceversa tutti gli altri Paesi europei hanno tutto da perdere nelle relazioni economiche con l’Italia proprio perché viziate da un alto livello di corruzione.

Trasparency invita il G20 a sorvegliare maggiormente i governi e controllare il loro livello di trasparenza obbligandoli ad «adottare tutte le misure possibili per ridurre i rischi sistemici e porre barriere e controlli maggiori».

Il messaggio è chiaro: attraverso la trasparenza e la responsabilità si può ripristinare la fiducia e tornare indietro e arginare l'ondata di corruzione. Senza misure anticorruzione la politica globale è in pericolo così come possono favorirsi nuove crisi economiche e politiche.

Solo pochi giorni fa lo stesso tipo di allarme era stato lanciato dalla Corte dei Conti.

«Gli episodi di corruzione e dissipazione delle risorse pubbliche, talvolta di provenienza comunitaria, persistono e preoccupano i cittadini ma anche le istituzioni il cui prestigio ed affidabilità sono messi a dura prova da condotte individuali riprovevoli», aveva detto il nuovo presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, durante il suo discorso di insediamento.

27/10/2010 8.41