"PrimaDaNoi.it diffama", il giudice ordina l’oscuramento di un articolo e sanziona Pdn

Alessandro Biancardi

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PDN MI HA DIFFAMATO. E’ il primo provvedimento giudiziario che subiamo.

Arriva così l'ordine dell’oscuramento (sequestro d’urgenza) di un articolo perchè ritenuto non veritiero e diffamatorio.
La storia è quella infinita e multiforme delle proteste della Riab e della Itrofer, le ditte -che da poco hanno subito provvedimenti di sequestro per gravi irregolarità- di Domenico De Patre, e difese dall’avvocato Vittorio Iovine.

Qualche mese fa avevamo scritto un articolo nel quale raccontavamo della querela avviata nei nostri confronti da parte del titolare delle ditte, querela presentata alla procura di Chieti. Proprio questo articolo però non è stato gradito dall’avvocato Iovine che ha proposto una richiesta di sequestro immediato.

Nell’articolo si ricostruiva la vicenda che ci portò a scrivere della Riab e della Itrofer e di alcune tensioni con il titolare e l’avvocato. Nell’articolo riportavamo alcune cose che ci sembravano rilevanti come quelle che abbiamo chiamato pressioni velate o tentativi di orientare l’informazione. Tutte cose che il giudice ha ritenuto false ed insussistenti tanto da dichiarare che non vi è diritto di cronaca perchè i fatti riportati non sono veritieri.

Bisogna aggiungere che a riprova delle cose scritte nell’articolo contestato dall’avvocato e ritenuto diffamatorio anche dal giudice abbiamo noi stessi prodotto in giudizio la fonoregistrazione dell’incontro. Proprio per effetto di questa ordinanza non possiamo riportare l’articolo, non possiamo dare a voi lettori l’opportunità di farvi una idea, non possiamo pubblicare la registrazione: in una parola non possiamo dare seguito a quella trasparenza che da anni è il nostro principio insopprimibile.

Resta ancora in piedi un’altra querela nei nostri confronti firmata da De Patre e presentata alla procura di Chieti.

Quello che ribadisco (ahimè senza prove) è che abbiamo lavorato come sempre e come sempre abbiamo dato voce a chi aveva una notizia di interesse pubblico senza curarci dei rischi o delle difficoltà.

Resta il fatto che lavorare in queste condizioni è avvilente e fa molto male. 

Alessandro Biancardi 21/10/10 17.44