Fecebook, Twitter, Google opzione nucleare contro la «legge censura»

Alessandro Biancardi

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INTERNET. Fecebook, Twitter, Google Amazon, eBay, Yahoo, Wikipedia uniti contro Sopa.

I colossi del web stanno pensando ad un blackout. Nulla di certo, non una dichiarazione ufficiale, ma a svelare le intenzioni dei giganti della Rete è Markhan Erickson, capo di NetCoalition.

L’obiettivo è colpire la legge Sopa (Stop online privacy Act) che metterebbe a repentaglio la libera circolazione delle informazioni sul web permettendo ai titolari del copyright di eliminare contenuti scomodi.

«Se i colossi decidessero di sferrare l’ attacco», dice Erickson, «lo farebbero il 23 visto che il 24 gennaio nel Senato degli Stato Uniti è previsto un dibattito per Sopa».

L’idea di un vero e proprio blackout dimostrativo che spinga il Governo Usa a fare un dietro front sulla legge comincia a balenare nelle menti di Google e companies, prima di Natale. Gli utenti di Reddit, un sito di social news in cui le persone possono linkare pagine hanno iniziato a trasferito circa 37.000 domini dall’host web GoDaddy in altre aziende, quando quest’ultimo ha annunciato il proprio sostegno per il disegno di legge Sopa. GoDaddy avrebbe opposto resistenza bloccando le richieste di trasferimento dei domini.

«Nulla di questo è ancora successo», precisa Erickson «ma ci sono state alcune serie discussioni. E l’idea della cosiddetta “nuclear option” è concreta». Una dichiarazione di guerra non ufficializzata dalle conseguenze facilmente immaginabili. Con un blackout i colossi della Rete manderebbero in tilt tutto il web e probabilmente costringerebbero il Governo Usa a rivedere la legge.

La Sopa (Stop Online Piracy Act), è una proposta di legge presentata il 26 ottobre 2011 alla Camera dei Rappresentanti Usa dal deputato Lamar S. Smith. La norma permetterebbe ai titolari di copyright statunitensi di agire direttamente per impedire la diffusione di contenuti protetti di procedere legalmente contro i siti web. Le sanzioni vanno dal divieto ai network pubblicitari d'intrattenere rapporti d'affari con il sito accusato delle infrazioni, al blocco vero e proprio del sito web ritenuto incriminato.

Mb 05/01/2012 15:12