Trasparenza, a Navelli consiglio comunale dice no a pubblicazione determine su albo

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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IL CASO. NAVELLI. Può un consiglio comunale decidere contra legem? La risposta è scontata.*IL SINDACO:«L’AMMINISTRAZIONE NON HA IMPEDITO ACCESSO»

Consultare delibere, determine, ordinanze e atti amministrativi di ogni genere è sempre più difficile. Il gruppo consiliare “Svolta democratica” dopo aver chiesto ripetutamente di consultare determinazioni dirigenziali non pubblicate sull’albo pretorio ed incassando “picche”, ieri in Consiglio ha presentato una mozione.

Il Consiglio ha respinto la mozione che «impegnava il sindaco e la giunta a provvedere alla pubblicazione all’albo pretorio delle determinazioni dirigenziali nel rispetto delle regole di trasparenza che devono contraddistinguere il corretto esercizio dell’azione amministrativa nonché di informazione sull’attività dell’ente a cui i cittadini hanno il sacrosanto diritto». Il caso di Navelli, non il primo né l’ultimo, nasconde un problema ben più profondo: quello della trasparenza e della difficoltà di accesso agli atti da parte di cittadini, giornalisti e politici. L’idea è che ci sia sempre qualcosa da nascondere.

Nonostante il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 "Testo unico delle legge sull'ordinamento degli enti locali" all’articolo 10 dica espressamente che «tutti gli atti dell'amministrazione comunale e provinciale sono pubblici, ad eccezione di quelli riservati per espressa indicazione di legge o per effetto di una temporanea e motivata dichiarazione del sindaco o del presidente della provincia che ne vieti l'esibizione, in quanto la loro diffusione possa pregiudicare il diritto alla riservatezza delle persone, dei gruppi o delle imprese», in pratica diventa sempre più arduo accedere ai documenti. Tutti gli atti devono essere consultabili dice il Consiglio di Stato con sentenza n. 1370 del 15.03.2006 «non solo le deliberazioni degli organi di governo (consiglio e giunta municipali) ma anche le determinazioni dirigenziali».

Stessa cosa vale per gli albi pretori online spesso lacunosi e privi di documenti, in barba alle direttiva 8/2009 (sui contenuti obbligatori che un sito istituzionale deve contenere), o il più delle volte ricchi di atti incompleti. 

Per consultare gli atti il più delle volte bisogna fare richiesta specifica non generica e attendere giorni e giorni prima di ottenere risultati.

«Non è sempre facile specificare i motivi della richiesta», osserva Gaetano Cantalini, capogruppo di “Svolta democratica”, «come fa un cittadino ma anche un consigliere comunale, visto che le richieste generiche non sarebbero ammissibili, ad avanzare tale domanda se non conosce il numero della determina o, addirittura, come capita nella stragrande maggioranza dei casi, neppure conosce il fatto? ». C’è poi un problema di legalità amministrativa; per impugnare un atto amministrativo lesivo nei suoi confronti, un cittadino o un portatore di interessi, dovrebbe poterlo consultare facilmente così da difendersi nella sede legale opportuna.

Un diritto ben più ampio del cittadino è poi assegnato dalla legge (in teoria) ai consiglieri comunali, specie quelli di opposizione, che per loro mandato hanno il diritto-dovere di controllare l’operato della amministrazione.

In teoria, perché in pratica aspettano fuori la porta.

22/12/2011 17:14

IL SINDACO:«L’AMMINISTRAZIONE NON HA IMPEDITO ACCESSO»

«Non corrisponde al vero che l’Amministrazione di Navelli abbia impedito ai consiglieri comunali l’accesso agli atti e alle stesse determinazioni dirigenziali, tant’è che lo stesso consigliere Cantalini, ne ha anche estratto copia in più occasioni. Parimenti destituita di ogni fondamento è l’affermazione che al consigliere si sarebbe negata la consultazione dei relativi registri».

Il sindaco Paola Di Iorio è precisa è aggiunge:«per quanto riguarda le richieste generiche di accesso alle determinazioni dirigenziali, non è il Comune di Navelli a stabilirne l’inammissibilità, bensì la giurisprudenza amministrativa, la quale ha stabilito che il consigliere comunale non può formulare una richiesta di accesso del tutto generica. Per quanto attiene, specificamente, alla pubblicazione delle determinazioni dirigenziali sull’albo pretorio on line, non se ne può affatto dedurre l’obbligatorietà da una sola sentenza del Consiglio di Stato, non adottata in Adunanza Plenaria e rimasta isolata nel tempo, tanto che il tema è tuttora oggetto di un vivace dibattito presso molte amministrazioni comunali. Si può citare, ad esempio, la recentissima deliberazione del Consiglio comunale di Venezia con la quale la maggioranza ha respinto un’analoga mozione.         Si sottolinea il fatto che tutte queste cose sono state spiegate più volte al consigliere Cantalini.            Infine si ribadisce che la trasparenza nella gestione amministrativa è pienamente assicurata nel comune di Navelli, sia nei confronti dei consiglieri comunali, sia nei confronti dell’intera cittadinanza».

Il sindaco però vuole essere ancora più chiaro: «se poi si pensa che per trasparenza si debba intende poter entrare negli uffici comunali in ogni giorno e a qualunque ora per rovistare nei cassetti e negli armadi dei responsabili dei servizi e dirigenti alla ricerca di chissà quali segreti o scheletri quella per noi è una forma di solo “pettegolezzo” e non certamente di controllo dell’operato dell’amministrazione».

23/12/2011 15:24