Occupy Wall Street anche i preti scendono in piazza: in manette vescovo indignato

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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NEW YORK. Gli Occupy Wall Street hanno un nuovo alleato: il clero. Mentre la protesta infiamma per le strade di New York, la polizia londinese inserisce i manifestanti nel libro nero dei terroristi tra gli occupy spunta anche qualche tonaca.

Da New York a Londra i preti si stringono attorno al movimento di protesta perché, dice il reverendo George E. Packard della Trinity Church di New York, «il Gesù dei poveri e bisognosi che io amo, oggi sarebbe tra i dimostranti di Occupy Wall Street».

E così i dimostranti sloggiano da Via da Zuccotti Park e trovano un porto sicuro nelle proprietà della Chiesa mentre la police dà loro la caccia.

 



 

IL LIBRO NERO

A Londra scatta l’allarme terrorismo. La polizia londinese ha diramato un avviso in cui l’attività degli Occupy è paragonata a quella dei Revolutionary Armed Forces of Columbia (FARC) ed Al Qaeda. Una misura scattata dopo che il 18 novembre scorso i manifestanti occuparono un edificio della banca Ubs nel quartiere Hackney, nella parte est della capitale britannica.

«Questo gesto», motivano le forze dell’ordine londinesi, «è un chiaro attentato in pieno stile terroristico al cuore finanziario della città». Immediata la replica del portavoce del gruppo Spyro Van Leemnen: «non abbiamo fatto nulla di male, non siamo terroristi, non abbiamo nulla a che fare con loro. Abbiamo solo occupato un edificio dismesso da anni per restituirlo alla comunità».

Una spalla su cui piangere gli Occupy la trovano in Chiesa. Per settimane, infatti, i manifestanti si sono accampati davanti alla Cattedrale di Saint Paul con il benestare di madre chiesa.

IL VESCOVO AMMANETTATO

Oltreoceano nel cuore della rivolta, la situazione non è molto diversa. La polizia dà la caccia, i manifestanti trovano ricovero tra le braccia della Chiesa.  Costretti a fare fagotto e a lasciare Zuccotti Park gli Occupy sono stati ospitati dalla Trinity Church nei pressi di Wall Street.

«Abbiamo bisogno di voi, voi avete bisogno di noi», gridava giorni fa Amin Husain, manifestante di 36 anni davanti alla Chiesa anglicana. Urla e cori di gioia si sono levati unanimi: «Trinity Church has been nice to us. They support allo f us (La Chiesa della Trinità è stata buona con noi. Ci ha supportati tutti)».

Il reverendo James Cooper ha messo a disposizione spazi per incontri, aree di riposo, servizi pastorali, bagni, servizio di bevande calde ma precisa, «non si tratta di accampamento. E’ solo un aiuto. A quanti pensano che stiamo facendo un’azione di strumentalizzazione politica, rispondo che non è vero. Noi sosteniamo chi si batte contro le ingiustizie economiche e sociali». La pensa così anche il reverendo George E. Packard, vescovo episcopale in pensione della Trinità, a cui però non è andata bene.

Dopo aver fatto entrare 55 manifestanti in un altro lotto di proprietà della chiesa, violando le disposizioni è finito in manette. Sono stati gli stessi responsabili della chiesa a chiamare la polizia per la violazione del permesso di accesso dei manifestanti nei luoghi di loro proprietà.

«Il Gesù dei poveri e bisognosi che io amo, oggi sarebbe tra i dimostranti di Occupy Wall Street. O in prigione», ha dichiarato dopo essere stato rilasciato. Il suo obiettivo era di usare un lotto di proprietà della chiesa come nuova base operativa nell'area post- Zuccotti Park, quindi per un vero e proprio accampamento.

«Questa è gente meravigliosa», dice il reverendo a proposito degli Occupy, «appassionata e idealista ma anche focalizzata e concreta. Sono stato maltrattato e ammanettato perché davo da bere agli assetati, come ordina il vangelo». Ma il religioso non si dà per vinto e dice che porterà avanti la sua battaglia «Sono tranquillo», conclude, «Dio è con noi».

19/12/2011 15:22