Diritto d’autore sul web e sapere condiviso: se ne parla a Teramo

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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IL PROBLEMA IRRISOLTO. TERAMO. Definire il diritto d’autore nell’era del web è cosa assai complessa.

 

Più che altro per il variegato  e veloce mondo del web in continua trasformazione. Un mondo informe in cui rintracciare la provenienza di contenuti(immagini, video) diventa una mission impossibile.

 Sarà questo  il tema toccato da Gennaro Francione nel corso dell’aperitivo- presentazione del suo nuovo libro “No Copy, No Party” a Teramo, insieme a Gianluca Pomante. L’opera che sarà presentata il 20 dicembre alle ore 17.30 presso il locale Rosso Veneziano, Villa Pavone, via Melozzi 2  (area ex Marcafè) tratterà proprio il diritto d’autore  nel mondo del web.

Francione, giudice, pensatore, scrittore, personaggio poliedrico sfidò le leggi in difesa del copyright  con la sentenza anticopyright  assolvendo 4 extracomunitari venditori di cd contraffatti  e beccandosi pure lavate di testa dai superiori togati. La Rete, per il giudice, è di per sé anticopyright.

L’idea secondo la filosofia “francioniana” è solo detenuta dall’autore non posseduta. Il vero proprietario dell’opera è l’umanità che ne fruisce. «Basti pensare», dice Francione,  «che oggi quasi tutti consumano contenuti  scaricando musica da mp3 o  comprando cd contraffatti. Non si può creare una tecnologia di libertà assoluta e poi fermarla. E’ roba da folli». Tra un sorso e l’altro l’autore parlerà della spaccatura tra  editori e industrie dell'intrattenimento e  le nuove generazioni che odiano la proprietà intellettuale e del diritto d’autore nell’era web.

“Qualche passo più in là”, oltre l’oceano, c’è chi la pensa più o meno come Francione. E’ Lawrence Lessig, il professore dell’Università di Stanford esperto di diritto nell’era digitale autore del libro “I diritti nell’era digitale”.

Lessig ha contribuito a fondare Creative Commons (www.creativecommons.org), il nuovo sistema globale di diritto d’autore più flessibile e semplice, per il permesso d’uso e la concessione delle licenze «perchè», dice, «non ha senso che sia sempre necessario chiedere il permesso per utilizzare una proprietà intellettuale, una società libera è basata sull'idea esattamente opposta: che tutto è permesso, tranne ciò che è proibito».

YOUTUBE SI METTE A DARE LEZIONI…

Virano decisamente in senso contrario le grandi aziende di distribuzione di contenuti (quelle che legano direttamente il loro guadagno alla fruizione) più conservatrici e in difesa del diritto d’autore sul web. E mettono in campo vere e proprie campagne pubblicitarie tese a contrastare il fenomeno pirateria.

Come quella di Bsa (Business Software Alliance), Fapav (Federazione antipirateria audiovisiva) e Fpm (Federazione contro la pirateria musicale) per convincere i giovani a pagare i contenuti  digitali accessibili su Internet a costo zero, bypassando il caro prezzo dei distributori e i diritti degli autori.

Oppure la campagna “intimidatoria”  di Youtube,

«Se copi», dice una voce fuori dal campo al pirata che cerca di riprodurre un film al cinema con il cellulare, «avrai un sacco di problemi (a lot of troubles) da quelli economici (perderai le cause)  fino alla perdita del tuo youtube account».

Chi verrà trovato a pubblicare materiale protetto da copyright sul proprio profilo, dice Youtube,  non si limiterà a ricevere una comunicazione da parte del sito, ma sarà anche tenuto a guardare un video con la spiegazione della legge sul Copyright ed a rispondere ad un quiz  per garantire di aver compreso il problema. La cosiddetta via di mezzo  secondo Roberto Caso professore universitario di Diritto Privato Comparato alla Facolta' di Giurisprudenza (Dipartimento Scienze Giuridiche dell'università di Trento), esiste.

E sarebbe proprio il sistema delle licenze Creative Commons la chiave di volta. La tecnologia, con questo metodo,  supporta modelli di business che non sono basati sulla vendita delle copie (come nel vecchio scenario dei libri cartacei o dei dischi in vinile) ma su altre logiche di incentivo: ad esempio le logiche finalizzate a moltiplicare la reputazione dell'autore.

 Marirosa Barbieri  14/12/2011 07:56