Il direttore di quotidiani on line, la nuova sentenza sulla "irresponsabilità" e l'omesso controllo

Alessandro Biancardi

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INTERNET. Responsabile o irresponsabile?

Fa discutere ancora, a distanza di una settimana, la sentenza della Corte di Cassazione che stabilisce che il direttore di un giornale on-line non risponde di 'omesso controllo' in caso di pubblicazioni, sul sito che dirige, dai contenuti diffamatori.

Gli ermellini della Suprema Corte hanno spiegato come il reato previsto dall'articolo 57 del codice penale, che punisce i direttori per non aver vigilato sul contenuto delle pubblicazioni, non puo' essere applicato al web perche' previsto solo per la carta stampata. Il caso esaminato ha riguardato il direttore della testata 'Merate online', sulla quale sarebbe comparsa una lettera di contenuto diffamatorio nei confronti dell'allora Guardasigilli Roberto Castelli e del suo consulente per l'edilizia penitenziaria Roberto Magni.

Il direttore del giornale web si era rivolto alla Cassazione per ottenere l'assoluzione, sostenendo che la lettera 'incriminata' non fosse mai stata presente nell'originale del documento informatico, e che, comunque, l'articolo 57 cp non fosse applicabile al giornale telematico. La quinta sezione penale della Suprema Corte gli ha dato ragione: nella sentenza n.35511 si rileva «la assoluta eterogeneita' della telematica rispetto agli altri media» e che «non sono responsabili dei reati commessi in rete gli access provider, i service provider e gli hosting provider», a meno che «non fossero al corrente del contenuto criminoso del messaggio diramato», cosi' come «i coordinatori dei blog e dei forum».

Per gli alti giudici, «non e' diversa la figura del direttore del giornale diffuso sul web»: infatti, nel caso in esame, «sarebbe ipotizzabile in astratto la responsabilita' del direttore del giornale - si legge nella sentenza - se fosse stato d'accordo con l'autore della lettera», ma in tal caso «avrebbe dovuto rispondere del delitto di diffamazione e non certo di quello di omesso controllo», che «non e' realizzabile da chi non sia direttore di un giornale carteceo».

Ma la Rete discute senza sosta su questa decisione che avrebbe creato più confusione che altro.

«Corretta o errata che sia la decisione sotto un profilo di diritto positivo», commenta sul suo blog Guido Scorza, presidente Istituto per le politiche dell'innovazione, «credo che nel 2010 non si possa individuare alcun discremen tra la stampa su carta e quella on line o in digitale. Completamente diverso, invece, è, a mio avviso, il discorso relativo alla responsabilità del Direttore per i commenti o i contenuti pubblicati direttamente dagli utenti. Come da poco chiarito in Francia attraverso lo Stato della stampa on line, il direttore di una testata telematica non può essere chiamato a rispondere per tali contenuti almeno sino a quando informato del loro carattere illecito non si attivi per rimuoverli».

«Ritengo sia utile chiarire preliminarmente», spiega invece l'avvocato pescarese Mauro Talamonti, «che il reato di diffamazione a mezzo stampa previsto dall'art. 596 bis del codice penale non è contemplato minimamente nella massima che ci interessa, che ha inteso disciplinare l'art. 57 cp, ossia i Reati commessi col mezzo della stampa periodica. Detto questo, non bisogna tuttavia sottovalutare la portata della sentenza, che ben distingue tra Web e carta stampata, ritenendo una volta per tutte inimputabile il direttore della testata on-line per ciò che viene pubblicato dai partecipanti virtuali, a maggior ragione nei blog o nel forum, fatta salva l'ipotesi che egli sia a conoscenza del contenuto criminoso della pubblicazione. D'altro canto la materia è ancora oggetto di attenzione da parte del legislatore».

08/10/2010 8.58

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