Anonymous nei conti di Finmeccanica: «2 miliardi di euro non dichiarati e…»

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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ITALIA. Sullo scandalo di Finmeccanica fa capolino anche Anonymous.

Stavolta il gruppo di hacker attivisti ha tra le mani una patata bollente: si tratta di 250 gigabyte di dati sensibilissimi che svelerebbero l’esistenza di 2 miliardi di euro non dichiarati facenti capo al colosso italiano. Il messaggio rilasciato da uno degli hackers ed indirizzato ai 

vertici di Finmeccanica ha i toni di una vera e propria minaccia. «O fate i nomi dei corrotti», dice, «o pubblicherò riversandoli sul web altri dati già diffusi su vari server di compagnie estere; posti in cui la vostra giurisdizione non conta nulla ed i vostri soldi non servono a nulla». Non sarebbe la prima volta che gli Anonymous prendono di mira il sito di Finmeccanica, finito nell’occhio del ciclone per l'inchiesta sugli appalti truccati con presunti agganci alla politica.

«2 MILIRDI NON DICHIARATI MA CONTABILIZZATI»

Combatte solo contro tutti l’autore del messaggio «perché», dice, «secondo il gruppo, destabilizzare ora Finmeccanica, che dà lavoro a migliaia e migliaia di persone (vedendo il panorama politico attuale e la disoccupazione dilagante) è da folli». Ma veniamo al nocciolo della questione, l’Anonymous parla «di un fondo nero unico, da ben 2 miliardi di euro non dichiarati ma contabilizzati» ed invita la polizia a scandagliare ogni angolo del sito  «perché loro hanno un centro documentale di raccolta errori dove tengono tutte le copie di backup contabilizzazione che vi assicuro fanno regolarmente».

«VOGLIAMO LE TESTE»

L’ultimatum di Anonymous a Finmeccanica ha le ore contate . «Se non parlerà», dice, «dei reali conti occulti di Ansaldo Energia, Enav, Selex e tanti altri e non farà saltare qualche testa oltre a quella di Guarguaglini (ex presidente di Finmeccanica) pubblicheremo tutti i dati trafugati che possediamo in duplice copia (di ogni tipo, militari, privati, sensibili)».  In che modo? Ogni  indirizzo sarà tracciato, localizzato, scaricato e poi defacciato e/o messo fuori uso. «Persino quei bei satelliti», conclude, «che usate per spiare i concorrenti e gli eserciti stranieri».

 IL VASO DI PANDORA

  Il vaso di Pandora, come lo chiama l’hacker, conterrebbe un giro di affari che coinvolge anche rinomati atenei italiani. Le università di Economia di Bologna, di Forlì e di Milano vengono tirate in causa dall’Anonymous che sul punto si mantiene vago.  «C’è  un giro vero e proprio», dice, «con fatture estere e consulenze, banche compiacenti e conti di spie industriali, controspionaggio privato, investigatori privati, mercenari, banchieri, finanzieri compramazzette, leggi ad hoc».  I riferimenti alla politica non mancano e spunta Di Pietro.

«Non dimentichiamo le mazzette ai partiti, che in cambio vi fanno le leggi o fanno passare una legge che vi dà fastidio in ritardo. Se posso spezzare una lancia, a favore di un parlamentare posso dire che il gruppo dell’ onorevole  Di Pietro è uno dei pochi che ha rifiutato tangenti e favori.  Cosa che invece non posso dire di molti giornali, televisioni e partiti sia di destra che di sinistra».

 OPERAZIONE BIS

Si potrebbe definire un’operazione bis questa dell’hacker. Già mesi fa il gruppo aveva sferrato un attacco informatico contro il sito di Finmeccanica, per protestare «contro la fornitura di armi alla Libia e l'ipocrita condanna di Gheddafi da parte di Berlusconi». L’azienda era vista allora come il fantoccio del governo italiano che esportava in Libia un vero e proprio arsenale. Ma stavolta c’è di mezzo qualcosa di più grande, la rivalsa del popolo. «Non è il popolo a dover temere il governo», conclude l’Anonymous, «ma sono i governi a dover temere il popolo».

m.b.  09/12/2011 12:16