11 settembre, aereo abbattuto dalla Casa Bianca. Il set imperfetto

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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PENNSYLVANIA. C’era proprio tutto sul set di Shanksville (Pennsylvania) da documenti  a  brandelli di stoffa, alla voragine che avrebbe inghiottito il boeing 757-200 schiantatosi l’11 settembre. Tutto ciò che potesse far credere ad un vero e proprio incidente.

E’ stata per anni  la versione ufficiale ma una dichiarazione tardiva dell’ex braccio destro di Bush Dick Cheney ha smontato d’un tratto la messa in scena. «Ho dato l’ordine di abbattere il volo UA-93 perché necessario», ha dichiarato Cheney a Fox News.

Ed ora l’America si trova a fare i conti con verità taciute, reperti ritrovati, domande senza risposta e dichiarazioni censurate. La stampa americana si spacca: c’è chi non dà peso alla vicenda, chi riporta le testimonianze più scomode. Poco importa sapere chi abbia scritto la  macabra sceneggiatura di  questa vicenda,  quel che conta è che il set di Shanksville non fosse poi così perfetto. La famosa voragine che l’aereo avrebbe creato durante lo schianto sin da subito ha suscitato non pochi dubbi.

 Dagli scatti immediatamente dopo l’incidente si nota subito la differenza tra le dimensioni del 757 e quelle della buca così come è  lampante la totale assenza di rottami (che non compaiono nemmeno nelle fotografie scattate subito dopo lo schianto). Secondo la prima versione ufficiale, l’assenza di rottami visibili dipendeva dal fatto che UA-93 si era disintegrato in pezzettini minuscoli a causa della violenza dell'impatto. Versione poi sostituita da un’altra secondo cui non erano visibili resti di UA-93 perché nello schianto l'aereo era finito quasi interamente sotto terra. Ma non c’erano neppure i corpi sul luogo dell’impatto come testimoniano esperti accorsi sul posto

Che dire poi della presenza attorno alla buca di erba secca ancora intatta?

LA SCATOLA NERA

Gli “sceneggiatori” avrebbero commesso qualche piccolo errore. Sul luogo del presunto schianto del volo sono state ritrovate le scatole nere presenti a bordo prodotte dalla Allied Signal come dimostra questo documento.

Ma una delle due  mostra parte del marchio di una società di produzione diversa. La “H” è l’iniziale della Honeywell ditta che produce anch’essa scatole nere. 

BIBBIA PRONTA ALL’USO

Le stranezze non finiscono qui. Gli oggetti ritrovati (effetti personali di carta e stoffa di passeggeri e terroristi) non presentano neanche una bruciatura. The Pittsburg Channel, American History e l’Fbi hanno pubblicato i  reperti (fogli , documenti, pezzi di carta le lettere che incriminano i 19 dirottatori e persino una Bibbia) ritrovati sul luogo dello schianto e sopravvissuti alla presunta esplosione di 20 tonnellate di kerosene.

«HO VISTO UNA NUVOLA NERA»

«Quel giorno ero lì», racconta una testimone, «stavo camminando (I was walking) ed ho visto una nuvola nera in cielo. Era tutta compatta, il fumo non si disperdeva».

Questo racconto, di cui alcune parti furono censurate su Youtube,  ha una grande importanza.

Il fatto che sia stata avvistata una nuvoletta di fumo significa che tutto il carburante si è consumato in un attimo e poi ha subito smesso di bruciare, cosa che avviene solo con bombe, missili non quando si tratta di aerei con tonnellate di carburante da consumare. Dopo uno schianto, invece, il carburante continua a bruciare per molto tempo, creando una colonna di fumo e non una nuvoletta sospesa.

Colpisce anche la dichiarazione ufficiale pubblicata sul Philadelphia Dily News del sindaco di Shanksville, Ernie Stuhl,

«So di due persone», confessò il primo cittadino, «non dirò i nomi, che hanno sentito un missile. Vivono entrambi molto vicini, entro un paio di centinaia di yards... Hanno combattuto in Vietnam e hanno detto che li hanno sentiti, ne hanno sentito uno quel giorno».

Marirosa Barbieri   09/12/2011 8:12