Scientology, 12 anni segregata su una nave. Parla la vittima della setta

Alessandro Biancardi

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NEW YORK. «Valeska Paris era una ragazza, oggi è una donna segnata da anni di prigionia e lavori  forzati a bordo di una nave».

Quando salì sulla Freewinds, il vascello di Scientology (setta religiosa nata negli Usa negli anni ‘50) aveva poco più di 18 anni ed una vita difficile alle spalle. Proprio la mancanza di punti di riferimento (il padre morto suicida e una madre oppressiva) la gettò tra le braccia del gruppo religioso. Oggi, finalmente libera, vuota il sacco ai microfoni della Australian Broadcasting Corporation’s e racconta anni di  lavaggio del cervello e di vessazioni subite; una versione smentita in tronco dalla Chiesa che la definisce «una psicopatica». Valeska proveniva da una famiglia svizzera affiliata a Scientology e all’età di 6 anni si trasferì con i genitori nel quartier generale di Scientology nel Regno Unito. Sua madre lasciò il gruppo dopo che il marito si suicidò per aver perso le sue fortune a causa della Chiesa. All’età di 18 anni il leader di Scientology, David Miscavige, mandò Valeska sulla nave Freewinds, un vascello di proprietà del gruppo, per allontanarla dalle influenze di sua madre.

«Mi fu detto»,  racconta la ragazza, «che era meglio che mi staccassi da lei perché stava diventando oppressiva, un ostacolo alla mia salvezza religiosa».

Una permanenza breve, così le avevano detto, un paio di settimane e poi Valeska sarebbe stata di ritorno a casa. Ma non fu così e dopo un volo e l’arrivo sulla nave, la sua vita cambiò drasticamente. «Mi requisirono il passaporto e mi costrinsero ai lavori forzati per 48 ore consecutive, senza sosta, pulizie nei bagni e nei locali della nave. Non potevo lasciare il vascello se non accompagnata da qualcuno del gruppo ed ero controllata a vista. Pensai più volte di fuggire durante uno degli scali della nave ma tutte le sue tappe erano su isole, posti stranieri, non avevo il coraggio. Cosa avrei fatto senza documenti?».

«Le accuse della Paris sono false», smentisce Scientology, «non è stata mai costretta a stare sulla nave o a lavorare. La Freewinds è un posto meraviglioso. Volontariamente ha deciso di svolgere mansioni da cameriera sul vascello, cosa che fa ogni membro dell’equipaggio. Ha sposato in assoluta libertà il suo primo marito (il matrimonio è durato dal 1998 al 2005) e non era affatto sorvegliata come dice dal momento che più volte è scesa dalla nave per fare shopping, visitare posti. Le sue dichiarazioni sono false». 

Un matrimonio che rappresentò per Valeska un’ancora di salvezza. E infatti durante il Rehabilitation Project Force in Sydney, una sorta di ritiro spirituale forzato, la donna  conobbe Chris Guider, lo sposò e lasciò immediatamente la nave.  

«L’uomo con il quale è stata sposata dal 1998 al 2005 ha detto che le sue accuse sono completamente false», fa sapere ancora Scientology, «mentre era membro dell’equipaggio della Freewinds scese centinaia di volte dalla nave per fare shopping, per fare gite con suo marito alle isole di St.
Kitts, Aruba, St. Barts e Curaçao, e per numerose altre ragioni. Si assentò dalla nave anche per lunghi periodi per fare viaggi in Inghilterra, Stati Uniti e Danimarca, passando ogni volta dalle dogane
di quei paesi. Le sue affermazioni sono false.
La Freewinds, che fa scalo principalmente nel porto di Curaçao, è un ritiro religioso dove i fedeli di Scientology si recano per avvenimenti, congressi, per fare corsi e ricevere consulenza spirituale. La Freewinds riceve regolarmente visite da parte dei funzionari e autorità delle isole e
nazioni che visita. Essa funge anche da vascello di addestramento ed è diventata un’autorità dell’area in quanto a sicurezza marittima e addestramento del personale militare per formarlo sull’applicazione
delle leggi pertinenti».

La setta-chiesa di Scientology  crede che l’uomo (visto come un essere spirituale immortale) abbia il potere di guarire dalle malattie con la sola forza del pensiero (poiché il 90% di esse sarebbe solo psicosomatico), di controllare ogni parte del suo corpo e vagare nello spazio in forma incorporea.

Marirosa Barbieri  03/12/2011 10:15