Diritto d’autore su un software ? «Le idee non sono proprietà privata»

Alessandro Biancardi

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INTERNET.Un linguaggio di programmazione informatico non può essere protetto dal diritto d’autore.

Parola dell’avvocato generale Yves Bot della High Court of Justice (Chancery Division).

La pronuncia del togato inglese prende le mosse dall’azione legale della società informatica Sas Institute contro la Wpl (World ProgrammingLtd) rea di  aver riprodotto il codice del programma Sas  al fine di consentire l’ interazione tra il sistema Sas ed  il suo. Per passare a programmi informatici di altre società, i clienti della Sas (che usavano software d’applicazione scritti in linguaggio Sas) sarebbero  stati costretti a riscrivere in un altro linguaggio i propri programmi d’applicazione esistenti.

Ma la società World Programming Ltd ha trovato le chiavi del linguaggio Sas, le ha adattate ai propri software consentendo quindi agli utenti di accedere a programmi diversi pur mantenendo il linguaggio originario. Un’idea costata cara alla società informatica trascinata in causa dalla rivale.

«Un conto è copiare alla lettera un linguaggio informatico», ha detto l’avvocato Bot, «e la maniera in cui sono organizzati formule e algoritmi, un altro è usare lo stesso linguaggio informatico ma in maniera diversa. Le idee non sono da monopolizzare ; è il  modo in cui il programma è elaborato, nella sua scrittura che fa la differenza».

In poche parole sarebbe come accusare di violazione di diritto d’autore uno scrittore di gialli solo perché usa il genere del giallo come tanti altri colleghi. Il linguaggio di programmazione è quindi il mezzo che permette di esprimersi e non l’espressione in sé, è un elemento che consente di dare istruzioni alla macchina.

«Però», precisa il giudice, «un codice sorgente può essere riadattato purché siano rispettate due condizioni: da un lato, tale operazione deve essere assolutamente indispensabile per ottenere le informazioni necessarie all‘interoperabilità tra diversi programmi; d’altro lato, non deve avere l’effetto di consentire all’utente di ricopiare il codice del programma per elaboratore nel proprio programma».

La parola ora passerà il giudice nazionale che come sempre in questi casi, dovrà risolvere la controversia.

m.b.  29/11/2011 11:46