L’ultimo contratto di Gheddafi: «salvo per 10milioni di dollari»?

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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USA. Un contratto da 10 milioni di dollari per salvarsi la pelle. 

E’ questa la proposta lanciata a Gheddafi da un gruppo di professionisti americani e scovata nei cassetti  segreti del colonnello dal gruppo Wikileaks Libya. La bozza di contratto (tre pagine datate al 17 aprile scorso).

e firmata da avvocati, businessmen americani ed affiliati Cia di origine belga, francese e tunisina, rileva le trattative in corso tra Occidente e Libia per mantenere Gheddafi al potere e salvare i rapporti con Usa. Il documento misteriosamente caduto nel vuoto e pubblicato sulla pagina Facebook del gruppo di attivisti libici ha scosso l’opinione pubblica  Usa.  E Neil Livingston (uno dei firmatari) corre ai ripari per salvare la propria immagine.

«10 MILIONI DI DOLLARI A FONDO PERDUTO»

Frasi brevi, in un inglese stringato per una proposta davvero vantaggiosa. Così il gruppo di affaristi americani ,belgi, tunisini, mettono sul piatto l’accordo: 10 milioni di dollari per salvare i rapporti Libia-Usa, mantenere in carica il colonnello e porre fine al governo di transizione nazionale.

 Ci penseranno loro a trattare con il governo americano,  a mantenere aperti i canali, del resto alcuni di loro «sono veterani della Cia e hanno agganci ovunque», spiega uno di loro, Neil Livingston. «Siamo simpatizzanti della causa libica da tanto tempo», si legge nel contratto indirizzato “all’eccellenza colonnello Gheddafi” , «e siamo preoccupati per la situazione in Libia e perciò intenzionati ad aiutarvi contro le azioni dei nemici internazionali». (We are worried about this and we would like to help to block the actions of your international enemies).

Tutto questo non per soldi, spiega chiaramente la bozza, (i soli 10 milioni di dollari servono solo per il salario degli avvocati) ma per evitare un vero e proprio bagno di sangue (bloodbath).

«Se non si interviene», concludono, «il governo di transizione si arricchirà, dilapiderà tutti i finanziamenti Usa ed Europei». Un gesto “di altruismo”, il loro,  per scongiurare una crisi umanitaria.  Ma veniamo agli aspetti più tecnici del contratto:  «l’accordo non sarà rinnovabile», seguita la bozza di contratto,«ed i soldi stanziati a fondo perduto. In  cambio Gheddafi avrà accesso ai conti milionari bloccati dagli Usa ed una serie di vantaggi e benefits».

LA CRICCA DEI SALVATORI

Tra i simpatizzanti occidentali che hanno teso una mano al colonnello ci sono Neil C. Livingstone consulente americano per il terrorismo, vicino alla Cia, commentatore televisivo e candidato governatore del Montana, Marty Martin, un membro della Cia dal 2002 al  2004,  il belga Dirk Borgers, Neil S. Alpert che ha lavorato per anni per la commissione nazionale repubblicana e per un gruppo di lobby pro Israele e  Randell K. Wood, avvocato e rappresentante di organizzazioni libiche dagli anni 80. Ognuno ha fatto la sua parte ma ora il fronte americano punta l’indice contro il fronte europeo addossando le maggiori responsabilità della trattativa al belga Dirk Borgers.

«C’è stato questo accordo», confessa Livingstone al New York Times e racconta la sua versione dei fatti.

 «Non abbiamo fatto tutto gratuitamente», dice smentendo il tono filantropico del contratto,«se vuoi mettere su  un’operazione seria a Washington devi partire da un minimo di 10 milioni di dollari. Anche io figuro tra quelli che hanno contribuito all’accordo ma è stato Borgers (l’attivista belga) ad occuparsi di tutto. Non abbiamo ricevuto l’ok dal ministero del tesoro Usa per ricevere i soldi, l’abbiamo fatto per mettere fuori gioco Gheddafi, sperando di comprarlo con il denaro».

Peccato che dalla lettera sembri proprio il contrario quando si legge: «vorremmo aiutarvi a bloccare le azioni dei vostri nemici internazionali (we would like to help to block the actions of your international enemies)».

«GHEDDAFI? NON E’ UN MOSTRO»

«Gheddafi non è un mostro», precisa il belga Borgerd idolatrando il colonnello, «non penso che sia stato un dittatore brutale. Ha creato un Paese  dal nulla mantenendolo per  42 anni. Ha dato alla gente uno stile di vita molto buono». Ed il web si scatena sul caso. In Rete c’è chi definisce «bastardi» il gruppo di americani, chi invece fa notare che la grammatica usata per il contratto non si addice ad un avvocato. «Se un uomo di legge scrivesse così, sarebbe la fine» e chi avanza dubbi sull’autenticità del testo : «non vedete che non è stata scritta in americano? Lo stile è diverso. Quel contratto è falso».

Marirosa Barbieri  28/11/2011 14:44