Gheddafi vivo? Il naso, l’orecchio non coincidono. Sul web si scatena il debunking

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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INTERNET. Dead or alive? (Vivo o morto?). Immancabile arriva anche il mistero sulla morte del leader libico (come nelle migliori tradizioni web e non solo…)

PER LA NATURA DELL’ARGOMENTO E’ INDISPENSABILE MOSTRARE IMMAGINI CRUENTI CHE POSSONO DISTURBARE LA VOSTRA SENSIBILITA’. PER QUESTO CHI VUOLE PUO' NON CLICCARE SUI LINK.

 Sulla morte del colonnello Muhammar Gheddafi si addensa una nube di misteri. A sollevarli non sono solo i lealisti, i fedelissimi del colonnello che lo hanno seguito durante la sua latitanza ma voci autorevoli come quelle provenienti delle Nazioni unite  e di  importanti testate internazionali The Global research e Libyan free press ed altri portali di informazione.   L’idea di Yusuf Shaker, reporter di Global Research, è che l’uomo catturato e martoriato dai ribelli sia Ali Majid Al Andalus, uno dei 12 sosia del colonnello. «Qualcuno pensava che Gheddafi fosse stato preso?», tuona Shaker con tono beffardo, «media creduloni. Ho sentito fin troppe fandonie. Il colonnello è vivo e vegeto e sta muovendo le fila della resistenza libica». Stesso scetticismo è ribadito da Stephen Landman corrispondente di Libyan Free Press e dalla AfriSynergy. Anche l’Onu avanza dubbi sulle ultime ore di vita del colonnello ed è per questo che il portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite sta predisponendo un’indagine a tutto campo.

L’idea che sta prendendo piede è che il governo Usa, di comune accordo con  il consiglio nazionale di transizione (Cnt) libico, abbia inscenato una farsa, complici i media americani. La cattura di Gheddafi sarebbe  stato il felice epilogo della missione Nato contro le dittature del medio oriente e per il governo di transizione libico sfiancato dalla guerriglia, una vera boccata d’ossigeno e di rilancio.

ORECCHIO, NASO, PHOTOSHOP?

David Icke scrittore britannico, tra i più noti autori della teoria del complotto, sostiene la tesi della  foto truccata. La prima immagine del leader libico ucciso non sarebbe altro che una foto del rais modificata con photoshop mentre tutti i video sarebbero quelle del sosia. Altre foto, invece, mettono in luce dettagli non di poco conto. Alcune infatti, ritraggono il corpo senza vita del presunto rais con un naso meno pronunciato rispetto a quello di Gheddafi, ed un lobo dell’orecchio diverso. La parte superiore del corpo nudo del colonnello, poi, è giovane, la pelle tirata e  non presenta  segni di invecchiamento. Non sembra il corpo di un uomo di 70 anni.

Mahmoud Jibril del consiglio nazionale di transizione libica dichiara che l’area dove è stato acciuffato Gheddafi, era monitorata da satelliti Usa e convogli americani. Come poteva allora il colonnello mettere a rischio la sua incolumità facendo una telefonata con un telefono satellitare(attraverso la quale sarebbe stato intercettato) sapendo che tutta l'area era monitorata dai satelliti  spia statunitensi?
MANIPOLAZIONE USA?

 Il Global Research pensa che la morte di Gheddafi  sia stato un fotomontaggio ad arte messo in campo «per compiacere Hillary Clinton che il giorno prima aveva detto di volere il colonnello «dead or alive» (vivo o morto), ed il governo di transizione nazionale ridotto allo stremo dalla guerriglia».  Su uno dei blog libici più seguiti si legge: «la Nato e la Clinton volevano disperatamente dimostrare agli americani e al mondo una vittoria ed il governo di transizione libico era ansioso di dare prova di credibilità ai massimi vertici così da avere il loro sostegno».

Il Global research dice che «l’assassinio di Gheddafi per gli Usa avrebbe segnato la fine di una missione Nato dal nome “Operation Unified Protector,” , la continuazione dell’operazione Odissey Dawn (operazione Usa in Libia)». La missione iniziata formalmente il 23 marzo 2011 aveva come scopo  la protezione della democrazia e dei civili in Medio oriente in accordo con la risoluzione delle Nazioni Unite del 1973.Lo aveva dichiarato apertamente Obama sulle pagine dell’ International Herald Tribune:

«Il nostro dovere ed il nostro mandato è di proteggere la popolazione civile. Ed è impossibile perciò immaginare un futuro per la Libia con Gheddafi al potere. E’ impensabile che qualcuno che ha preso parte al massacro della sua gente faccia parte attiva del governo».

Marirosa Barbieri  19/11/2011 10.48