«Errore umano» dietro il mercoledì nero di Aruba, decine di migliaia di siti oscurati

Alessandro Biancardi

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Redazione Pdn

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 INTERNET. Dalle 10,30 di questa mattina Aruba la società che fornisce i servizi di hosting (lo spazio web dove sono allocati i siti internet) ha avuto uno dei suoi black out più gravi che si ricordi.

 Le farm (cioè gli spazi fisici dove si trovano i giganteschi ''armadi'' che contengono miliardi di dati dei siti internet clienti) hanno subito danni causati, qualcuno ipotizza sui social network, al maltempo che ha flagellato la Toscano o forse ad un attacco informatico. Dopo circa un’ora di 'buio' il sito della società è ritornato on line ma non è stata fornita alcuna spiegazione sull’accaduto che avrebbe coinvolto secondo una stima approssimativa forse ventimila siti internet. Tra questi anche PrimaDaNoi.it che è stato irraggiungibile per più di un ora. Al momento si riscontrano problemi anche con la posta: le email non arrivano e non si possono spedire per cui ogni attività è fortemente penalizzata.

Sui social network è stato possibile seguire l’evoluzione del black out con lo scambio di informazioni (anche sulla nostra pagina ufficiale di Facebook e Twitter) anche se è mancata la fonte ufficiale ed autorevole: moltissime critiche infatti sono piovute addosso ad Aruba anche perché non possiede un account di un social network che in questo caso sarebbe stato più che utile.

Dopo altre due ore la situazione però è migliorata soltanto di poco e lo si vede con continui “cedimenti” di siti che ritornano e poi spariscono nuovamente. La società con base ad Arezzo in passato è stata oggetto di numerose critiche ma è cresciuta moltissimo fino a diventare una impresa leader in Italia grazie soprattutto ad un ventaglio di offerte e la politica di prezzi più che popolare. Negli ultimi tempi son cresciuti i servizi ed il fatturato corroborato anche da una massiccia campagna pubblicitaria sul web e da poco anche su qualche network televisivo nazionale. Un imprevisto come quello di oggi però mette in luce una serie di vulnerabilità che una impresa che è cresciuta così come Aruba non può permettersi.

E forse oggi qualcuno avrà pensato quale potrebbe essere la nuova apocalisse del terzo millennio: l’oscuramento totale della Rete.

06/10/2010 13.13 

LA SPIEGAZIONE DI ARUBA

 «Durante i lavori di ampliamento della Sala dati A della Nostra WebFarm 1 di Arezzo», spiegano da Aruba, «a causa di un errore umano , si è verificato lo spegnimento di emergenza dell’impianto elettrico, con la conseguente momentanea irraggiungibilità dei servizi in essa ospitati.

La sala è stata immediatamente riattivata ed il down dei servizi si è limitato al tempo di riavvio dei server. Le altre Sale Dati del Data Center hanno, invece, continuato a funzionare regolarmente. Ci scusiamo per i disagi arrecati e per la momentanea irreperibilità del nostro servizio assistenza on line, interessato in parte dai problemi di cui sopra. Invitiamo i clienti che ancora dovessero avere dei problemi a comunicarcelo mediante l’apertura di un ticket di Assistenza».

IN SERATA NUOVO PEGGIORAMENTO

A nove ore dal primo black out si continuano a registrare rallentamenti e problemi ai siti. La stessa Aruba conferma che intoppi potrebbero esserci anche con la posta. Intanto su Twitter continuano le proteste degli utenti che sfociano talvolta anche in simpatiche prese in giro. Non mancano esilaranti ipotesi sulle cause dei problemi: «Ma chi è stato quel co##ione che stamattina ha staccato l'interruttore di Aruba?? Troviamolo e lapidiamolo!», «sciopero dei criceti di Aruba», «cerchiamo quello che ha staccato la spina», «dicono "errore umano"... Ma di chi? Non vorrei essere nei panni di quello che ha spento la luce!», «chi è inciampato sulla presa»

06/10/10 19.14