Occupy Wall Street, spray al peperoncino e bulldozers. L’inferno a Wall Street

Alessandro Biancardi

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NEW YORK. «Al mio segnale scatenate l’inferno».

 Sembra di sentirlo Russel Crowe nel film «Il gladiatore» mentre incita i suoi ad attaccare. Solo che stavolta a vestire i panni dell’attore americano è la Nypd, la polizia di stato di New York.

Siamo a Zuccotti Park, il parco diventato simbolo della protesta americana contro lo strapotere economico. L’altra notte, il 15 novembre, la zona verde è diventata zona rossa: un teatro di guerra tra manifestanti (gli Occupy Wall Street) e la polizia. Le forze dell’ordine si sono lanciate contro la gente accampata, con sparay al peperoncino, bulldozers, manganelli. Elicotteri hanno sorvolato la zona e ai giornalisti presenti è stato persino impedito di riprendere le scene. Risultato? 70 arrestati e tanta rabbia.



LA CRONACA DELL’INFERNO

 «Ci trovavamo sul posto, tranquilli, parlavamo», racconta un testimone di quella notte. «Ci hanno stanati come segugi. Abbiamo fatto una resistenza pacifica urlando “Di chi è il Parco? E’ il nostro”». Tutto ha inizio all’una di notte circa quando la polizia fa ingresso a Zuccotti Park.

«Dal numero di agenti e dal loro passo ci siamo subito accorti delle loro intenzioni», continua l’anonimo testimone, «hanno brandito manganelli, spray e poi il caos totale». All’1.27 l’area era circondata. Sul cielo volavano elicotteri, e pian piano la polizia asserragliava anche Canal e Broadway. «Alle 2.10 poi gli agenti davano l’ordine di non far entrare i giornalisti nell’area zona rossa e gli elicotteri della stampa sono stati cacciati. Un reporter del NYTimes è stato arrestato. Alle 2.55. Ydanis Rodríguez un manifestante è stato arrestato e gli scorreva sangue dalla testa; alle 3.33 sono entrati in campo i bulldozers per uno sgombero immediato, le tende delle cucine sono state spazzate via. Alle 4.00 l’area era completamente ripulita.

Che cosa hanno fatto i manifestanti dopo lo sgombero? Il testimone racconta che 400-500 persone si sono dirette a Foley Square dove c’è stata una lunga riunione dell’Assemblea Generale di Occupy Wall Street.

IL GIORNALISTA CACCIATO

 Josh Harkinson, giornalista, era lì quella notte e conferma che molti colleghi presenti sul posto sono stati trattenuti dalle forze dell’ordine. «Sono stato fisicamente spinto fuori dopo aver mostrato alla polizia che ero un reporter. I miei piedi scivolavano sul terreno per come ero strattonato».

Harkinson sarebbe stato sbattutto fuori dal parco mentre tentava di riprendere un uomo (probabilmente un manifestante) caricato su un’ambulanza.

Ed ora?

Il movimento Occupy Wall Street, carico di rabbia, non molla e si dice è pronto a tornare oggi con nuove grandi manifestazioni di protesta, proprio a Zuccotti Park. Dal parco poi, una parte di manifestanti si sposterà in diverse stazioni della metro e dei trasporti pubblici di New York, dal Bronx a Staten Island per poi riunirsi a Foley Square, un’altra si dirigerà verso il municipio ed il ponte di Brooklyn. «Non potete cacciare un’idea», si legge in un manifesto pubblicato dagli Occupy su Twitter, «noi siamo il 99% e siamo ovunque».

Marirosa Barbieri  17/11/2011 11.34