CRISI INDUSTRIE

Vertenza Micron, sindacati preoccupati: «Passera forse non ci sarà al tavolo ministeriale»

La Uilm chiede la partecipazione di tutte le istituzioni al tavolo del 14 novembre

Redazione Pdn

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Vertenza Micron, sindacati preoccupati: «Passera forse non ci sarà al tavolo ministeriale»

Corrado Passera

AVEZZANO. Corrono voci nella Marsica. Voci che dicono che il Ministro allo Sviluppo Economico non sarà presente al tavolo ministeriale fissato per discutere la vertenza Micron, il prossimo 14 novembre.


E questa ipotesi preoccupa i sindacati, in particolare il Coordinamento regionale Uilm Abruzzo e la Uil che hanno chiesto il confronto e la partecipazione delle istituzioni a tutti i livelli.
La vertenza riguarda lo stabilimento che produce componenti elettronici ad Avezzano, messo sul mercato dalla casa madre americana. Se la Micron chiudesse, circa 500 lavoratori finirebbero in cassa integrazione.
I sindacati sono preoccupati per il futuro dell’azienda a causa di alcune criticità: per prima cosa lo stabilimento è una foundry (cioè un’ impresa che produce il prodotto allo stato grezzo ed ha bisogno di un’industria finale che lo perfezioni); poi sono poche le aziende interessate ad investire, vista la crisi economica; infine la produzione di Micron Avezzano è settoriale (dunque bisognerebbe trovare imprese interessate a quel determinato prodotto). Tutto questo rende molto difficile un rilancio.
Tempo fa la Fiom-Cgil Provincia de L’Aquila ha lanciato un’idea per salvare lo stabilimento: la creazione di un consorzio di imprese che deve essere dotato di un laboratorio di ricerca e sviluppo e di coordinamento delle attività.
I sindacati, tutti, hanno spiegato che per il successo della vertenza è necessario il contributo delle forze politiche. 


«Se il Ministro Passera, non fosse presente al tavolo del 14 novembre», ha dichiarato il coordinatore regionale Uilm Abruzzo, Michele Lombardo, «sarebbe grave. E’ ormai da mesi che diciamo ai nostri interlocutori istituzionali e politici che rispetto alla vertenza Micron l’attenzione da parte del Governo nazionale e quindi del Ministero dello Sviluppo Economico deve essere di alto profilo politico-istituzionale, parimenti alle note altre vertenze nazionali (come il caso Alcoa in Sardegna). Forse si dimentica, o si fa finta di non sapere, che la vertenza Micron è innanzitutto una vertenza di interesse industriale nazionale, regionale, provinciale e in ultimo comprensoriale. La Micron è nel suo settore, unitamente alla Stmicroelectronics, uno dei due maggiori operatori industriali nel nostro Paese. Per questo motivo, all’indomani delle dichiarazioni del Managment Italiano di Micron secondo cui lo stabilimento di Avezzano non rientrava più nei plant core-business della Compagnia Americana, il sindacato, e noi della Uil e della Uilm per primi, ha chiesto e chiede l’apertura di un tavolo nazionale di settore presso il Ministero dello Sviluppo Economico. In poche parole, il nostro Paese deve decidere se assistere passivamente, come già avvenuto per altri asset industriali di livello nazionale ed internazionale, ad un’altra annunciata spoliazione del nostro patrimonio industriale, oppure metterci le mani subito per bene e avviare attraverso un tavolo di settore una politica industriale nazionale di rilancio nella ricerca e sviluppo e nelle produzioni dei semiconduttori e delle memorie».
Il sindacato ha rinnovato un accorato appello a tutte le istituzioni locali, ai parlamentari, alla Regione Abruzzo, affinché si adoperino da subito per smentire o confermare le voci di una assenza del Ministro Passera al tavolo Micron del 14 novembre.