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Tortoreto, azienda in crisi. Lavoratori protestano davanti ai cancelli

Si tratta dell’ex fabbrica Di Paolo Prefabbricati venduta al gruppo RDB

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Tortoreto, azienda in crisi. Lavoratori protestano davanti ai cancelli
TORTORETO. Ce l’hanno messa tutta per non veder sfiorire sotto gli occhi l’azienda in cui hanno creduto. Eppure oggi, a fronte di mancati pagamenti (le retribuzioni di giugno e luglio non sono state versate), di contributi previdenziali Inps ed Arco non erogati e della crisi aziendale hanno gettato la spugna.

I lavoratori dello stabilimento RDB di Tortoreto si riuniranno oggi alle ore 10.00 davanti ai cancelli dello stabilimento (ex fabbrica Di Paolo Prefabbricati, sotto il ponte autostradale del Salinello) per rivendicare i propri diritti.
I problemi sono iniziati, secondo i sindacati, dopo che lo storico stabilimento di manufatti di Tortoreto, ex Di Paolo Prefabbricati, è stato venduto al gruppo nazionale RDB.
Da ormai due anni il gruppo produttore di manufatti, con 12 aziende al suo attivo e 1200 dipendenti, versa in una crisi finanziaria con un debito di oltre 250 milioni di euro, la chiusura di 7 stabilimenti ed il licenziamento di oltre 700 lavoratori. Così dicono i sindacati Filca Cisl Teramo, Fillea Cgil, Fenea Uil Teramo.
Tra gli stabilimenti in sofferenza c’è proprio quello di Tortoreto che pur essendo costretto a rallentare la produzione per mancanza di risorse per l’acquisto di materia prima, ha tenuto duro.
La RDB ha alla fine chiesto l’amministrazione straordinaria, sono stati nominati i commissari che hanno confermato che al 13 di luglio è tutto congelato e che bisognerà fare i conti con le esigue risorse disponibili.
I clienti più importanti hanno rescisso gli ordini trasferendoli ad altre aziende, ed il timore di lavoratori e sindacati è che per fine settembre, quando i commissari valuteranno il da farsi, ben poco resterà dell’unico stabilimento produttivo d’Italia della RDB spa.

«La cosa che più ci colpisce», dicono i sindacati Filca Cisl Teramo, Fillea Cgil, Fenea Uil Teramo, «è la storia dei lavoratori dello stabilimento di Tortoreto che hanno dovuto lavorare sempre in condizioni al limite, per ciò che riguarda il riconoscimento di ogni diritto contrattuale e sociale, vista l’estrema conduzione padronale dei precedenti titolari, che ha sempre impedito al sindacato di poter rappresentare i lavoratori e, una volta passati ad un gruppo nazionale, una spa, con la possibilità di vedere riconosciuto il loro status contrattuale, sono rimasti vittime delle scellerate gestioni aziendali di una spa i cui dirigenti contavano compensi da oltre cinquecentomila euro anno per condurre l’azienda al crac finanziario».
Da oggi, fanno sapere sempre i sindacati, i lavoratori hanno bloccato ogni tipo di attività aziendale e di operazione di carico di manufatti dal piazzale. E’ stato dichiarato lo stato di agitazione ed il presidio dei cancelli aziendali, finchè non verranno pagate le retribuzioni dovute.