Celano connection, gli intrecci ed i progetti dei termovalorizzatori: 3 in 500 metri

Alessandro Biancardi

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termovalorizzatori Avezzano e Celano

FOCUS. CELANO-AVEZZANO. L’inchiesta sui rifiuti di Pescara denominata “Re Mida”, oltre a far arrabbiare il Pdl tutto fin sopra i vertici più autorevoli, ha fatto anche tornare d’attualità i progetti celanesi sulle centrali a biomasse o inceneritori.

Chi come il giornalista Angelo Venti di www.site.it conosce bene la materia avendone scritto con documentata professionalità in tempi non sospetti già nel 2007, sostiene che si sia fatta anche un po’ di confusione, forse gli stessi inquirenti potrebbero aver commesso qualche imprecisione dovuta all’intricato mondo dei progetti dei termovalorizzatori e delle società interessate. Un intreccio di nomi e società, di cariche istituzionali che si miscelano con gli interessi economici che rendono ostico comprendere quanto fermento sul tema inceneritori c’è e vi sia stato tra Celano ed Avezzano.

Basti pensare che solo intorno al Fucino proliferano le iniziative industriali come impianti eolici, fotovoltaici, cave, cementifici, altri termovalorizzatori, impianti di produzione biodiesel. Sullo sfondo di recente è scoppiata la guerra tra l’ex assessore Daniela Stati con i vertici del Pdl, incarnati dal senatore Filippo Piccone che secondo quanto emerge dall’inchiesta pescarese avrebbe avuto interessi nella costruzione di un termovalorizzatore.

Corre in soccorso site.it che con una mappa più chiara di molti discorsi individua in appena 500 metri ben tre impianti di termovalorizzazione.

Da sinistra si comincia con l’impianto della Powercrop, è il primo termovalorizzatore a venire allo scoperto, finanziato con i fondi per la riconversione dello zuccherificio di Celano. E’ localizzato, però, a ridosso dell’ex zuccherificio… di Avezzano, nei terreni agricoli lungo la circonfucense. Tra i firmatari dell’accordo di riconversione, in qualità di sindaco di Celano, è l’onorevole Filippo Piccone. Ha ricevuto il via libera proprio pochi giorni dopo l’arresto di Ezio Stati, padre di Daniela e dopo le sue dimissioni da assessore regionale.

 Al di là della strada circonfucense c’è l’impianto dalla società Rivalutazione Trara, che nel 2006 riacquistò all’asta fallimentare la vasta area dell’ex zuccherificio di Avezzano. Di quest’ultimo termovalorizzatore, di cui si è molto vociferato in questi anni, non si trova il progetto.

 Ancora più a destra l’impianto della Vcc Energia società nata a Celano. Secondo il progetto, è localizzato all’interno del Nucleo industriale di Avezzano, vicino alla sede della tv araba. Dunque tre impianti simili ma non uguali, tre progetti non del tutto chiarissimi perché nel tempo la mancanza di documentazione e di discussioni pubbliche ha contribuito a far circolare sospetti e informazioni non sempre corrette.

termovalorizzatori Avezzano e Celano

 1)  TERMOVALORIZZATORE  POWERCROP 

E’ finanziato con i fondi della riconversione dell’ex zuccherifico di Celano. L’impianto, di 35 Megawatt, sarà realizzato nel Nucleo industriale di Avezzano e sarà alimentato con 270mila tonnellate di biomasse, alla cui produzione sono destinati 4.500 ettari. Tra i firmatari dell’accordo (il 19 settembre 2007 a Roma), erano presenti almeno due celanesi: il sindaco, senatore Filippo Piccone, insieme al consigliere provinciale Benito Marcanio. Quest’ultimo, era anche presente nel consiglio di amministrazione della VCC Energia spa - società nata a Celano - che intende realizzare un altro impianto. Marcanio figurava anche nella Commissione energia della Provincia. All’epoca Sdi, nelle ultime elezioni comunali a Celano ha appoggiato la candidatura di Filippo Piccone: è stato nominato direttore della Sangritana. Di recente, il suo nome spunta anche nella realizzazione, nel Fucino, di impianti per la produzione di energia fotovoltaica.

 Il Consorzio del Nucleo di Avezzano – presieduto dall’avvocato celanese Evelina Torrelli – il 17 settembre 2007 ha deliberato l’assegnazione delle aree per i due impianti.

 Nell’”Accordo di riconversione” - a proposito di trasparenza e diffusione delle notizie - si trovano alcuni punti molto interessanti. «All’Art. 4, (Collaborazione tra le parti) - si legge che - ...In particolare, le parti concorderanno un Piano di comunicazione che consenta di mettere in rilievo le specificità del Progetto, la portata sociale e ambientale, le spiccate caratteristiche di integrazione e le ricadute sul territorio».

Ma nel successivo «Art. 5 (segretezza delle informazioni) - troviamo scritto - Ciascuna parte si impegna a mantenere riservata ogni informazione tecnica e/o commerciale, verbale o scritta, ricevuta dall’altra Parte e ad utilizzarla per i soli scopi del Presente Accordo di Programma, anche dopo la cessazione dei suoi termini di validità. Resta inteso che le parti concorderanno quali informazioni verranno rese pubbliche nell’ambito del Piano di Comunicazione».

 Nell’articolo 2, nel comma (2.1.3) in cui si parla dei tempi di realizzazione, si precisa infine che «Powercrop renderà disponibile la propria struttura per il conseguimento di questo importante obiettivo temporale (comprese le strutture di Comunicazione dei due Gruppi, che hanno una significativa esperienza in tematiche di questa natura.

 Al punto 15 si precisa che La «Powercrop ha sviluppato un progetto industriale (Progetto energia) [...] che prevede la messa in esercizio di una filiera per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili alimentato a biomasse lignocellulosiche in parte derivate da coltivazioni dedicate ed in parte dalla gestione delle risorse forestali. L’ubicazione e prevista nel territorio del Comune di Avezzano».

«L’area su cui realizzare la centrale, di almeno dieci ettari- si legge ancora -, comprende: la centrale elettrica di circa 30 MWe costituita da caldaia ad alte prestazioni e da un ciclo termico avanzato; il parco biomasse per lo stoccaggio del materiale necessario per alimentare per circa tre mesi a pieno carico, dotato di un silo di alimentazione riscaldato della capacità di circa 3 giorni; un impianto per la produzione di 6.000 t/anno di pellets; sottostazione per l’allacciamento alla rete elettrica, predisposizione alla cessione di energia termica».

Il progetto prevedeva anche un “Impianto per la trasformazione dei prodotti orticoli”, per la prima trasformazione dei prodotti agricoli locali.  La società Newco, appositamente creata, si propone di ritirare e collocare, nelle condizioni richieste dal mercato, i seguenti volumi: patate 20.000 t/anno; carote 10.000 t/anno. Lo stabilimento sarà ubicato nell’area dell’ex zuccherificio di Celano, adiacente alla Centrale Turbogas che fornisce energia alla Newco sotto forma di calore.

Secondo i piani gli impianti dovevano essere funzionanti entro il 2010.

 2) TERMOVALORIZZATORE   RIVALUTAZIONE TRARA

 La Rivalutazione Trara srl, società che ha acquistato l’ex zuccherificio di Avezzano, conta tra i soci una buona quota celanese: Piccone Ermanno, il papà del senatore, nonchè sindaco, Filippo.

 Presidente del Cda è Domenico Contestabile, vicepresidente Venceslao Di Persio, consiglieri Dante Di Marco e Ermanno Piccone. I soci originari sono: Venceslao Di Persio e Ermanno Piccone ( 3.400 euro ciascuno); Dante Di Marco e Domenico Contestabile (1.700 euro ciascuno). II 20 marzo 2007, Di Persio cede la metà delle sue quote (1.700 euro) alla Esseci srl. Questa società, costituita nel 2002 con 12mila euro (amministratore unico Mario Tortora), il 24 febbraio 2006 era finita interamente sotto il controllo di Sabatino Aracu, deputato di Forza Italia.

Dante Di Marco è salito alla ribalta delle cronache nel giugno 2009, quando, impegnato nei movimenti terra nel cantiere di Bazzano del progetto Case, nell’ambito della ricostruzione post sisma, insieme con la ditta di Contestabile, gli fu ritirato il certificato antimafia per un suo coinvolgimento societario con il gruppo che a Tagliacozzo aveva reinvestito una parte del tesoro di don Vito Ciancimino. A detta degli stessi inquirenti, si trattava del «primo caso conclamato di presenza mafiosa in Abruzzo». Il nome di Mario Tortora, invece, insieme a quello di Venceslao Di Persio, emerge nelle intercettazioni sulla Rifiutopoli abruzzese di questi mesi e sulla parte di Sanitopoli che investe Aracu.

 La matematica non è un’opinione, così di sicuro fino a qualche mese fa, se non vi sono state cessioni societarie dell'ulima ora, i proprietari sono al 50% Aracu e Piccone. E’ di questo impianto che si parla nella inchiesta sui rifiuti “Re Mida”.

Questa società ha come oggetto sociale “Progettare e realizzare impianti di discarica, stoccaggio, trattamento, rigenerazione e recupero dei rifiuti solidi urbani e speciali – ma anche - la produzione di energia e/o calore in generale e fonti rinnovabili e assimilate, anche mediante trasformazione di rifiuti”.

Il sito  è stato acquistato alla vigilia delle elezioni politiche, il 28 marzo 2006, insieme alle tonnellate d’amianto che conteneva all’interno. Ad aggiudicarselo all’asta fallimentare (3,3 milioni di euro), è una cordata di imprenditori rappresentata da Domenico Contestabile. Il giorno seguente, il 29 marzo 2006, nasce la Rivalutazione Trara srl (una società con capitale di 10.200 euro, ancora inattiva) che acquisisce l’area dell’ex zuccherificio.

 3) TERMOVALORIZZATORE   VCC ENERGIA

Nella Relazione tecnica si sostiene che le biomasse oleose arriveranno ad Avezzano dal porto di Ortona. Vale a dire che in Africa o sudamerica si coltivano le piante, da noi si brucia.  I lavori dovevano iniziare entro la fine del 2008 e la produzione a maggio 2009.

Il volume d’affari annuo previsto è di 40 milioni di euro, mentre l’investimento totale sfiora i 90 milioni. Il piano finanziario di investimento prevede 76,5 milioni di euro di finanziamento - banca e 13,5 milioni di euro equity con fondi sociali. Le referenze bancarie della società sono state fornite dalla Banca di Credito cooperativo, agenzia di Avezzano. La società proponente è la VCC Energia spa. Costituita come srl il 30 ottobre del 2000, aveva un capitale sociale di 20 milioni di vecchie lire.

Il 20 luglio 2007 la società subisce profonde modificazioni: trasferisce la sede sociale da Celano (via Ranelletti 281) ad Aielli (contrada Sardellino 32); varia la forma giuridica da srl a spa; aumenta il capitale sociale da 10.200 euro a 1.200.000 euro; varia l’oggetto sociale; variano gli organi sociali: Villa Carmine da amministratore unico diventa presidente del consiglio d’amministrazione, consiglio composto dai consiglieri Villa Claudia e Marcanio Benito.

La Vcc energia fa parte di una galassia di società collegate tra loro - oltre 24 società tutte con sede alla stesso indirizzo - che da anni lavora nel settore delle energie alternative, in particolare negli impianti eolici. Ma questa è un’altra storia.

02/10/2010 15.53    (Ha collaborato Angelo Venti di www.site.it)

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