CONTAMINAZIONI

Cricca e misteri sotto il Gran Sasso: Balducci & Co il sistema gelatinoso in Abruzzo funzionò /1

C’erano gli uomini più importanti della cricca a gestire l’emergenza del 2003

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Cricca e misteri sotto il Gran Sasso: Balducci & Co il sistema gelatinoso in Abruzzo funzionò /1

Angelo Balducci


TERAMO. Possibile che i lavori di messa in sicurezza dei Laboratori di Fisica del Gran Sasso, nonostante le certificazioni, non siano in realtà stati realizzati a regola d’arte o magari già da rifare?

Come si può spiegare altrimenti l’incidente di sei mesi fa con conseguente contaminazione delle acque che dovevano -in seguito ai lavori da 84mln di euro- essere completamente «isolate»  e messe in sicurezza? Come è possibile che le acque di scarico dei laboratori contaminate per una “leggerezza”, aver lasciato un bicchiere con una sostanza pericolosa poi evaporata,  abbiano poi rischiato di finire nell’acquedotto quando ci sono certificazioni che attestano che i lavori avevano scongiurato proprio questo rischio?

Purtroppo non lo sapremo mai perchè nessuna procura locale -e meno che mai quella teramana- ha mai pensato di verificare allora quello che accadeva nella gestione della più strana e delicata emergenza abruzzese: quella che doveva «mettere in sicurezza» i  laboratori dentro la montagna in seguito all’incidente dell’agosto del 2002 durante l’esperimento Borexino. Una storia mai approfondita a dovere che ha rischiato l’oblio favorito da inerzie e omertà ma l’incidente di pochi mesi fa ha ravvivato quella emergenza che la Asl di Teramo non risultava mai chiusa.

Emergenza, appalti, spese  e lavori tenuti segreti, cioè sul quale è stato imposto realmente il segreto dal governo Berlusconi e sulla cui gestione si è sempre saputo molto poco: appalti e gare informali tra pochi partecipanti.

Riteniamo allora doverose oggi queste domande che nessun ente fino ad ora si è mai sognato di porre, nonostante tutti sapessero chi avesse gestito quei lavori, in che modo e a chi fossero stati affidati. Si tratta in fin dei conti della salute pubblica e della salubrità dell’acqua somministrata.

A noi persone normali è venuto qualche dubbio ma sappiamo che nessuno potrà mai dire con certezza se, per esempio, il rischio presente ancora oggi di bere acqua contaminata sia da mettere in relazione o meno con quegli uomini, alcuni dei quali,  hanno già subito qualche condanna non esattamente esemplare -anche definitiva per corruzione- e che il governo Berlusconi catapultò in Abruzzo conferendo poteri speciali e facendo in modo che troppo rimanesse celato ed occulto fino ad oggi.


BALDUCCI, VENERABILE GENTILUOMO DI SUA MAESTA’

Fu così che nel 2003 arrivò Angelo Balducci, provveditore alle opere pubbliche di Sardegna Lazio e  Abruzzo, una sorta di gran maestro venerabile delle grandi opere pubbliche, legato a più fili con politici di altissimo rango come Gianni Letta e con i vertici della Protezione civile di Guido Bertolaso.

Già nel ‘95 il Vaticano si accorge di lui e lo premia come Gentiluomo di sua Santità ma la gentilezza finì nel 2010 quando  l’onoreficienza venne revocata causa arrestato facendo scoppiare il caso della famosa “cricca” e di quel  “sistema gelatinoso” che -secondo le indagini delle procure toscane e romane- faceva capo proprio a Balducci.

Balducci è stato da sempre potentissimo e con lui bisognava avere a che fare per le opere pubbliche, ha  gestito il terremoto dell’Umbria e delle Marche negli anni ‘90

Nel 1998 è riconfermato provveditore alle opere pubbliche per il Lazio e nel 2001 per l'Umbria. Nel 2003 assume l'incarico di commissario delegato per la situazione emergenza Gran Sasso e nel 2004 è direttore generale del Servizio integrato infrastrutture e trasporti per le regioni Lazio, Abruzzo e Sardegna.

Il 28 settembre 2005 è nominato presidente generale del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Dal 27 gennaio 2006 arriva la nomina a commissario straordinario per la realizzazione delle opere e degli interventi funzionali allo svolgimento dei mondiali di nuoto "Roma 2009".

Era soggetto attuatore per il G8 della Maddalena, per gli interventi legati al 150/o anniversario dell'Unità d'Italia e per la ricostruzione del teatro Petruzzelli di Bari.

Quando veniva in Abruzzo si mobilitavano tutti per accoglierlo e adularlo. Nel 2006 apparve a Pescara come ospite d’onore sotto braccio al sindaco Luciano D’Alfonso  (era il 4 aprile) per il taglio del nastro della nuova piazza della Rinascita, non esattamente una grande opera.

Potente e ben voluto da tutti i partiti (che, infatti, non si accorsero di nulla fino a quando non lo scoprirono dai giornali) Balducci aveva messo su un sistema di corruzione enorme e rodato intorno alle opere pubbliche, gli appalti e le emergenze o i grandi eventi.


2003: NESSUN SOSPETTO SU NULLA

Nel 2003, quando Balducci viene catapultato in Abruzzo, era un uomo che si poteva solo venerare e sul quale non si poteva adombrare il minimo dubbio.

Dopo 14 anni da quella emergenza, dopo silenzi e sospetti, PrimaDaNoi.it ha potuto leggere centinaia di pagine che riguardano la storia e la gestione Balducci e di quello che è stato fatto nel fin troppo sicuro bunker del Gran Sasso, di quello che è successo dopo il 2010 e l’arresto di Balducci, fino alla chiusura dell’emergenza nel 2015 quando la gestione era già passata da anni proprio ai Laboratori.

Con la scusa dell’emergenza socio-ambientale si è creato di fatto l’occasione per fare lavori da 84 mln di euro che sono stati gestiti totalmente e direttamente dagli esponenti principali della “cricca”, individuati tali solo dopo.

La cosa strana è che sotto ed intorno al Gran Sasso nessuno si è accorto di nulla prima e  nemmeno dopo gli scandali. Tutto è sempre filato liscio.

Sono molti i personaggi che hanno avuto ruoli importanti nella gestione ed esecuzione dei lavori, alcuni inseriti “ufficialmente” nella famosa cricca, altri, invece, estranei che hanno avuto solo l’occasione di lavorare gomito a gomito con chi dagli altari è finito nella polvere.  

 

ECCO CHI SONO GLI ATTORI PRINCIPALI


Per quanto riguarda la progettazione il Commissario Balducci conferisce incarichi a


STUDIO ASSOCIATO V MOSCO
 per i sistemi di contenimento di eventuali perdite nelle sale (proprio il problema manifestatosi nel recente incidente). Lo studio fa capo a Vittorio Mosco si è occupato delle opere del G8, dell’alta velocità, di porti e infrastruttura ad Ancona e lavori marittimi di vario genere tra cui molti porti. Lo studio attivissimo dal 1989 sembra aver avuto una battuta d’arresto dopo il 2010.  


ROBERTO GUERCIO E PAOLO DI GIROLAMO
per i sistemi idraulici di scarico  delle acque e riorganizzazione delle capacità dei sistemi di captazione acque potabili.

Guercio è professore ed esperto di sistemi idraulici, grande amico di Valter Lavitola e con lui pizzicato al telefono più volte nell’ambito dell’inchiesta che ha inguaiato l’ex direttore de L’Avanti e consigliere di Berlusconi. Con Lavitola Guercio elaborava strategie politiche anche su come mettere in salvo i profitti delle aziende interessate agli acquedotti italiani, che «stanno con la merda fino al collo perché le banche gli stanno chiedendo di rientrare». Guercio dalle telefonate sembra avere buone entrature politiche e godere della stima di Lavitola.

“Paolo Di Girolamo” (è scritto così nei documenti) esperto di idraulica potrebbe essere più verosimilmente il notissimo professore della Sapienza e dell’università de L’Aquila (“De Girolamo”), che insieme al professor Alberto Noli hanno dato vita alla Modimar società di ingegneria titolare di centinaia di progetti di porti  in tutta Italia. In Abruzzo un luminare chiamato a dare il suo contributo in opere pubbliche milionarie da ormai 30 anni, sua la firma nei progetti di molti porti  tra cui quello di Pescara, quello vecchio e da rifare.

  

ANGELO SPENA  sistemi di raffreddamento appartati dei Laboratori


FABIO GARZIA
sistemi di supervisione e controllo  



Ci sono poi  le tre punte di diamante di Balducci:


FABIO DE SANCTIS.
E’ il braccio operativo di Balducci anche sotto il Gran Sasso, c’è la sua firma sotto tutti i collaudi e moltissimi lavori, essendo quasi sempre direttore dei lavori per l’emergenza dal 2004. Balducci poi interrogato racconterà che quella di De Sanctis fu una nomina di comodo che servì per tutti i grandi eventi gestiti dalla cricca.

De Sanctis sarebbe stato fondamentale per i rapporti con la Btp, di Riccardo Fusi (che ha fatto parte del ''Consorzio Federico II che otterrà appalti anche per la ricostruzione a L'Aquila con intercessione di Verdini ed un caffè con Gianni Chiodi), per rientrare nell'appalto per la scuola Marescialli di Firenze.

De Santis è a processo in Abruzzo anche per le vicende scoppiate nel 2010 che riguardano la Mare-Monti ed i suoi rapporti con il progettista Carlo Strassil (accusato di corruzione con conti all’estero) ed i presunti favori al gruppo Toto che si aggiudicò l’appalto.  Il gruppo Toto che ritorna anche nell’emergenza Gran Sasso in quanto la società Strada dei Parchi gestisce i tratti di autostrada che comprende il tunnel che dà accesso ai laboratori ed è stato «messo in sicurezza»  .

De Sanctis viene descrito dalle procure come il numero due di Balducci in grado di inviatre a casa sua per una importante cena tutta la cricca da Bertolaso, Balducci, Berlusconi, Anemone, questori, politici tra cui Verdini, imprenditori vari tra cui i Cuccioletta con mogli al seguito.

Arrestato nell’inchiesta della cricca.

MAURO DELLA GIOVAMPAOLA. E’ supervisore al coordinamento della progettazione delle opere più grandi e costose dell’emergenza Gran Sasso ma è stato nella struttura di missione dei grandi eventi G8 viene indicato come il terzo nome della cricca dentro le istituzioni per importanza.   

Arrestato nell’ambito dell’inchiesta della cricca.


CLAUDIO RINALDI
 coordinatore per la sicurezza degli impianti proprio relativi ai lavori di isolamento dei pavimenti del laboratorio in strettissimi rapporti con la cricca ed i ministri come Lunardi e Scajola.


GLI ALTRI PROFESSIONISTI

Questi i nomi più importanti che si avvalgono però di un gruppo nutrito di esperti e professionisti di altissimo calibro che nulla hanno a che fare con gli affari giudiziari della cricca e che hanno ruotato nei vari ruoli tecnici del Gran Sasso e alla fine i nomi che si ripetono più spesso sono:  gli ingegneri Susanna Gara, Giorgio Torelli, Giuliano Genitti, Clamente Patrizi,  Fabio Frasca, Luigi Valerio Sant’Andrea.

 


LE DITTE AFFIDATARIE

Sono una quindicina in tutto le ditte che hanno lavorato sotto il Gran Sasso, tra appalti e subappalti. Diverse di queste sembrano avere avuto battute d’arresto dopo il 2010, altre scomparse, altre entrate in liquidazione. Poche continuano la loro ascesa. Per quanto riguarda gli appalti le gare sono sempre informali a chiamata diretta tra ditte che avevano una certificazione speciale. Le generosissime varianti sono una regola.


1) NUOVE INFRASTRUTTURE SRL  E  LUNGARINI SPA
Gli appalti dell’emergenza Gran Sasso da 84 mln di euro sono andati in buona parte al gruppo Lungarini di Fano, fondato nel 1942, al suo attivo centinaia di grandi opere italiane tra gallerie, porti, ponti, clienti abituali di Balducci.

Il gruppo ha realizzato anche tramite subappalti i «lavori urgenti di carattere idraulico e ambientale» i collettori di scarico, il sistema di contenimento di liquidi nelle sale dei laboratori (cioè proprio quel tipo di opere che avrebbero dovuto evitare la recente contaminazione del 2016) ma anche tutti gli altri lavori di impermeabilizzazione e monitoraggio ambientale per il superamento dell’emergenza.   

Secondo più procure il gruppo Lungarini sarebbe parte integrante del “sistema Anemone” tanto che per accuse di corruzione riguardante appalti girati da Balducci nel 2014 ha subito un sequestro milionario ed il processo è ancora in corso ma gli imprenditori si dichiarano estranei ai fatti.

Siamo sicuri che queste vicende non c’entrino nulla con i  problemi di contaminazione che ci interessano oggi?

Il Gruppo Lungarini, oggi è in pausa forzata, mentre la “Nuove infrastrutture srl” è sparita dai radar e dal web, ha ottenuto negli anni svariati appalti, tra cui alcuni lotti di lavori per i Mondiali di Nuoto 2009 a Roma, il G8 della Maddalena, e per le celebrazioni del 150° Anniversario dell'Unità d'Italia, questi ultimi in Ati con la Redim 2002 Srl del gruppo Anemone.

Si è occupata non senza problemi di vario genere della ricostruzione del Petruzzelli di Bari e della Salerno Reggio Calabria, è intervenuta nella ricostruzione post terremoto nelle Marche ma anche a San Giuliano di Puglia.

Il Gruppo Lungarini è intervenuto anche nella gran parte dei lavori in seguito alla frana di Cavallerizzo di Cerzeto in Calabria, uno smottamento devastante a tal punto da far pensare al capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, di delocalizzare l’intero paese ricostruendolo sulla collina vicina: fu allora che si pensò per la prima volta alla “new town”, era il 2005, un modello poi moltiplicato esponenzialmente a L’Aquila nel 2009.   

Curioso notare che Lungarini partecipò alla ricostruzione calabrese all’interno del Consorzio Stabile Centritalia ScpA di cui facevano parte anche:

- R.ED.IM. 2002 Srl, C.F. 07166381009 - società di Diego Anemone     
- Marrollo Costruzioni Srl, C.F. 01346820697     del Cavaliere Calogero Riccardo Marrollo, abruzzese di Vasto e a capo di Confindustria Abruzzo per diversi anni.

- Societa Meridionale Inerti SMI Srl, C.F. 00091960690 di Antonella Marrollo (gruppo Marrollo)


 

2) REDIM 2002

Ottiene subappalti dal gruppo Lugarini per circa 5 mln di euro ed è a tutti gli effetti una ditta del gruppo Anemone, quello diventato famoso per la lista di lavori e tangenti ai politici o per la casa comprata all’insaputa dell’ex ministro Scajola.

Venessa Pascucci, moglie di Diego Anemone e' la proprietaria al 50% della Redim 2002, la società che controlla l’Arsenale scarl, l’impresa che ha fornito la manodopera al cantiere principale del G8 a La Maddalena. Ma la Redim 2002 di Vanessa Pascucci possiede il 70% anche di un’altra impresa, la Minerva Società Consortile, amministrata da Daniele Anemone, titolare al 98% dell’Impresa Anemone Costruzioni: la ditta che si è aggiudicata molti degli appalti speciali della cricca.



3) SARAPPALTI spa

Si è occupata dell’adeguamento degli impianti elettrici e di monitoraggio ambientale ai fini della sicurezza nella galleria della A24 per un importo di 10mln di euro più 5 di variante.

E’ una grossa ditta fondata nel 1978, continuazione della Ditta Individuale Saraca Vincenzo che ha operato a Viterbo dal 1917. Attualmente guidata da Luciano Saraca.

Molti articoli di stampa la collocano all’interno della lista Anemone ma anche collegata a Giandomenico Monorchio, il figlio del potentissimo ex ragioniere dello Stato.

Ha svolto moltissimi lavori pubblici tra cui la ristrutturazione della Camera dei Deputati, quella della sede del Consiglio dei ministri. Ha realizzato la caserma di Chieti dove ha sede il comando della compagnia e svolto lavori per la ricostruzione post terremoto del 1997 Umbria e Marche, ha vinto numerosi appalti per Anas.


4) CERICOLA srl

Affidamento per piccoli lavori di smaltimento rifiuti alla ditta dell’imprenditore di Mozzagrogna, Carlo, specializzata in bonifiche che, dopo qualche problema giudiziario, ha svolto molteplici lavori in Abruzzo tra cui anche alcuni del commissario Goio a Bussi.


5) EITEC + INTECO SPA

La Eitec nonostante una sfavillante vita imprenditoriale ben prima del nuovo millennio nel 2014 entra in profonda crisi ed avvia le procedure fallimentari. Nel 2004 con la Inteco si è occupata nello specifico di sicurezza e sistemi antincendio e lavori idraulici e delle reti impiantistiche.

La Inteco spa è divenuta famosa dopo il 2009 per l’incredibile vicenda dell’appalto diretto della questura de L’Aquila, lavori magicamente lievitati da 3 a 13 mln  di euro che almeno in quel caso hanno destato l’interesse della locale procura. Tra gli indagati figura anche l’ingegnere Giuliano Genitti che moltissimo ha fatto sotto il Gran Sasso.

Francesco Bachetoni è il titolare della Inteco e lavora molto spesso con la ditta Lupo Rocco che nel 2015 risultò indagato con il ministro Maurizio Lupi per abuso d’ufficio.

Rocco e Bachetoni, dopo L’Aquila, si sono rifatti con un altro appalto da quasi 13 milioni di euro per un’altra opera pubblica, l’ex caserma De Laugier. A bandirlo il provveditorato di Firenze, guidato da Roberto Linetti, altro appalto finito nel mirino della procura.

Molti giornali negli ultimi anni hanno accostato spesso Lupo Rocco, Bachetoni della Inteco e la cricca di Balducci anche per altri lavori.

 

6) CONSORZIO LEONARDO (MIC SRL - ALMA CIS SRL)

Del Consorzio Leonardo fanno parte la “Imprese Molisane Inerti Conglomerati di Scontrone del gruppo Gravina e la Alma Cis srl del gruppo Marramiero di Pescara.

Di loro non si parla mai in relazione alle inchieste giudiziarie della cricca.

Il Consorzio si è occupato nel 2004 di lavori di reti idriche e di aerazione, di adduzione e captazione delle acque potabili nella galleria di sinistra.

LA MIC SRL,  fondata nel 1973 ed  ora in liquidazione, è stata l’impresa di punta del gruppo Gravina che fa capo a Gabriele Gravina, anche dirigente sportivo e accademico italiano, dal 22 dicembre 2015 presidente della Lega Italiana Calcio Professionistico.

Gravina ha avuto svariate cariche in molteplici società, ed è stato tra l’altro anche liquidatore del Golf di Brecciarola e consigliere per molti anni della Federcalcio, la Castel di Sangro Gas, la gas Alto Sangro, la Fingas, la Castel di Sangro calcio, Acquasparta srl, .

Gravina e Vito Rezza, amministratore e proprietario della Rezza Costruzioni, hanno contribuito specie nei primi mesi alla ricostruzione e L’Aquila con appalti e sub appalti relativi al progetto Case, ai puntellamenti in centro storico, lavori alla Caserma della Guardia di Finanza e altri lavori per il G8.

La stessa Mic ha poi avuto in appalto fino al 2012, 67 pratiche di ricostruzione privata  per un valore complessivo di 2.972.411,77 euro, qualche mese dopo ne sono arrivate altre 17 per quasi 5 mln. Alla fine il conteggio ha superato i 10 mln.

 

ALMA CIS. Del Consorzio Leonardo fa parte anche Alma Cis di Enrico Marramiero, vecchio amico di Gravina e con lui dentro diverse società e progetti all’estero.

Marramiero, nato a Palermo nel 1966 diventa subito un rampante imprenditore in molti settori tra cui l’edilizia ed il vino.

E’ uno dei finanziatori del Ponte del Mare voluto da D’Alfonso e con le sue ditte ha svolto lavori pubblici per centinaia di milioni  di euro anche in giro per il mondo, molti in Abruzzo  tra i quali molti con l’Aca per reti fognarie, acquedottistiche e depuratori.

Per l’Aca Almacis ha realizzato il Dk15 opera che doveva raccogliere tutti gli scarichi diretti nel fiume Pescara e di recente si è aggiudicata appalti per 3 mln per realizzare depuratori mentre in Ati con la Entei si occuperà dell’ampliamento del depuratore di Pescara.    



7) FRATELLI ASCANI + C.S NC + PAL IMPIANTI + CIS snc

Su queste ditte si reperiscono poche informazioni sembrando per lo più piccole imprese.

La PAl Impianti per certo è della famiglia Palmerini de L’Aquila titolari di convenzioni urbanistiche con il Comune poi contestate nel 2014 per presunto inadempimento (rilascio aree da destinare ad uso pubblico)


8) GEMMO SPA

è una ditta vicentina che fa capo a Mauro Gemmo il cui nome si ritrova in alcune inchiesta dall’Expo al Muos di Niscemi e finanziatrice di Raffaele Lombardo ex presidente della Sicilia.

La Gemmo S.p.a con sede legale proprio ad Arcugnano è una grossa società che si occupa di ingegneristica elettrica e meccanica che spazia, come si legge alla voce “attività” del sito web, dall’ingegneria alla messa in esercizio. Nello specifico, la ditta in questione ha negli anni instaurato un forte rapporto di collaborazione in ambito lavorativo con il governo americano di cui è general contractor.


Alessandro Biancardi