INTERESSI SENZA CONFLITTI

Grandi opere, grandi conflitti di interesse: le zone d'ombra della Commissione via

Infrastrutture e groviglio di interessi: ecco chi ha cambiato il volto del Bel Paese

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Grandi opere, grandi conflitti di interesse: le zone d'ombra della Commissione via

ITALIA. Il nodo delle infrastrutture, il groviglio di interessi, lo scontro tra lobbies e la spregiudicatezza di chi gioca su più tavoli. Venti anni di "conflitto di interessi" irrisolto hanno prodotto di fatto l'impossibilità di avvertire come primario il senso di indipendenza e serenità delle scelte.
Un Paese senza infrastrutture è un Paese destinato al declino, ma anche un Paese che non sceglie le proprie infrastrutture con criteri oggettivi e ne controlla la loro realizzazione è un paese destinato a fallire.
E' proprio quello che potrebbe essere successo negli ultimi anni quando nuove norme (che in teoria dovrebbero tutelare l'ambiente e l'impatto delle opere) hanno di fatto messo al centro un organismo del Ministero dell'Ambiente, il Comitato Via-Vas nazionale il quale ha il compito di analizzare, avallare, bocciare e proporre prescrizioni migliorative di tutte le grandi opere da realizzare in Italia.

Le decisioni di questo comitato possono decretare la vita e la morte di progetti e infrastrutture ma anche paradiso e inferno di imprese e multinazionli, grossi guadagni miliardari o perdite ingenti a seconda di ogni minima prescrizione imposta.
Apportare migliorie in una grande opera significa investire milioni di euro da parte del privato che dovrà realizzarla. Non controllare che tali prescrizioni siano davvero applicate e realizzate significa concedere un vantaggio economico all'impresa e scaricare enormi rischi sulla popolazione.
Sta di fatto che lo stesso Ministero ha ammesso che ad oltre 13 anni di distanza su 1.694 prescrizioni complessivamente impartite, ne risultano ottemperate con certezza 539. Le altre sono passate in cavalleria…
Le battaglie ambientaliste degli ultimi 10 anni e la voracità oppressiva delle lobbies del cemento e delle energie ha di fatto acceso un faro su questo organismo decisionale per certi versi sconosciuto che però risulta essere il fulcro e lo snodo principale delle grandi opere.
Sarà per questo che un gruppo di lavoro che fa capo al Movimento 5 Stelle nazionale ha analizzato i curriculum di tutti i partecipanti alla Commissione Via nazionale in un lungo e dettagliato lavoro di incrocio di informazioni “aperte” cioè reperibili per chiunque ma solo con un lavoro di analisi lungo e complicato.

Sono emerse così verità sconcertanti e preoccupanti da indurre molti parlamentari pentastellati a firmare un lungo esposto alle Procura di mezza Italia e alla procura antimafia affinchè possano verificare. E già arrivano i primi risultati: il ministro Galletti ha annunciato la prossima pubblicazione di un bando per la selezione dei futuri partecipanti. Più che un implicita ammissione di quanto denunciato dai grillini.
Ma è importante sottolineare come le notizie contenute nel documento di denuncia siano il frutto importante di quel poco di trasparenza che le leggi hanno concesso ai cittadini con la pubblicazione di molti documenti prima introvabili sul web che di fatto offrono la possibilità di un controllo a chiunque, anche se parziale e difficoltoso. Eppure proprio questa facilità di reperimento di informazioni potrebbe essere la prova di protezioni ad altissimo livello. Come mai nessuno prima d’ora se ne era accorto?

PELAGGI E BELLOMO
Solo nel 2014 vengono sostituiti due membri della Commissione Via per problemi giudiziari: si tratta di Luigi Pelaggi, arrestato nell’ambito di inchieste su appalti per le bonifiche e già capo di gabinetto del Ministro, con entrature e contatti che contano non ultimo quelli con molti esponenti di Finmeccanica, anche loro con qualche problema giudiziario.
Per inchieste su presunte irregolarità degli appalti dell’Alta Velocità è stato sostituito Gualtiero Bellomo, non un personaggio secondario accusato di reati nell’ambito di una delle più colossali e contestate opere pubblica italiane.

VINCENZO SACCO A TUTTO GAS CON DELL’UTRI
Nell’esposto del Movimento 5 Stelle vi sono poi indicati altri membri del Comitato Via che a loro giudizio non sarebbero esattamente al di sopra di ogni sospetto e per questo chiedono alle procure di verificare e indagare.
Vincenzo Sacco, dottore in giurisprudenza e dipendente Inps, è stato il capo istruttore della sottocommissione che nel 2009 ha valutato positivamente l'impatto sull'ambiente dell'impianto di stoccaggio di gas naturale di Ferrandina (Matera). Un progetto presentato dalla Geogastock, società del gruppo Avelar degli oligarchi russi Viktor Vekselberg e Igor Akhmerov.
Sacco è anche cognato di Marino Massimo De Caro, il collaboratore di Marcello Dell' Utri divenuto celebre per aver depredato di migliaia di libri la meravigliosa biblioteca napoletana dei Girolamini di cui era stato nominato direttore. De Caro è stato consulente della Avelar fra il 2007 e il 2010, proprio il periodo in cui il cognato Sacco giudicava compatibile con l'ambiente il progetto di stoccaggio del gas naturale a Ferrandina che tanto allarme ha suscitato nel territorio.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, le presunte tangenti erano finalizzate a favorire l’espansione del gruppo in Italia. Il senatore Dell’Utri, secondo il pm di Firenze, Giuseppina Mione, avrebbe intascato una mazzetta di 409mila euro, camuffata come il compenso per un’epistola di Cristoforo Colombo risalente al 1493. Un volume che, tuttavia, non sarebbe mai stato nella disponibilità di Dell’Utri.
Vincenzo Sacco, amico del politico Marcello Dell’Utri condannato per concorso esterna in associazione mafiosa, è stato indagato per corruzione per il Progetto Geogastock approvato dalla Commissione stessa...». L’inchiesta è stata poi recentemente archiviata per “infondatezza della notizia di reato” su richiesta degli stessi pm.

ANTONIO CASTELGRANDE DA POTENZA TESSERA 956 DELLA P2
Un altro membro risulta essere l’ottantacinquenne ingegnere Antonio Castelgrande, che risulta essere inserito nella loggia P2 con la tessera n. 956. Si tratta dell’organizzazione segreta scoperta negli anni ’80 della quale facevano parte numerosi esponenti politici, ministri, appartenenti alle forze dell’ordine ed imprenditori come Silvio Berlusconi.

SILVIO BOSETTI
Altro membro della Commissione Via è l’ingegnere Silvio Bosetti risulta direttore generale dello staff della Energy Lab Foundation, struttura di cui sono socie la Fondazione Edison e la Fondazione AEM del Gruppo A2A. Bosetti risulta aver firmato il parere positivo per la centrale Edison di Pianopoli nel 2013, il parere positivo all’esclusione dalla V.I.A. nel 2014 per un progetto del gruppo A2A per la centrale di Monfalcone e, infine, il parere positivo di gennaio 2014 per un progetto del gruppo A2A per la centrale Lamarmora;
MAURO PATTI
Patti, ingegnere, noto anche per essere il testimone di nozze del Ministro Alfano, avrebbe avuto con l’altro membro della Commissione VIA, Gualtiero Bellomo, (arrestato e sostituito, come detto, nella Commissioni a seguito dell’inchiesta TAV di Firenze) «affari in comune relativi a coinvolgimenti in progetti di valutazione della stessa VIA di cui fanno parte».

GUIDO MONTEFORTE SPECCHI
Il presidente della Commissione VIA nazionale, Guido Monteforte Specchi, risulta essere stato consulente per la società ITW & LKW Geotermia Italia S.p.A per un progetto presentato a V.I.A. regionale in Umbria. Nell'ambito di tale procedimento la Regione richiedeva una valutazione al Ministero in merito ad un parere pro-veritate redatto per l'azienda dallo stesso Guido Monteforte Specchi in qualità di consulente.
Antonio Venditti, attualmente R.U.P. di plurimi procedimenti di V.I.A. presso il Ministero dell'Ambiente ha risposto affermando che il parere pro-veritate era firmato «dall'Ing. Guido Monteforte Specchi, presidente della commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale VIA-VAS», quando il parere era firmato dal professionista in forma del tutto privata e non in qualità di massimo rappresentante della Commissione.
Ma un ingegnere Antonio Venditti compare assieme all'ingegnere Monteforte Specchi e all'ingegnere Vittorio Federico Rapisarda (poi dimessosi) nella terna di collaudatori che tra il 2013 e il 2014 si sono occupati dei lavori del depuratore di Vulcano nelle isole Eolie per conto del Commissario di Protezione Civile.
Venditti concludeva la nota di risposta alla Regione Umbria sull'impianto di geotermia ritenendo «condivisibili l'analisi e le conclusioni alle quali perviene Monteforte Specchi in merito alla non necessità di ripubblicare la documentazione per la VIA a seguito di una variante progettuale». Ma la Giunta Regionale ritenne di scrivere al Ministro dell'Ambiente una nota in cui esprimeva perplessità sul ruolo dell'ingegnere nella vicenda. Tra l'altro la stessa società ITW & LKW Geotermia Italia S.p.A risulta aver presentato al Ministero dell'Ambiente un ulteriore progetto con procedura di VIA nazionale (progetto “Impianto geotermico pilota Castel Giorgio – TR”) il quale secondo quanto riporta il sito del Ministero avrebbe ottenuto parere positivo con prescrizioni dalla Commissione VIA nazionale n.1641 del 31/10/2014.

ROBERTO PROIETTI
Il membro della Commissione VIA nazionale Roberto Proietti, magistrato del TAR, risulta essere Coordinatore del settore giuridico della Struttura tecnica di Missione presso il Ministero delle Infrastrutture dal 2008 al marzo 2012. Secondo le ricerche dei 5 Stelle ha ricoperto e ricopre ruoli nell'intera filiera delle grandi opere pubbliche italiane: Struttura tecnica di Missione al Ministero delle Infrastrutture; commissione V.I.A. presso il Ministero dell'Ambiente. «Il parziale sfasamento dei due incarichi (prima alle infrastrutture fino a marzo 2012 poi al Ministero dell'ambiente da giugno 2011 ad oggi)», si legge nell’esposto, «fa sì che nella Commissione si trova e si troverà a valutare proprio i progetti approvati qualche tempo prima dalla Struttura tecnica di Missione».


ARTURO LUCA MONTANELLI

Arturo Luca Montanelli risulta, secondo il curriculum reperibile sul sito del Ministero dell'Ambiente, essere presidente del consiglio d'amministrazione e legale rappresentante della Società Ardea che a sua volta è socia del Consorzio RED s.c.a.r.l., un consorzio di 11 società di livello nazionale. Nella società, secondo il sito web, figurano tra i soci numerose aziende impegnate in importanti lavori di progettazione nel campo edile e delle infrastrutture, tra le quali la Sps s.r.l.
Dal sito del consorzio Red si viene indirizzati sul sito della Sps s.r.l., che è lo stesso della Sps Studio Associati.
Sempre dal sito si può leggere che «nel Febbraio 1997 S.P.S. S.r.l. è in joint-venture con la Società SISPAI S.p.A. del Gruppo Milano Serravalle S.p.A., Milano Tangenziali S.p.A., fondando SIPIT S.r.l. (Sistemi Integrati di Progettazione per Infrastrutture nel Territorio), in cui S.P.S. ha la Direzione Tecnica.” e che “Nell'estate del 2001, concluso il suo compito di organizzare e avviare la nuova società, S.P.S. S.r.l. lascia la compagine sociale e la direzione tecnica di SIPIT S.r.l., continuando comunque la collaborazione tecnica in qualità di consulente».
La Sipit oggi si chiama Milano Serravalle Engineering S.r.l. e risulta controllata, secondo la brochure dell'azienda dalla Milano Serravalle – Milano Tangenziali S.p.A.
L'Ing. Arturo Donadio, socio, presidente, amministratore delegato e direttore tecnico dello studio associato S.P.S. (nonché, da quanto abbiamo potuto ricostruire, consigliere del Consorzio RED) risulta recentemente indagato per concorso in corruzione in una vicenda connessa ad Expò. Nel suo curriculum inoltre sono presenti varie consulenze per l'autostrada Serravalle tra cui una del 2012 relativa al “Progetto esecutivo delle opere di mitigazione acustica autostradale. Serravalle Engeneering.”
Se si consulta la “Sintesi Non tecnica” del progetto si verifica che è stato preparato dalla Milano Serravalle Engineering S.r.l.
L'architetto Montanelli risulta aver firmato il parere della Commissione tecnica n.846 del 16/12/2011 relativo al progetto.
Nelle prescrizioni relative al parere risultano anche la realizzazione di barriere acustiche (pag.44 e 45 del parere).
Tornando al Consorzio Red si evidenzia che socie del Consorzio risultano essere, sulla base delle informazioni riportate sul sito WEB del consorzio stesso, grandi società di progettazione impegnate in lavori che vanno dall'Expò a Citylife.

FRANCESCA SORO
Per quanto riguarda il membro della Commissione Francesca Soro (dal 2008, rinnovata nel 2011 ed attualmente in carica), nel curriculum sul sito del Ministero si parla genericamente di una nomina a commissario di gara per un intervento stradale in Sicilia senza indicare il committente e senza precisare dettagliatamente il tipo di opera.
Invece nel curriculum reperibile sul sito dell'ordine degli architetti viene indicato il committente e, cioè, ANAS Spa. In questi anni , denunciano i 5 Stelle. Soro ha sottoscritto numerosissimi pareri della Commissione VIA relativi a progetti presentati da ANAS Spa, anche per l'area sud e Sicilia, prima e dopo l'incarico del 2011.

BORTOLO MAINARDI
Bortolo Mainardi, già Commissario governativo per le grandi opere per il Nord-est e per il TAV Venezia – Trieste, è architetto.
Nel 2009, come emerso nell'inchiesta sul MOSE del 2013 in cui comunque non risulta indagato ha ceduto una propria società, la Territorio s.r.l. alla Adria del gruppo Mantovani per circa 100.000 euro.
Il Gruppo Mantovani, direttamente o indirettamente con altre imprese di primaria importanza nel campo edile ha completato o ha in corso di realizzazione numerosi progetti di rilevante importanza e soggetti alla procedura di Via nonché alle verifiche di ottemperanza da parte del Ministero dell'Ambiente.
Come risulta dallo stesso sito web della Mantovani group, l'azienda «è stata protagonista nella realizzazione del Passante di Mestre...» dopo il parere positivo della Commissione Via sottoscritto anche da Bortolo Mainardi.

ROBERTO VIVIANI
Roberto Viviani, già membro della commissione tecnica per i Mondiali del '90, è consulente del Consorzio Tav S.p.a. negli anni '90 consulente della struttura tecnica di missione per le grandi opere del Ministero delle Infrastrutture nel 2004, e dal 2009 è Commissario delegato dal Governo per la S.S. 106 Jonica.

MARIA FERNANDA STAGNO D'ALCONTRES
In commissione Via c’è poi Maria Fernanda Stagno d'Alcontres, Coordinatore della commissione Via per le opere della legge Obiettivo, è stata nominata dal Governo Commissario per la Metro “C” di Roma.
Nel suo curriculum vi sono tra le altre progettazioni di numerosi edifici pubblici importanti per conto della Sarappalti Spa una società che compare nella famosa “Lista Anemone” e, secondo articoli di stampa, la società citata nella lista sarebbe collegata a Giandomenico Monorchio.
Quest'ultimo è a sua volta incaricato di numerosi lavori per le grandi opere (tra l'altro oggetto dei pareri e delle verifiche di ottemperanza della Commissione Via nazionale).
Dal curriculum dell' architetto D’Alcontres emerge la consulenza per la Struttura tecnica di Missione per le grandi opere presso il Ministero delle Infrastrutture dal 2001 al 2005 e una consulenza per il consorzio Tav spa tra il 2006 e il 2008.

a.b. 


La Commissione in seduta plenaria

La Commissione in seduta plenaria è così composta: