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Maltempo e black out: corrente, gas, acqua, telefonia: ecco come ricevere i rimborsi

Varie strade da seguire per ottenere indennizzi

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Maltempo e black out: corrente, gas, acqua, telefonia: ecco come ricevere i rimborsi


ABRUZZO. L'ondata di maltempo che ha messo in ginocchio l’Abruzzo ha provocato diversi problemi anche per le forniture di energia elettrica, gas e acqua. Intere frazioni o quartieri isolati per giorni (l’emergenza non è ancora finita) e migliaia di danni per cittadini e imprenditori.
Per intere giornate un terzo della regione è rimasta paralizzata tra proteste dei consumatori e rassicurazioni dei gestori, queste ultime talvolta servite solo per placare gli animi dei più irrequiti più che a rivelare effettive risoluzioni.
Per ovviare ai disagi agli utenti, l'Autorità per l'energia elettrica e il gas prevede rimborsi automatici direttamente in bolletta in caso di blackout. Dal 2008 è stato istituito un fondo speciale, grazie al quale scattano rimborsi automatici nelle bollette in caso di interruzioni prolungate per cause di forza maggiore.
I rimborsi, come spiega Altroconsumo, vanno da un minimo di 30 euro (per oltre 8 ore di interruzione) fino a un massimo di 300 euro per tre giorni di stop e sono a carico non degli operatori, ma di un sistema di natura mutualistica. Se, invece, la fornitura si interrompe per colpa del distributore, dal 2009 esiste un sistema di rimborsi automatici introdotto dall’Autorità, che prevede indennizzi tanto più elevati quanto più si prolunga il disservizio, da un minimo di 35 a un massimo di 105 euro. In questo caso, gli indennizzi in bolletta a favore dei consumatori sono a carico delle società distributrici.

NON È NECESSARIO FARNE RICHIESTA
Gli indennizzi per l’energia elettrica e il gas sono erogati dal venditore di energia in bolletta entro il primo ciclo di fatturazione utile decorsi 60 giorni dall'interruzione (180 giorni se le interruzioni coinvolgono più di 2 milioni di utenti), senza che il consumatore ne faccia richiesta.
A tali tempi vanno aggiunti quelli necessari ai venditori per trasferire il rimborso ai clienti direttamente in bolletta. In particolare, hanno diritto all'indennizzo i clienti di bassa tensione che subiscono un’interruzione di almeno 8 ore nei comuni con più di 50 mila abitanti, di oltre 12 ore per comuni tra i 5 mila e i 50 mila abitanti e oltre le 16 ore per i comuni più piccoli. Per quel che riguarda gli intestatari di forniture di media tensione, le interruzioni devono essere almeno di 4 ore nei comuni con più di 50 mila abitanti, 6 ore per comuni tra i 5 mila e i 50 mila abitanti e oltre le 8 ore per i comuni più piccoli.
I rimborsi, spiega sempre Altroconsumo, possono essere visualizzati direttamente in bolletta sotto la voce "Rimborso automatico per mancato rispetto dei livelli specifici di qualità definiti dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas, corrisposto in misura forfettizzata”.
Se non si è in regola con i pagamenti delle bollette, il venditore non è tenuto a corrispondere l'indennizzo.
Nel caso di mancato accredito, il consumatore potrà richiederlo al proprio venditore o direttamente al distributore locale presentando una domanda entro sei mesi dall'interruzione. L'impresa distributrice valuterà la richiesta e deve provvedere, entro tre mesi, all'accredito o all'invio della risposta scritta negativa motivata.

ACQUA
A differenza del servizio elettrico, per le sospensioni senza preavviso dei servizi idrico e telefonico non sono previsti indennizzi automatici, come conferma Confconsumatori. La maggior parte dei disservizi segnalati riguardanti acqua e telecomunicazioni, poi, potrebbero essere imputabili alla mancanza di alimentazione elettrica e dunque non attribuibili direttamente ai gestori dei servizi idrico e telefonico. «La strada da percorrere», suggerisce Confconsumatori, «è sempre quella di procedere con un reclamo scritto e chiedere che venga riconosciuto un indennizzo. L’invio massiccio di reclami da parte degli utenti è in questi casi opportuno e fondamentale perché, oltre ad offrire un quadro delle dimensioni del problema, induce il gestore a individuare le responsabilità e ad adottare soluzioni collettive relativamente alle mancate forniture».
Dunque in caso di mancanza di acqua si puà inviare una raccomandata a/r o fax al Gestore (chi emette le fatture) segnalando la durata del distacco del servizio ed eventualmente evidenziando il contesto di emergenza in cui si è verificata l’interruzione della fornitura senza preavviso. L’indirizzo a cui spedire è quello che compare sulla fattura o sul contratto sottoscritto.
«Purtroppo in questo caso», sottolinea Confconsumatori, «non è possibile calcolare l’ammontare dell’indennizzo basandosi sulle Carte dei Servizi. Le Carte, infatti, stabiliscono un tempo massimo per il ripristino dell’utenza interrotta per guasto (12-24 ore) ma quasi nessuna prevede rimborsi automatici per tale circostanza».
Un modello di reclamo suggerito da Confconsumatori è disponibile a questo link.

TELECOMUNICAZIONI
Stessa procedura da seguire, quindi, per interruzione di linee telefoniche ma anche linea internet o segnale televisivo: l’associazione di consumatori suggerisce di inviare una raccomandata o fax al Gestore (chi emette le fatture) segnalando il disservizio subito (telefonia, internet e tv) e la durata dello stesso, evidenziando il contesto di emergenza in cui si è verificata l’interruzione della linea senza preavviso. L’indirizzo a cui spedire è quello che compare sulla fattura o sul contratto sottoscritto.
Per calcolare l’indennizzo spettante occorre consultare le varie Carte dei Servizi dei diversi Gestori disponibili sul sito dell’Agcom (disponibili qui).
Un modello di reclamo è disponibile a questo link.