MANI BUCATE

Pianella contro Risco: è guerra. Comune trascina in tribunale la sua società

Affidato incarico ad avvocato

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Pianella contro Risco: è guerra. Comune trascina in tribunale la sua società



PIANELLA. A luglio una idea generica, quasi abbozzata, di staccare la spina trascinando la questione in tribunale.
Nemmeno un mese dopo si passa ai fatti e la nuova amministrazione comunale affida l’incarico ad un avvocato: è iniziata così, poco più di dieci giorni fa, la guerra tra il Comune di Pianella e la Risco.
Dal 2010 la srl (al 42% partecipata dall’amministrazione pianellese e per il resto dai comuni di Loreto, Moscufo, Nocciano e Catignano) provvede alla gestione del servizio di riscossione delle entrate comunali: la vecchia Ici, la Tarsu, la Tassa Occupazione Spazi ed Aree Pubbliche (TOSAP) effettuando per tutte anche la gestione diretta delle riscossioni.
Nessun altro Comune socio ha affidato alla società Risco l' attività di riscossione e gestione delle proprie entrate.
Fin dal suo insediamento, a giugno scorso, il sindaco Sandro Marinelli ha fatto capire che la convivenza sarebbe stata più difficile del passato e che probabilmente l’idillio del passato, con la vecchia amministrazione D’Ambrosio era da ritenersi concluso e che anche certe assunzioni clinetelari e in conflitto di interesse erano da ritenersi storia passata.
Proprio sul finire del mandato dell’ex sindaco si alzò il polverone delle nomine contestate e la società fu costretta ad annullare quelle «per acclamazione» senza selezione pubblica.
Ora però i nodi vengono al pettine e si scoprono i debiti: come mai, che cosa è andato storto, quali sono le cause e chi i responsabili?

I PRIMI MALUMORI
Poi quando Marinelli è arrivato a Palazzo di città, a inizio estate, lo ha detto subito: «abbiamo riscontrato il blocco totale delle riscossioni comunali, gestite dalla società». Il primo cittadino ha denunciato «il prosciugamento delle casse comunali», «ridotte al limite nonostante l’utilizzo della anticipazione di cassa del tesoriere».
Una situazione che secondo il vertice dell’amministrazione avrebbe messo a rischio l’erogazione dei servizi essenziali, dalla raccolta dei rifiuti al pagamento degli stipendi ai dipendenti. In tempi brevi, tuttavia, si è riusciti a superare le criticità e a far ripartire il sistema di riscossione che era di fatto bloccato da oltre 6 mesi.

IL CONSIGLIO COMUNALE APPROVA LA ‘GUERRA’
Il 24 luglio nel corso del Consiglio comunale è passata all’unanimità una delibera con cui il Comune mette le mani avanti.
Si dice che la Risco non ha attivato la riscossione coattiva delle predette entrate comunali. Insomma c’è qualcosa che non va. E non lo dice solo Marinelli. Lo sottoscrive anche il segretario generale Francesca Diodati che il 14 giugno scorso ha scritto in una nota: «l' esperienza sino ad oggi maturata dal Comune di Pianella con la partecipata Risco srl è stata purtroppo fallimentare a tal punto da mettere in crisi lo stesso Comune»
A maggio anche i revisori dei Conti avevano lanciato l’allarme: «Il sottoscritto ha già ampiamente riferito sulle gravi inadempienze della società di riscossione che ad oggi pur in presenza di una delibera assembleare non ancora provveduto a sanare anche alla luce dei pesanti riflessi economici e finanziari che le segnalate omissioni determinano sull'intero bilancio dell' ente il sottoscritto intima l' amministrazione di provvedere sia alla revoca e/ integrale stesura dell' attuale convenzione sia all' esercizio di ogni azione (nella sua qualità di socio), nel caso del protrarsi di detta inadempienza….»
Chiarimenti non ne sarebbero arrivati e, come si legge sempre nella delibera comunale «l'amministratore della società, sebbene più volte sollecitato, non ha mai redatto un piano economico finanziario della società».

427 MILA EURO IN STANDBY
Quanto spetta al Comune? Dalla certificazione del responsabile del servizio finanziario risulta che ad oggi la società non ha provveduto al versamento della somma di 427.047,02 euro riscossi in nome e per conto dell'Ente quali entrate tributarie.
Dunque a fine luglio il Consiglio comunale ha dato il via libera per passare ai fatti e Marinelli a fine agosto, con delibera di giunta, ha dato mandato all’avvocato Francesco Grilli che dovrà seguire la causa per la risoluzione per inadempimento della convenzione «per le gravi inadempienze».
Il Comune per questa bega ha dovuto impegnare 6.500 euro.
Alessandra Lotti

RISCO Bilancio 30-4-2013