MEMORIA CORTA

Abruzzo Engineering: la politica non ha voluto fare chiarezza sui misteri

Il filo rosso con Finmeccanica e le azioni giudiziarie per tappare la bocca

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Abruzzo Engineering

 


ABRUZZO.  19 ottobre 2010, PrimaDaNoi.it titolava “Chi dissiperà i dubbi su Abruzzo Engineering?”
Giugno 2013 la risposta è: nessuno.
Nessuno tra politici, amministratori, associazioni o altre entità viventi hanno dimostrato una volontà di cercare, capire e trovare risposte ai mille dubbi che ancora avvolgono la società partecipata dalla Regione Abruzzo e dalla Selex (Finmeccanica). Oggi molto più di ieri visto che qualcosa solo grazie a qualche procura scrupolosa si è saputa.
Tante cose sono successe nel frattempo ma nessuna è andata verso una direzione di apertura o trasparenza.

E’ da tanto che PrimaDaNoi.it si occupa di questa vicenda e forse per questo è ritenuta causa di molti mali e per questo messa al centro del mirino da alcuni "potenti" pro tempore. All'inizio ci scagliarono contro i dipendenti, ma solo quelli assunti a chiamata diretta e «sponsorizzati da tutti i partiti», come confermò pubblicamente Chiodi in un consiglio regionale straordinario, poi,  passato il timore per alcune inchieste giudiziarie (Finmeccanica, Collabora Engineering, gruppo Stati…) diversi componenti e rappresentanti della società pubblica hanno sporto denunce contro questo quotidiano ritenendosi diffamati per nome e per conto della stessa società pubblica, oggi presieduta dall’avvocato Francesco Carli.
Così le procure sono state invitate più volte ad indagare su chi scrive e chi vuole chiarezza e non su chi sarebbe tenuto a fornire risposte visto il ruolo pubblico che ricopre.
C'è in ballo il loro onore e l'onore è una cosa seria, per questo continuiamo a domandarci perchè nessuno vuole fare chiarezza... c'è in ballo anche l'onore di una regione e di tutti noi. 


 IL CONSULENTE COLLEGA
Dopo la gestione targata Lamberto Quarta -strappato alla società dall’inchiesta Sanitopoli- il presidente Chiodi nominò, nel silenzio, il suo collega di studio Carmine Tancredi per fare una ricognizione della situazione di Abruzzo Engineering.
La politica si scandalizzò perché fu nominato un così intimo del presidente salvo poi dimenticarsi dei risultati ottenuti da quella consulenza che si disse essere costata 10mila euro. Nonostante abbiamo chiesto più volte nel corso di questi anni il contratto ed i risultati di quella consulenza nessun documento è mai stato pubblicato o ci è stato fornito.
Nessun consigliere regionale ha mai dichiarato di aver richiesto copia di quella consulenza o si è interessato ai risultati di quella “inchiesta interna”. Non si ricordano dibattiti pubblici nè documenti svelati...  
 
“I CADAVERI ANCORA SI RIVOLTANO NELLE TOMBE”
Le poche cose che sono state dette le disse proprio Chiodi nel consiglio regionale straordinario del 2010 dove parlò di «cadaveri che si rivoltano nella tomba» e di clientelismo, con una forza ed una chiarezza che non ha più avuto repliche. Anzi sembra che tutti abbiano fatto a gara a dimenticare quelle cose che anche alle orecchie dei profani sembravano di una certa gravità.

 


Cosa disse Chiodi?

AUDIO 1. CHIODI, DIPENDENTI E CLIENTELISMO.
«Abruzzo Engineering è una società nata molto male, con finalità inizialmente assistenziali per quanto riguarda il recupero di una serie di lavoratori socialmente utili, quindi con finalità assistenziali, sociali, con un apporto finanziario da parte del Governo e apporti finanziari della Regione. Dopo questo nobile scopo si è trasformata in una struttura funzionale alla politica, dove – senza che ci fosse alcuna necessità – sono state fatte assunzioni funzionali alla politica, senza che ci fosse una necessità per la struttura, alimentata di fatto con le finanze pubbliche, cioè le finanze dei cittadini abruzzesi. Il personale è passato da cento persone circa, che erano quelli degli ex L.S.U., a duecento, senza nessuna necessità, tra l’altro senza nessuna finalità, si sono dovute creare poi le finalità. Abruzzo Engineering», sono ancora le parole di Chiodi, «è un buco nero, l’ho già detto, come vicenda da giudizio politico e non solo, sul quale poi parleremo. Il partner privato non è stato individuato con gara pubblica, il partner privato è stato scelto dalla Provincia de L’Aquila e dal presidente Del Turco, quindi Stefania Pezzopane. È funzionale alla costruzione di un sistema apparentemente finalizzato a realizzare la banda larga. Aggiungo anche un’altra cosa, non si costruisce una società che parte con costi così alti, costi fissi, quando non si ha nulla da fargli fare. Un aumento del personale sarebbe stato anche possibile, ovviamente man mano che le commesse lo rendevano necessario. È una situazione veramente negativa, io la ritengo per gli abruzzesi, oltre che per me, un cappio al collo perché non vi nascondo che dietro questa situazione, della quale hanno beneficiato tutti e poi ne parleremo, ci sono però duecento famiglie».

 
 GLI AFFIDAMENTI DIRETTI

Sempre Chiodi disse ancora:

AUDIO 2. CHIODI, E' IN HOUSE O NON E' IN HOUSE?
« Ritengo che ad Abruzzo Engineering ben venga una Commissione d’inchiesta e si vada a valutare tutte le cose che già il Consiglio di Amministrazione sta valutando, anche in merito alle situazioni debitorie che oggi ancora abbiamo nei confronti di Selex, voi sapete il lavoro chi l’ha fatto. La cosa è stata “benissimo, diamo la banda larga però Abruzzo Engineering ha duecento persone non in grado di fare la banda larga, la facciamo fare a Selex che è in grado di farla perché partecipa alla società e quindi c’è nessun affidamento”. Quello che dice invece il garante è che può essere in house se a valle gli affidamenti vengono fatti mediante gare, a valle però e non nella fase preliminare. Detto questo, io ho tre operazioni ma parlerò solo di una, a titolo esemplificativo, sulla quale il Consiglio di Amministrazione ha ricevuto da me una piena delega ad approfondirla fino al raggiun-gere la verità»

«CONGELARE I PAGAMENTI A SELEX»
Chiodi parlò per caso di soldi non dovuti, fatture e costi gonfiati a carico della collttività?

AUDIO 3: CHIODI, TRE CASI CHE SEMBRANO TRUFFE...
«Desidero intanto che vengono congelati i pagamenti a favore di Selex, com’è stato già fatto, immagino. Ne dico solo una ma ce ne sono altre che stanno emergendo grazie al lavoro che sta facendo il Consiglio di Amministrazione, il presidente Carli e tutti i movimenti. Abruzzo Engineering realizza un prodotto, due milioni e mezzo di euro, questo prodotto deve essere ingegnerizzato. È una cosa buona ingegnerizzare un prodotto però normalmente può incrementare il valore prodotto di una certa percentuale, del 10, del 15 o 20% massimo. Questo prodotto viene affidato a Selex affinché sia ingegnerizzato, dopodiché viene rivenduto ad Abruzzo Engineering – parlo dei tempi del Centro Sinistra, non me ne vogliate ma è giusto per evitare confusione – e quindi alla Regione che paga perché, come voi sapete, le società in house non possono avere commesse da nessun altro che non sia proprio l’ente… Otto milioni di euro. (intervento fuori microfono non udibile) (…) Secondo aspetto. Ci sono prodotti che sono stati acquistati da Abruzzo Engineering per diver-se centinaia di migliaia di euro, posso anche aggiungere qualche milione, per commesse non ancora acquisite. È come se io mi rifornisco di merce però non ho ancora la commessa per poi rivendere, quindi questi costi sono stati sostenuti senza che sia stato prodotto un euro di ricavo dal fatto di aver sostenuto questi costi. Non è solamente per quanto riguarda il personale, perché anche il personale di duecento persone ci sta ma non serve per produrre tutti quegli utili. Su Abruzzo Engineering ben venga la Com-missione d’inchiesta….»


Non si hanno notizie su inchieste aperte dopo le denunce pubbliche di Chiodi.

LE INCHIESTE
Nel frattempo più procure si occupavano di diversi aspetti che riguardavano fatti e persone in qualche modo connessi ad Abruzzo Engineering o Selex (socio).
 La giustizia è lenta e nessun procedimento aperto si è definito. Nel frattempo Sabatino Stornelli è finito ai domiciliari per qualche giorno nell’ambito dell’inchiesta sul Gruppo Stati per poi finire in carcere per l’inchiesta napoletana sul progetto Sistri, una presunta maxi truffa che secondo la procura nasconde costi gonfiati e tangenti a fiumi.
Solo la politica non si era accorta di nulla mentre agli arresti è finito anche l’imprenditore di Castellamare  Francesco Paolo Di Martino per le cui società hanno lavorato alcuni dipendenti di Abruzzo Engineering per confezionare le chiavette della discordia del Sistri.
 
LA COMMISSIONE SE NE INFISCHIA
Mentre fioccano le notizie sui giornali d’Italia su presunte ruberie e sperpero di denaro pubblico, in Abruzzo nessuno si ricorda più che su Abruzzo Engineering il consiglio regionale aveva votato una commissione di inchiesta il 19 ottobre 2010.
La commissione non si è mai riunita, non c’è traccia nemmeno della inchiesta, né nessuno mai ha reso pubblici i risultati di questa “caccia al tesoro”. Tutti pronti a sbraitare e a urlare la necssità di indagare e capire, poi tutti zitti e distratti.
Nessun consigliere regionale di alcun partito ha mai chiesto (pubblicamente) il perché tale volontà dell’assise non sia mai stata seguita da fatti che provassero la reale intenzione di fare luce e ricercare la verità.
Meglio il buio presto.
Di Abruzzo Engineering si parla di tanto in tanto solo per amplificare il problema dei suoi dipendenti, circa 200, che devono essere salvati perché il lavoro è sacrosanto molto più della verità e trasparenza.
Intanto Abruzzo Engineering è in liquidazione? Arrivano nuove commesse e si salverà? Perchè Chiodi ha cambiato idea?
Sul sito istituzionale della società tutto è congelato al 2010. Va bene così.  
 
TI QUERELO MA NON TI DO LE CARTE
 E non si tratta né di cose di poco conto né di cose che non interessano tutti i cittadini chiamati a fare grossi sacrifici dentro “il grande festival dei tagli ai servizi”.  La Selex infatti rivendica 29 milioni di euro per le commesse non pagate dalla Regione.
  Una querelle che sarebbe sfociata in un giudizio civile di cui nessun politico ha mai più parlato né chiesto informazioni né chiesto documenti e diffuso carte eppure si tratta di 29 mln di euro pubblici.
Sono dovuti come dice la Selex, già amministrata da Sabatino Stornelli, oppure no come dice l’attuale governatore Chiodi che accusa la società di cose gravi?
Su tutti questi temi però Sabatino Stornelli (che si vanta di essere grande amico di Gianni Letta e dei Berlusconi) e altri componenti di Abruzzo Engineering hanno sporto querela contro PrimaDaNoi.it arrivando a contestare fatti avvenuti in pubblico, riportati anche dagli organi di informazione, riportate in trascrizioni ufficiali, querelando noi persino per le cose dette da Chiodi in consiglio regionale e di cui abbiamo pubblicato gli audio (ma i giudici difficilmente si accorgono di questo perchè sui fogli di carta... è difficile cliccare).
Querele temerarie, intimidazioni, volontà di censurare una voce libera?
Niente di tutto questo. In un caso ci siamo già meritatio il processo a L'Aquila che inizierà dopo l'estate per aver offeso il collegio dei liquidatori di Ae. In un altro caso  siamo stati per ora rinviati a giudizio a maggio del 2013, per aver “offeso” Stornelli parlando del caso Sistri in un articolo del 2011. Piccoli particolari: il nostro rinvio a giudizio è avvenuto persino dopo l’arresto di Stornelli per associazione a delinquere e corruzione e pur avendo chiesto di essere interrogati dal pm, di produrre documenti e di svolgere ulteriori indagini non siamo mai stati convocati né sono state svolte le indagini richieste. In almeno altri due casi le medesime querele in giro per l'Italia sono state subito archiviate.
E' il caso per esempio del ben più illustre servizio di Report di Emilio Casalini che -ironia della sorte- riportava le medesime notizie e testimonianze dei dipendenti di Abruzzo Engineering già pubblicate mesi prima su PrimaDaNoi.it. Qualcuno ha notato la consecutio e per questo si accanisce? Sta di fatto che su quegli stessi fatti Report di Milena Gabanelli è stato prosciolto. 

 

In un altro caso un altro pm ha chiesto invece di archiviare la nostra controquerela per calunnia e querela temeraria contro Stornelli; il pm ha motivato la archiviazione  perché «strumentale e volta a bloccare l’azione penale» dello stesso Stornelli nei nostri confronti. Insomma siamo noi  quelli che giocano sporco.

Abbiamo allora chiesto ufficialmente le carte della diatriba tra Selex e la Regione al Presidente Chiodi che ha fatto rispondere all’avvocato Carlo Massacesi della Regione.
Abbiamo sollecitato la Regione con un accesso agli atti  grazie alla nuova legge sulla trasparenza e richiamando il diritto costituzionale alla nostra difesa in giudizio   (dalle accuse di Abruzzo Engineering e Stornelli). Massacesi  ha negato gli atti citando la vecchia legge sulla trasparenza e nulla dicendo sul nostro diritto alla difesa e ad un processo equo in condizioni di parità rispetto a chi ci accusa di aver detto il falso.
 Forse non sarà un complotto ma ci sono molti indizi e coincidenze che ci fanno credere che l'obiettivo è solo quello di mettere a tacere il più presto possibile chi vuole far sapere come è stata davvero amministrata una società pubblica che doveva portare l'Abruzzo all'avanguardia tecnologica.
Invece siamo tutti affossati nel pantano delle reticenze e della opacità.
Era così ai tempi di Del Turco è così ai tempi di Chiodi...
Ma loro passano, noi siamo ancora qua. E già.


 a.b.

Commissione d'Inchiesta Abruzzo Engineering by PrimaDaNoi.it