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Teramo, dal carcere di Castrogno: «io, tossicodipendente abbandonato»

Le condizioni dei detenuti raccontate dai Radicali in visita al carcere teramano

Marirosa Barbieri

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Marirosa Barbieri

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I politici in visita all'ingresso

I politici in visita all'ingresso

TERAMO. In collegamento da un altro mondo (quello del carcere di Castrogno) storie e problemi degli esseri umani che lì dentro vivono costretti (per scontare una pena o per lavorare)

«M.D.G., è  ristretto nella cella 44. E’ un tossicodipendente che piange e riferisce di aver tentato il suicidio: “sto male, ho ansia, il Ser.T. non mi segue; ho 4 figli piccoli: due gemelli di 4 anni, uno di 3 anni e l’ultimo ha un anno e mezzo; sono stato arrestato per un vecchio reato risalente al 2002, prima lavoravo come operatore ecologico, adesso ho finito, sono povero, ho cercato di togliermi la vita”; S.A. ha 71 anni: cardiopatico, sdentato non mangia più perché quello che gli passano è di natura solida. B.C. due anni, è nato in carcere, figlio della Sventura che ha gettato troppo presto sua madre in una cella».
Sono le storie dei detenuti del carcere di Castrogno, a Teramo,  contenute nell’interrogazione che i Radicali hanno presentato  al Ministro della Salute ed a quello della Giustizia.
I politici Marco Pannella, Riccardo Chiavaroli, consigliere regionale della Regione Abruzzo, i militanti radicali Rosa Quasibene, Orazio Papili, Renato Ciminà, Paolo Francesco Palombo e Gianmarco Ciccarelli hanno fatto visita il 15 agosto scorso all’istituto penitenziario teramano costruito negli anni ’70.

4 SUICIDI QUEST’ANNO
4 suicidi registrati,tossicodipendenti, malati psichiatrici; nella stessa cella detenuti che scontano una condanna definitiva e detenuti in attesa di giudizio, senza alcuna separazione di sorta.
E ancora: sovraffollamento, copertura psicologica insufficiente, si lavora e non si lavora, si guadagna e non si guadagna, personale penitenziario numericamente inadeguato.
Forse pure Dio si è dimenticato dei carcerati di Castrogno?  Dov’è finito il parroco per la messa domenicale? Si sente rimbombare  questa domanda nei corridoi.
I detenuti presenti sono 418 (376 uomini e 42 donne), raccontano gli onorevoli nell’interrogazione,  a fronte di una capienza regolamentare di 231 posti. 236 detenuti scontano una condanna definitiva, 62 sono in attesa di primo giudizio, 37 appellanti, 30 ricorrenti, 34 con posizione giuridica mista con definitivo, 18 con posizione giuridica mista senza definitivo; i detenuti stranieri sono 82, così suddivisi: 23 provenienti dalla Romania, 12 dall’Albania, 11 dal Marocco, 10 dalla Nigeria, 8 dalla Tunisia, 4 dall’Algeria, 2 da Slovacchia e Macedonia, 1 detenuto proveniente da Libia, Egitto, Sierra Leone, Somalia, Ruanda, Burkina Faso, Bolivia, Georgia, Croazia, Svizzera.
Gli agenti assegnati all’istituto sono 180 ma le unità effettivamente in servizio sono soltanto 160 (a causa di distacchi e malattie di lungo corso) e questa carenza si ripercuote negativamente sulla vita dei detenuti e sulla vita degli stessi agenti, costretti a operare in condizioni di stress per fare fronte a un notevole carico di lavoro; 10 nuovi agenti, secondo quanto riferito, prenderanno servizio dal prossimo autunno, ma l’incremento effettivo sarà di sole 4 unità, perché 6 delle 10 unità previste sono già attualmente distaccate presso il carcere di Castrogno.
Di tossicodipendenti iscritti al Ser.T di Teramo ce ne sono 90 lì dentro; 80 detenuti sono affetti da patologie di tipo psichiatrico e circa 250 manifestano disturbi di personalità e forme di disagio psicologico; all’interno dell’istituto operano 6 medici (che assicurano una copertura h24), 1 psichiatra per 18 ore settimanali, 9 infermieri più 1 caposala (ciascuno impegnato per 36 ore settimanali, assicurano una copertura dalle 7.00 alle 22.00); l’area sanitaria, secondo quanto riferito, ha effettuato all’interno 6044 visite dall’inizio dell’anno; gli educatori effettivi sono 4, atteso che 2 dei 6 educatori assegnati al carcere di Castrogno sono distaccati in un altro istituto; l’assistenza psicologica è assicurata soltanto da 2 psicologi volontari.

PAGA DA FAME, NESSUNA FORMAZIONE
A Castrogno lavora solo il 10 per cento dei detenuti, a rotazione: si tratta esclusivamente di lavori domestici alle dipendenze dell’amministrazione penitenziaria, mentre non sono presenti lavorazioni interne o collaborazioni con cooperative o imprese esterne. E la paghe sono molto irrisorie, si lamentano in tanti. Un detenuto con la mansione di spesino dice di aver guadagnato nel mese di maggio 74 euro, ridotti a 41 euro per le varie trattenute (fra le quali 13 euro vincolati per affrontare eventuali emergenze); un altro detenuto riferisce di guadagnare 19 € ogni 10 giorni.

TRE DETENUTI IN UNA CELLA DA UNO
Celle per ospitare un detenuto ne accolgono due, al massimo tre. Sono tutte della stessa dimensione (circa 9 mq). I carcerati trascorrono 20 ore al giorno chiusi lì dentro; tutte le celle sono sprovviste di doccia; l’erogazione di acqua è razionata, con una sospensione di 2 ore e mezzo al mattino (dalle 8.30 alle 11.00) e di 3 ore nel pomeriggio (dalle 14.00 alle 17.00); l’accesso alla doccia comune è consentito ogni giorno, tranne la domenica e i giorni festivi; in tutte le celle il letto a castello è fissato al pavimento in cemento; la condizione dei materassini di gommapiuma su cui sono costretti a dormire i detenuti è pessima, riferiscono i politici in visita.Alle finestre sono applicate, oltre alle normali sbarre, reti a maglia stretta che ostacolano la visuale esterna e limitano la circolazione di aria e l’ingresso di luce naturale.

POCHI MEZZI PER RAGGIUNGERE IL CARCERE
C’è poi il problema collegamenti. La posizione del penitenziario che ha una dislocazione extraurbana e collinare rende difficile il collegamento con i mezzi del trasporto pubblico; e questo scoraggia visitatori e parenti nel far visita ai propri cari.
Che cosa intende fare il governo per rendere possibile il mantenimento di un valido rapporto del detenuto con i propri familiari e i figli? E’ una delle domande contenute nell’interrogazione. E ancora: «cosa farà per garantire istruzione, formazione ai reclusi? Quali iniziative ha intrapreso a seguito dei quattro suicidi che si sono verificati quest’anno nel carcere di Teramo? Perché non rende effettiva la possibilità per i detenuti stranieri che lo richiedano di scontare gli ultimi due anni di pena nel Paese d'origine?».
Chi risponderà alle persone detenute a Castrogno?